Istruzioni errate per il calcolo dell’acconto Irpef 2020

di Gianluca Giannattasio 2 CommentiIn Dichiarazioni, Testata

In merito all’ applicazione del metodo storico, le istruzioni ministeriali dell’Agenzia delle entrate, a pagina 123 del modello di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche 2020 per il periodo d’imposta 2019 prevedono (erroneamente) che il calcolo dell’acconto relativo all’Irpef sia effettuato con versamenti nella misura del 40% e del 60%, rispettivamente in sede di primo e secondo acconto.

Tuttavia, come noto, l’art. 58 del decreto 124/2019 ha prescritto che già a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31/12/2019, il versamento degli acconti Irpef – Irap per i soggetti cui si applicano gli ISA e per i soci partecipanti a società soggette ad ISA, avvengano in misura pari al 100% dell’imposta, suddivisi in due rate, ognuna pari al 50% dell’imposta dovuta relativamente all’anno precedente.

La norma è attualmente ancora in vigore, seppure il decreto rilancio abbia ulteriormente rimaneggiato le regole in materia di calcolo degli acconti: in ambito Irap, viene eliminato l’obbligo di versamento del saldo 2019 e della prima rata dell’acconto 2020 per le imprese e i lavoratori autonomi che, nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto 34/2020, hanno realizzato/percepito ricavi/compensi fino a 250 milioni di euro, con l’eccezione delle banche e degli altri enti e società finanziari, delle imprese di assicurazione e delle amministrazioni ed enti pubblici, ai quali non si applica la disposizione agevolativa. L’importo non versato in acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo nel 2020; pertanto, l’esclusione opera fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolata con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale (Cfr. art. 24 del D.L. 34/2020).

L’art. 20 del D.L. 23/2020 dispone inoltre che non possano essere applicati sanzioni ed interessi, in caso di omesso o insufficiente versamento degli acconti Irpef, Ires ed Irap, dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2019 (2020, per i soggetti ‘solari’), se questi vengono calcolati con il criterio previsionale. Sono inapplicabili sanzioni e interessi per omesso o insufficiente versamento dei suddetti acconti, qualora l’importo versato sia almeno pari all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base del periodo d’imposta corrente nel 2020. L’Agenzia delle Entrate ha precisato con la Circolare 9/2020 che tale riduzione dell’acconto si applica anche all’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario e di vantaggio, alla cedolare secca, all’Ivafe ed all’Ivie. Ne consegue che chi dovesse seguire le istruzioni ministeriali e calcolare il primo acconto relativo a Irpef del 2020 applicando, in base al metodo storico, un’aliquota pari al 40% della base imponibile relativa al periodo d’imposta concluso potrebbe egualmente ritenere il calcolo corretto applicando il metodo previsionale e ipotizzando un reddito per l’anno corrente pari all’80% di quello concluso (l’80% del 50% è infatti pari al 40% della base di calcolo). Ovviamente, se la previsione risultasse errata il contribuente andrebbe incontro alle sanzioni previste.

E’ comunque di ieri la notizia della proroga dei versamenti relativi alle imposte sul reddito e imposte sostitutive per i soggetti in regime agevolato scadenti al 30/06/2020. Il Mef, ha annunciato con il comunicato stampa n° 147 del 22/06/2020 che riguarda i soggetti che svolgono una delle attività per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del Dl 24 aprile 2017, n. 50 e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze. Anche i forfettari dovrebbero essere quindi inclusi nella fattispecie che invece non riguarda i soggetti privi di partita iva. Sembra sia stato concesso un po’ di tempo per la liquidazione delle imposte, per quanto, molto meno rispetto alle ipotesi di una proroga al 30/09/2020, dai più auspicata.


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Gianluca Giannattasio

E' un tributarista regolarmente autorizzato dall'ufficio territoriale di Agropoli dell'Agenzia delle Entrate allo svolgimento della libera professione. Laureatosi a pieni voti in Economia presso l’Università degli Studi di Salerno, conduce la propria attività dall'anno 2014 principalmente nei confronti di professionisti e piccole imprese verso cui offre consulenza contabile, fiscale e societaria. Più info su: www.studiogiannattasio.org

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