Trust inefficace se in danno ai creditori Sentenza Tribunale di Bologna del 2015

Fondo Patrimoniale: tutela incerta – Cass. n. 20998-2018

di Paolo Soro CommentaIn Accertamento, Commenti Giurisprudenza e Prassi, In Evidenza, Primo Piano

Il Fondo Patrimoniale (rubricato agli artt. 167-171 del Codice Civile) ha inizialmente incontrato il favore dei contribuenti, posto che sembrava risultare un mezzo efficace per proteggere i propri beni, previo vincolo di destinazione esclusivo per i bisogni della famiglia, rispetto alle possibili azioni esecutive poste in essere dai creditori, a fronte delle eventuali obbligazioni singolarmente contratte da uno dei coniugi titolari.

L’intento dichiarato dal Legislatore era quello di tutelare la famiglia dalle azioni personali compiute, per proprio esclusivo vantaggio, da uno dei suoi componenti.  Personalmente (chi abitualmente ci legge, lo sa bene), non siamo mai stati dei fautori dell’istituto in parola, per svariati motivi:

  •  si tratta di uno strumento particolarmente rigido e vincolante, dunque, potenzialmente utile solo in rari casi;
  •  il Legislatore non è stato sufficientemente chiaro e preciso nel definirne ogni peculiarità;
  •  l’ondivaga Giurisprudenza di Merito e di Legittimità ha fornito interpretazioni troppo “fumose” e contrastanti, tali da non consentire di delimitare esattamente i confini concernenti la differenza fra quelle obbligazioni singolarmente contratte, ma comunque rientranti negli interessi della famiglia, e quelle che non hanno invece alcuna inerenza con la medesima.

Negli anni, poi, il ricorso al Fondo Patrimoniale è andato sempre più diminuendo e, attualmente, lo strumento è stato abbondantemente soppiantato (nelle scelte dei contribuenti) dall’istituto del Trust, senza dubbio maggiormente flessibile e consono – sotto ogni punto di vista – a rispondere alle particolari e disparite esigenze che possono verificarsi, anche (ma non solo) all’interno di una famiglia.

Sostanzialmente, con il Fondo Patrimoniale si individua un vincolo (da parte di uno dei coniugi, di entrambi o di un terzo) per cui determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito, vengono destinati a far fronte ai bisogni esclusivi della famiglia (finalità del Fondo).

Conseguentemente, l’effetto dovrebbe essere quello di proteggere i beni che vi sono compresi dai creditori sorti dopo la costituzione del Fondo per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Peraltro, al di là del fatto che – come anzidetto – non è affatto chiara la linea di demarcazione tra obbligazioni contratte a fronte di un vantaggio per il singolo e quelle viceversa a beneficio dell’intera famiglia, resta ancora più difficile avere la certezza che la protezione dei beni costituiti nel Fondo Patrimoniale abbia efficacia nei riguardi del Fisco e, in generale, dello Stato, proprio per la difficoltà insita nel considerare “separata” la sfera di autonomia del singolo, rispetto a quella della famiglia di cui fa parte.

A tal proposito,  la recente sentenza di cassazione n. 20998 del 23 agosto sferra una nuova bordata contro il Fondo Patrimoniale, decretando, per l’ennesima volta, a nostro parere, la sua inutilità.

LA DECISIONE

Il caso riguardava il titolare di un Fondo Patrimoniale che chiedeva  al Tribunale di Pesaro il risarcimento danni nei confronti dell’Agente della Riscossione, procurati a seguito dell’iscrizione (ritenuta illegittima) di due distinte ipoteche sugli immobili oggetto del Fondo stesso.

Nello specifico, è stato dedotto che l’iscrizione ipotecaria relativa agli importi dovuti alla Società di Riscossione, per cartelle esattoriali relative a sanzioni amministrative concernenti violazione del Codice della Strada e omesso pagamento di tributi, doveva essere ricondotta a debiti estranei ai bisogni della famiglia e, in quanto tale, doveva ritenersi illegittima, per violazione dell’art. 170 c.c.

Il Tribunale adito, non condividendo tale prospettazione, ha rigettato il ricorso.  Analogamente, la successiva è stata respinta pure dalla Corte d’Appello di Ancona.  Avverso tale ultimo provvedimento, il contribuente ha quindi proposto ricorso per Cassazione che rigetta a sua volta.(…)

Il pronunciamento  della Suprema Corte, confermando la decisione della Corte territoriale,  afferma in sintesi che i beni costituiti nel Fondo Patrimoniale non possono essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligazione sia stato quello di soddisfare i bisogni della famiglia, da intendersi, però, non in senso oggettivo, ma come comprensivi anche dei bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore di vita prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche familiari. Al riguardo, l’onere della prova è a carico di chi sostiene l’impignorabilità dei beni.

I Giudici di Legittimità, a sostegno della decisione   ribadiscono i consueti  principi di diritto ma  si tratta perlopiù di definizioni alquanto teoriche e aleatorie, le quali non consentono di consegnare effettive certezze rispetto ai diversificati casi che si presentano nella pratica quotidiana e non forniscono grande aiuto per identificare quale sia la concreta efficacia – in termine di protezione dei beni  – del Fondo Patrimoniale.(…)

 

SCARICA IL COMMENTO COMPLETO (con testo integrale della sentenza): “Fondo patrimoniale, tutela sempre piu limitata e meno certa” (PDF – 10 pagine) –  da cui l’articolo è tratto.



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Paolo Soro

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