Efficacia Del Ravvedimento Operoso In Presenza Di Versamenti Carenti

di Chiara Porrovecchio 1 CommentoIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, Dichiarazioni

Con Circolare n.27 E del 2 agosto 2013 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcune interessanti questioni riguardo l’efficacia del ravvedimento operoso in presenza di versamenti carenti, legittimando nei fatti il riconoscimento dell’istituto, anche ai versamenti parziali dell’imposta dovuta.

Il documento di prassi esamina   “l’ipotesi in cui il contribuente, in sede di ravvedimento, abbia effettuato un versamento complessivo di imposta, sanzioni, interessi in misura inferiore al dovuto e le sanzioni e/o gli interessi non siano,  commisurati all’imposta versata a titolo di ravvedimento”.

In tale evenienza, è riconosciuto il ravvedimento come  perfezionato con riferimento alla quota parte dell’imposta[1] proporzionata al quantum complessivamente corrisposto a vario titolo .

Condizione imprescindibile al fine di riscontrare evidenza dell’intenzione del contribuente di avvalersi dei benefici del ravvedimento operoso, è  che in sede di predisposizione del modello di versamento F24, questi abbia imputato almeno una quota parte delle somme versate a titolo di sanzione, indicando l’apposito codice tributo.

Sulla differenza non sanata saranno irrogate, ad opera degli uffici competenti, le sanzioni in misura ordinaria e/o recuperati gli interessi non versati.

Si tenga conto che i criteri di determinazione di quanto dovuto in presenza di versamenti carenti, secondo le nuove precisazioni, potranno essere applicati in via automatizzata solo a seguito della modifica delle procedure informatiche del controllo automatizzato dei versamenti.

Pertanto  in attesa dei necessari adeguamenti, gli uffici applicheranno i suddetti criteri agli esiti scaturenti dai controlli automatizzati anche (e soprattutto)  sotto impulso dei contribuenti.

Gli stessi uffici prosegue il documento di prassi, provvederanno, ove occorra, a variare i codici tributo e a suddividere gli importi versati a vario titolo (imposta, interessi, sanzione) in modo da determinare l’importo ancora da versare sulla base della percentuale di completamento individuata secondo le indicazioni sopra fornite.

Vedi anche:

Errori nei versamenti delle imposte: ridotte le sanzioni

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[1] comprensiva o meno della maggiorazione a seconda della data dell’originario versamento.

 

Autore dell'articolo
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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

Comments 1

  1. Egregi Signori, chiedo scusa in anticipo per il semplice fatto che questa mia non è da considerarsi un commento , ma in effetti un S.O.S. nel merito però (penso) dell’articolo di cui sopra.
    Il caso che in questi giorni interessa la mia Azienda e preoccupa non poco me , in sintesi è questo:
    1) cartella Equitalia per Ires e Irap
    2) …. dilazione on-line Agenzia Entrate in 20 rate; poiché sul modello on-line viene richiesta la “data di elaborazione della comunicazione” ossia la data in cui fu’ presentata la comunicazione al front-office, il 06/07/2009, viene richiesta altresi’ la “data di ricevimento della comunicazione “ ossia la data in cui ci fu’ consegnata firmata dal front-office che è quella del 23/07/2009 ; Notare Bene Che la data è diversa per il semplice fatto che non bastava la firma dell’impiegato, ma il documento necessitava della firma del funzionario e del dirigente (assenti in quel momento) , quindi la comunicazione fu’ ritirata materialmente da noi il 23/07/2009 ( solo ora viene fuori che il nostro impiegato avrebbe dovuto pretendere una data sul documento ricevuto).
    3) Avendo inserito sul modello on-line l’effettiva data di ricevimento (23/07/2009) , la stampa che ne è derivata riportava la prima scadenza il giorno 24/08/2009 (RATA OVVIAMENTE PAGATA , COME TUTTE LE ALTRE SINO AD ORA) e di seguito tutte le altre indicate automaticamente.
    4) E qui nasce il problema ora nel 2013; dopo aver ricevuto regolare sospensione nel 2010 dall’Ufficio come da prassi; nel 2013, pochi giorni fa, ci perviene la comunicazione dello sgravio parziale sulle sanzioni , per irregolarità! La irregolarità rilevata è sulle date di elaborazione (23/07/2009) corretta e sulla data di ricevimento della comunicazione, da noi ricevuta materialmente il 23/07/2009 , sempre dallo sportello. In pratica per l’ufficio avremmo dovuto inserire come data di ricevimento della comunicazione sempre il 06/07/2009 e non il 23 /09/2009 ; Secondo questo logica ,per lo scarto di 17 gg. di ritardo (non imputabili in alcun modo a noi) ci vengono richieste notevoli somme aggiuntive derivante dalla applicazione dello sgravio delle sanzioni parziali .
    5) IL QUESITO CHE CORTESEMENTE VI PONGO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA CIRCOLARE 27/E E QUESTO : PUO’ TROVARE APPLICAZIONE PER UNA RISOLUZIONE A NOSTRO FAVORE , MAGARI IN MEDIAZIONE CON L’UFFICIO, SOSTENERE L’APPLICAZIONE DEL “COSIDETTO TERMINE LUNGO” OSSIA I 30 GG. DI RITARDO DI PAGAMENTE CON L’APPLICAZIONE DELL’0,40% SULLA SOMMA NON VERSATA? QUESTO POICHE’ IL RITARDO DI PAGAMENTO DELLA PRIMA RATA è SOLO DI 17 GG.!!
    Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno soffermarsi sul contenuto della presente , e magari orientarmi verso l’impostazione di una sostenibilità della mia posizione in sede di mediazione e/o di successivo ricorso .
    Grazie ancora e buon lavoro a tutti.
    Cosimo Castellano
    e-mail: [email protected]

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