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Detrazione per interventi di ristrutturazione: anche il convivente può usufruirne

di Andrea Mannara 5 CommentiIn Dichiarazioni, La Casa, Le detrazioni per risparmiare, Ristrutturazione

L’art. 16-bis del Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR) prevede la possibilità di portare in detrazione dall’imposta lorda, le spese relative a lavori di ristrutturazione e ammodernamento del proprio immobile. La complessa disciplina prevista dalla normativa, arricchita dalla prassi ministeriale, è stata ampiamente illustrata nel mio precedente articolo “Proroga ristrutturazione e bonus mobili nella legge di stabilità 2016” pubblicato il 04/09/2015.

In questo articolo, ci occuperemo dei recenti sviluppi che hanno interessato la disciplina, in particolar modo per quel che concerne la possibilità, riconosciuta al familiare “convivente”, di usufruire delle detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazione su immobili non di sua proprietà.

L’Agenzia delle Entrate, nella recente Risoluzione n. 64/E del 28/07/2016, ha chiarito che anche un convivente legato da vincolo affettivo può beneficiare delle detrazioni previste dall’art. 16-bis del Tuir. Ciò in quanto, secondo l’Agenzia, ai fini della detrazione, la disponibilità dell’immobile da parte del convivente è insita nella convivenza stessa.

Il nuovo orientamento dell’Agenzia delle Entrate trova fondamento nella recente Legge n. 76/2016 che ha regolato le “unioni civili e di fatto”.


Cambia il concetto di famiglia

Con la novella legislativa, si passa dal concetto di famiglia fiscale al concetto di “famiglia anagrafica”.
La famiglia anagrafica è quella formata da almeno due soggetti maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune.

Per poter determinare lo status di famiglia anagrafica, è necessario che i soggetti conviventi esprimano il loro vincolo affettivo e la loro unione mediante una dichiarazione da rilasciare all’ufficio anagrafe del comune dove intendono stabilire la propria residenza e dimora.

Affinchè, dunque, il diritto alla detrazione per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio sia esteso anche al convivente, è necessario che i soggetti conviventi abbiano manifestato/dichiarato il loro vincolo affettivo presso l’ufficio anagrafe.

Con la novella legislativa, il legislatore non ha voluto equiparare la famiglia di fatto alla famiglia fondata sul matrimonio, ma ha però esteso alcuni diritti, fino ad ora riconosciuti soltanto ai coniugi, anche ai soggetti oggi costituenti la famiglia di fatto, in un rapporto di unione civile.

Infine, con la medesima risoluzione, l’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito il rapporto che lega un soggetto, convivente more uxorio, con l’immobile oggetto delle ristrutturazioni.

Con la precedente disciplina, infatti, il soggetto convivente more uxorio, perchè non ancora sposato, se sosteneva le spese di ristrutturazione dell’immobile di proprietà della compagna/compagno, poteva usufruire delle detrazioni soltanto se formalizzava la sua convivenza mediante contratto di comodato, da registrare, e spostando la residenza nell’immobile oggetto dei lavori.

Oggi, invece, anche il convivente more uxorio non proprietario dell’immobile può fruire delle detrazioni per le spese inerenti i lavori di ristrutturazione dell’immobile in cui si esplica la convivenza, anche se questa è diversa dall’abitazione principale della coppia.

Questo vuol dire che il convivente more uxorio viene equiparato totalmente ai familiari conviventi, in relazione alla fruibilità della detrazione fiscale per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
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Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 5

  1. Buona sera Dottor Mannara, le chiedo un chiarimento che credo che lei mi possa rispondere senza difficoltà.
    La domanda è questa: posso portarmi in detrazione le spese di ristrutturazione su una fattura dove è stata applicata l’Iva al 4%.?
    O l’iva al 4% , intendo sempre per lavori di ristrutturazione, comporta automaticamente la perdita della detrazione fiscale del 50% per ristrutturazione edilizia?
    Non parlo di ampliamento ma di ristrutturazione.
    Grazie in anticipo per la cortese risposta.

  2. Buonasera… nel momento della separazione mi è stata assegnata la casa coniugale di proprietà del mio ex marito. Mia figlia che vive con me può usufruire della detrazione per manutenzione straordinaria? il mio commercialista ha dei dubbi in quanto teme che il diritto di abitazione in virtù di un atto di separazione non sia sufficiente. . Mi consiglia di fare un contratto di comodato d’uso gratuito . Spero di esserè stata chiara.. La ringrazio

  3. Buonasera, le volevo cortesemente chiedere se le spese per una pergola dostruita davanti a casa mia, sono fatturate con iva 10% e quindi detratte fiscalmente?
    Grazie!

  4. Buongiorno,
    continuo a ricevere informazioni discordanti, sull’aliquota iva che i miei fornitori mi devono applicare, per dei lavori che ho fatto fare sulla mia prima casa, in cui non sono ancora residente perchè devo ultimare i lavori e mi devono ancora consegnare i mobili.
    Non ho aperto nessuna sci/dia perchè il geometra mi disse che non era una ristrutturazione e che non dovevo fare nulla.
    Ora mi chiedo se come abitazione principale, senza SCI/DIA, ho comunque diritto all’iva del 10% sui seguenti lavori, nel caso la riposta sia si, il bonifico deve essere normale o particolare?
    Lavori:
    -Tinteggio pareti interne (già fatturati al 10%, l’imbianchino ha detto che hai privati fattura sempre al 10%)
    -Sistemazioni scuri (persiane) molto rovinati
    -Acquisto e installazione alle finestre di zanzariere (non fisse ma che sia aprono e chiudono),
    -Manutenzione ordinaria, impianto elettrico
    -Cambio mattonelle muro cucina.
    Ho letto il manuale dell’Agenzia delle Entrate ma non ho capito se ne ho diritto o meno.

    Grazie

  5. Buona sera, all’interno di pratica di manutenzione straordinaria ho provveduto al rifacimento totale del bagno (impianto e sanitari) e alla posa di nuovo parquet.
    Per il bagno la fattura emessa comprende anche il mobilio (ma ho già esaurito il plafond di euro 10.000 con la cucina). Ho comunque pagato il bonifico per il materiale bagno con la causale della ristrutturazione edilizia, il mio dubbio è: in dichiarazione redditi devo scorporare dal totale di questa fattura gli importi relativi al mobilio che non rientrano nel plafond dei 96.000€? Inoltre chi mi ha fornito e posato il parquet mi ha emesso fattura (da me già pagata) con iva al 10%. È corretto? Grazie per quanto saprà indicarmi.

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