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Responsabilità solidale negli appalti

di Andrea Mannara CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, Manovre Fiscali

Appalti e responsabilità solidale: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 2/E del 1° marzo 2013.

Da tanti anni i dibattiti politici si concentrano su un tema di pregnante attualità e di grande evidenza sociale: la lotta all’evasione fiscale! E in questa scia si inserisce anche uno dei tanti interventi normativi degli ultimi periodi.

Parliamo dell’art. 13-ter del D.L. n. 83/2012 (il decreto crescita di Monti), che ha modificato la disciplina relativa alla responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore in ambito fiscale, contenuta nell’art. 35 del D.L. 223/2006.

Di cosa si tratta?

Semplicemente di questo: il committente, l’appaltatore e il subappaltatore sono, solidalmente tra loro, responsabili nei confronti dell’Erario per le somme dovute e non versate.

In cosa consiste, allora, la novità introdotta dal decreto crescita di Monti? Nel fatto che ora appaltatore e subappaltatore sono solidalmente responsabili nei confronti dell’Erario per il mancato versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore per i lavori da questi eseguiti a favore dell’appaltatore.

In sostanza, se l’appaltatore o il subappaltatore non versano all’Erario le ritenute fiscali a carico dei propri lavoratori dipendenti (le classiche trattenute fiscali in busta paga), essi saranno considerati solidalmente responsabili nei confronti del fisco e, in virtù dell’art. 1292 del codice civile, ognuno di essi potrà essere chiamato a versare quanto dovuto anche se l’inadempimento è soltanto di uno di essi.

Lo stesso dicasi nel caso del mancato versamento dell’Iva da parte del subappaltatore per le prestazioni da questo rese a favore dell’appaltatore.

Lo scopo della norma è chiaro e palese: combattere il fenomeno dell’evasione fiscale e facilitare l’emersione di base imponibile.

Anche l’Agenzia delle Entrate ha fornito dettagliati chiarimenti in merito, soprattutto con la circolare n. 40 del 2012 e, da ultimo, con la circolare n. 2 del 2013.

I punti di maggiore interesse del documento di prassi amministrativa sono: l’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della norma, e l’attestazione di regolarità fiscale.

Analizziamo singolarmente i tre aspetti focalizzati nella circolare n. 2 del 2013 dell’Agenzia delle Entrate.

 

Ambito oggettivo di applicazione.

La responsabilità solidale negli appalti riguarda, in generale, tutti i casi in cui si configura un contratto di appalto, ai sensi dell’art. 1655 del codice civile, indipendentemente dal settore economico in cui operano i soggetti coinvolti.

Per contratto di appalto, poi, si intende quel contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.

Il subappalto, invece, è il contratto con il quale l’appaltatore incarica un altro soggetto, appunto il subappaltatore, ad eseguire tutta o parte dell’opera o del servizio commissionati.

Sono invece esclusi dall’applicazione della norma in commento i seguenti contratti: d’opera, fornitura di beni, trasporto, subfornitura.

 

Ambito soggettivo.

La responsabilità solidale negli appalti riguarda tutti i soggetti economici che operano nell’esercizio di attività di arti e imprese o, più semplicemente, tutti i soggetti che stipulano il contratto di appalto nell’ambito di attività rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Il documento di prassi richiamato, poi, individua più precisamente: i soggetti passivi Ires, cioè le società (art. 73 del Tuir) e lo Stato e gli enti pubblici (art. 74 del Tuir).

Sono invece escluse dall’applicazione della normativa in commento: le persone fisiche, in quanto non soggetti passivi ai fini Iva, e le stazioni appaltanti di cui all’art. 3, comma 33 del D.Lgs. 163/2006.

 

Attestazione di regolarità fiscale.

Si tratta di documentare, con mezzi certi, l’avvenuto versamento a favore dell’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva.

I soggetti coinvolti dalla norma sulla responsabilità solidale, dunque, hanno l’obbligo (e non la facoltà) di chiedere alle proprie controparti i documenti attestanti l’avvenuto pagamento a favore dell’Erario delle somme dovute. L’esibizione della documentazione è necessaria affinché si possa procedere al pagamento del corrispettivo pattuito tra le parti.

In sostituzione dei documenti originali, è sempre possibile esibire una attestazione anche unitaria che riguardi sia il versamento delle ritenute fiscali che il versamento dell’Iva. Naturalmente l’attestazione deve riguardare il versamento di somme scadute alla data di attestazione.

 

 

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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