tassazione dei dividendi in dichiarazione 2015

Tassazione dei dividendi in Unico PF 2015

di Redazione fiscoetasse.com 10 CommentiIn Dichiarazioni

Il Decreto Renzi, DL 66/2014 artt 3 e 4, ha incrementato dal 20% al 26% la tassazione dei redditi di natura finanziaria (fatta eccezione per alcune tipologie come redditi derivanti da titoli di Stato italiani o esteri) a decorrere dal 1° luglio 2014.

L’attuale disciplina prevede che la tassazione dei dividendi sia influenzata dai seguenti fattori:

– dalla partecipazione (qualificata e non),
– dal luogo di residenza della società erogante (residente in Italia o all’estero a fiscalità ordinaria o privilegiata),
– dal soggetto percipiente (persona fisica o giuridica).

Si considerano partecipazioni qualificate quelle che rappresentano una percentuale di diritto al voto in assemblea ordinaria maggiore del 2% in società quotate o del 20% in quelle non quotate; ovvero una percentuale al capitale sociale maggiore del 5% in società quotate o del 25% in società non quotate.

Le partecipazioni non qualificate sono quelle pari o inferiori alle percentuali di cui sopra.

 

Ecco i casi possibili:

Se la società è residente in Italia e il socio possiede partecipazioni qualificate i dividendi concorrono a formare il reddito complessivo nella misura del 49,72% (il 40% per dividendi formatisi fino al 31/12/2007). Tali dividendi andranno dichiarati e la modalità di tassazione avverrà con la dichiarazione in modello Unico 2015 PF quadro RL.
Tuttavia la società erogante ha l’obbligo di rilasciare la certificazione degli utili ai soggetti percettori.

Se la società è residente in Italia e il socio possiede partecipazioni non qualificate sarà applicata una ritenuta d’acconto a titolo di imposta sull’intero ammontare del 26% per i dividendi percepiti dal 01 luglio 2014 ovvero del 20% se percepiti fino al 30 giugno 2014. Da notare che la suddetta ritenuta è a titolo di imposta e quindi non andranno ulteriormente dichiarati.
Farà inoltre fede la data di incasso degli utili e non la data di delibera dei dividendi (principio di cassa).

Se la società è residente all’estero (esclusi i paradisi fiscali) e il socio possiede partecipazioni qualificate vi sarà una ritenuta fiscale nello stato estero della società (che costituirà credito di imposta in Italia parziale nella misura del 49,72%), una ulteriore ritenuta italiana sul 49,72% del dividendo netto di frontiera (ossia il dividendo lordo meno la ritenuta estera).
L’ammontare residuo verrà accreditato al socio italiano qualificato persona fisica.
Inoltre il 49,72% del dividendo lordo andrà dichiarato nella dichiarazione dei redditi, quadro RL Unico 2015 PF.

NB: Qualora il paese estero abbia applicato una aliquota di imposta superiore a quella prevista dalle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (spesso pari al 15%), il percettore italiano dei dividendi potrà presentare alle autorità estere competenti una istanza di rimborso relativa al maggior prelievo subito.
Gli intermediari italiani (banche o altri istituti di credito) forniscono spesso il servizio recupero maggiore “ritenuta paese” sui dividendi esteri, ovvero “reclaim withholding tax on foreign dividends”.

Esempio:
Dividendo lordo erogato da società francese (partecipazione qualificata) = 10.000,00 €
Ritenuta di imposta francese  (15%) = 1.500,00 €
Dividendo netto di frontiera         10.000 € – 1500,00 € = 8.500,00 €
Ritenuta italiana sul netto di frontiera (26%)         (8.500,00 € X 49,72%) = 4.226,20 € X 26% = 1.098,81 €
Dividendo netto percepito dal socio italiano persona fisica non qualificato      8500,00 € – 1.098,81 €= 7.401,19 €
Dividendo da dichiarare in Modello Unico PF 2015         10.000,00 € X 49,72% = 4.972,00 €
Credito di imposta da dichiarare                                           1.500,00 € X 49,72% =745,80 €


Se la società è residente all’estero (esclusi i paradisi fiscali) e il socio possiede partecipazioni non qualificate
vi sarà una ritenuta fiscale nello stato estero della società e una ulteriore ritenuta italiana sul dividendo netto di frontiera (ossia sul dividendo lordo meno la ritenuta estera). Il residuo costituirà il dividendo netto accreditato al socio italiano non qualificato persona fisica.

Tali dividendi non andranno dichiarati e saranno quindi esclusi dal reddito complessivo del socio. Qualora invece i suddetti utili venissero percepiti senza l’intervento di un intermediario italiano (banca o altro istituto di credito) che non abbia operato la ritenuta di acconto, il socio percettore è tenuto a compilare il quadro RM Unico 2015 PF e applicare la ritenuta di acconto.

Esempio:
Dividendo lordo erogato da società francese (partecipazione non qualificata) 1.000,00 €
Ritenuta di imposta francese (15%) 150,00 €
Dividendo netto di frontiera 1.000 € – 150,00 € = 850,00 €
Ritenuta italiana sul netto di frontiera (26%)  850,00 € X 26% = 221,00 €
Dividendo netto percepito dal socio italiano persona fisica non qualificato 850,00 € – 221,00 € = 629,00 €

Forse potrebbe interessarti il nostro foglio di calcolo “Calcolo Tassazione dividendi e Capital Gain” che permette di individuare il corretto regime di tassazione per dividendi e capital gain (realizzo di partecipazioni) evidenziando automaticamente il conteggio imposte, aggiornato con le modifiche normative introdotte dal DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66.


Autore dell'articolo

Redazione fiscoetasse.com

Comments 10

  1. Salve,

    Alcune domande:
    -siete sicuri che nella sezione “Se la società è residente all’estero (esclusi i paradisi fiscali) e il socio possiede partecipazioni qualificate” ci debba essere una “Ritenuta italiana sul netto di frontiera (26%)”?
    -nel caso ci sia, quella e’ una ritenuta a titolo di imposta o a titolo di acconto?

    Grazie,
    Stefano

    1. identicon

      Caro Stefano il quarto comma della’art 27 del Dpr 600/73 stabilisce che sulle remunerazioni (dividendi) erogate da società non residenti corrisposte a persone fisiche residenti non imprenditori è operata una ritenuta del 26% (che fino al 01-01-2012 era del 12,5%; dal 01-01-2012 al 30-06-2014 del 20%). Detta ritenuta opera diversamente a seconda che le partecipazioni siano “qualificate” (ritenuta di acconto) o “non qualificate” (ritenuta d’imposta) .

  2. Seconda domanda:
    -Siete sicuri che nella sezione “Se la società è residente all’estero (esclusi i paradisi fiscali) e il socio possiede partecipazioni qualificate” venga generato un “Credito di Imposta”. A quanto vedo le convenzioni contro la doppia imposizione, prevedono generalmente l’applicazione di una aliquota massima pari al 15%. Quindi visto che la “Ritenuta di imposta francese” e’ del 15% non capisco come viene generato un credito di imposta…

    Grazie mille dei chiarimenti!

    1. identicon

      In tale caso la normativa prevede un credito di imposta pari al 49% della ritenuta di imposta estera (art 110 TUIR).
      Inoltre qualora la ritenuta estera fosse superiore a quelle previste dalle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni il percettore italiano potrebbe presentare istanza di rimborso per la parte eccedente.

  3. Se la società è residente in Italia e il socio possiede partecipazioni non qualificate sarà applicata una ritenuta d’acconto a titolo di imposta sull’intero ammontare del 26% per i dividendi percepiti dal 01 luglio 2014 ovvero del 20% se percepiti fino al 30 giugno 2014. Da notare che la suddetta ritenuta è a titolo di imposta e quindi non andranno ulteriormente dichiarati.
    Farà inoltre fede la data di incasso degli utili e non la data di delibera dei dividendi (principio di cassa).

    Buongiorno Dottore …in questo caso a chi spetta pagare l imposta …….al l erogante del dividendo oppure al ricevente

    grazie mille

  4. Devo autotassare al 26% nel riquadroRM un dividendo percepito dalla Francia nel 2015. Dappertutto leggo che la tassa colpisce il netto frontiera. Le istruzioni Agenzia Entrate (fascicolo 2) dicono di dichiarare i dividendi al lordo ritenuta estera. Quale è la cosa giusta? Devo dichiarare i dividendi lordi frontiera ma calcolare un’imposta sul netto frontiera? Quale è la norma che supporta il calcolo sul netto frontiera?

    1. Mi trovo esattamente nella stessa situazione…vari esempi che ho raccolto fanno riferimento al netto frontiera anche nel caso in cui non intervenga un intermediario italiano, in realtà un recente articolo del Sole24Ore intitolato “Penalizzati i dividendi esteri senza sostituto” chiarisce che tale approccio sarebbe quello razionale ma pare tuttavia non avere un fondamento legislativo…

  5. Buongiorno dottore,
    avendo operato con una finanziaria con sede in GB (la IG) per attività di trading. ho ricevuto la SOMMATORIA DELLE ATTIVITA’ nel 2015.
    Tra le varie voci ci sono :
    Somma interessi percepiti : 345,34
    Somma interessi pagati 1.214,23
    Somma dividendi percepiti : 115,25

    Come inserirli, se inserirli, nella dichiarazione reddditi 2015?

  6. Buongiorno dottore,
    avendo operato con una finanziaria con sede in GB (la IG) per attività di trading. ho ricevuto la SOMMATORIA DELLE ATTIVITA’ nel 2015.
    Tra le varie voci ci sono :
    Somma interessi percepiti : 345,34
    Somma interessi pagati 1.214,23
    Somma dividendi percepiti : 115,25

    Come inserirli, se inserirli, nella dichiarazione reddditi 2015?

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