Irap: riduzione delle aliquote per le aziende

di Andrea Mannara CommentaIn Dichiarazioni, Manovre Fiscali

Il giorno 24 aprile 2014 è entrato in vigore il decreto legge n. 66 del 2014 (Decreto Irpef), che ha previsto un primo intervento di riduzione della pressione fiscale a carico dei lavoratori dipendenti e delle imprese. Oggi analizzeremo l’articolo 2 del decreto, rubricato “Disposizioni in materia di Irap”. Oggetto del provvedimento normativo è la riduzione delle aliquote e, di conseguenza, la riduzione dell’imposta regionale sulle attività produttive, a favore delle imprese soggette all’imposta.

Vediamo nel dettaglio a quanto ammonta la riduzione operata dal legislatore.

L’aliquota ordinaria cui tutte le imprese, in linea generale, sono soggette scende dal 3,90% al 3,50%. L’aliquota determina il valore dell’imposta a debito del contribuente, e si calcola sul valore della produzione netta.

Successivamente, vengono ridotte le aliquote anche per determinati soggetti.

– Società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione), Enti pubblici e privati diversi dalle società che svolgono in via principale attività commerciali; per questi soggetti, purchè esercitano attività di imprese concessionarie diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori, l’aliquota scende dal 4,20% al 3,80%.
– per le banche e gli altri enti e società finanziarie, l’aliquota si riduce dal 4,65% al 4,20%.
– per le imprese di assicurazione, l’aliquota si riduce dal 5,90% al 5,30%.
– per le imprese che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, l’aliquota si riduce dall’ 1,90% al 1,70%.

La novella legislativa, per scongiurare l’aumento indiscriminato delle aliquote da parte delle Regioni, pone un limite al di sopra del quale le Regioni non possono eventualmente aumentare l’aliquota dell’Irap. Mentre in precedenza le Regioni potevano aumentare l’aliquota Irap fino ad un massimo di un punto percentuale, ora tale possibilità è riconosciuta ma fino ad un massimo di 0,92 punti percentuali.

Inoltre, il legislatore ha previsto che, nella ipotesi in cui la Regione abbia già determinato l’aumento dell’aliquota Irap, questa debba essere rideterminata alla luce di quanto sopra detto.

La riduzione dell’Irap opera con riferimento al periodo di imposta 2014, mentre per il 2013 rimangono in vigore le precedenti aliquote.
È però disposto che, per determinare l’acconto dovuto dalle imprese per l’anno 2014, utilizzando il sistema previsionale, le aliquote sono fissate per legge e sono pari a:

  • aliquota ordinaria: 3,75%
  • società di capitali ed enti pubblici e privati che operano in concessione: 4,00%
  • banche e società finanziarie: 4,50%
  • imprese di assicurazione: 5,70%
  • imprese del settore agricolo: 1,80%.

A conclusione di questo breve articolo, vogliamo fare due piccole precisazioni in merito a concetti sopra espressi.

Per valore della produzione netta si intende, in generale, la differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione così come risultanti dal conto economico alle voci A) e B), con le dovute esclusioni e considerazioni previste dalla normativa.

Per metodo previsionale si intende quel sistema utilizzato per la determinazione delle imposte da versare in acconto. Tale sistema si basa non sui dati storici rilevabili dall’esercizio precedente, bensì si basa sulla previsione di quale potrebbe essere, a fine esercizio, il valore della base imponibile su cui determinare le imposte.

La diminuzione delle aliquote Irap non è sicuramente sconvolgente, ma in periodi come questi, fortemente critici per l’economia del Paese e di tutti gli operatori economici, la riduzione di una imposta (peraltro mal vista dai contribuenti) rappresenta una piccola boccata di ossigeno per le nostre imprese e la possibilità di far ripartire il circuito dei consumi e, di conseguenza, la produzione e l’occupazione.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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