Circolare 23/E/2012 e società in perdita sistematica: “orientamenti interpretativi”

di Dott. Piero Bertolaso 4 CommentiIn Contabilità e Bilancio, Dichiarazioni

È un vero e proprio sudoku quello che attende le società “in perdita sistemica” nell’ultimo triennio, e sembra, dai primi commenti apparsi sulle riviste specialistiche, che la circolare in oggetto se ha positivamente risolto certi problemi ne ha aperti altri introducendo un vero e proprio slalom per tali società tra cause di esclusione, cause di disapplicazione e motivazioni per l’interpello disapplicativo.

Ciò in quanto a un regime di perdita (fiscale) si aggiunge l’inclusione in un penalizzante quanto complesso sistema di adempimenti e verifiche, in cui l’eventuale quanto agognato esonero va verificato analiticamente alle luce di una serie di norme e provvedimenti non sempre di facile interpretazione.

Innanzitutto la circolare conferma quanto già avevamo anticipato in precedenti contributi su questo blog individuando una duplice categoria di soggetti, nell’ambito delle società di comodo, sottostanti alla relativa penalizzante disciplina: “società non operative” e “società in perdita sistematica”.

Passiamo in rassegna le principali novità.

>Primo aspetto evidenziato dal documento dell’Agenzia delle entrate è che per le società in perdita sistematica trovano applicazione le cause di esclusioni legali di cui all’art. 30 co. 1 della Legge 724/1994 oltre alla non applicazione in caso di accoglimento dell’interpello – co. 4 bis – e qualora si realizzino le ulteriori situazioni oggettive – co 4. Ter della legge in parola. Esempio una società in perdita nel triennio 2009-2011 che nel solo 2012 consegue un valore della produzione superiore al totale dell’attivo è esclusa dalla disciplina.

>>Secondo aspetto ai fini della disciplina sulle società in perdita sistematica, le cause di esclusione sopra individuate (art. 30 co.1, 4-bis e 4-ter della L. 724/1994) riguardano solo i periodi di imposta di applicazione della disciplina in esame (anno n), come abbiamo visto nell’esemplificazione, mentre le cause di disapplicazione automatica indicate nel  provvedimento  del  Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’11 giugno 2012, assumono rilevanza esclusivamente nel periodo di osservazione (anni n-1, n-2 e n-3). In tale provvedimento vengono elencate le 11 cause al cui verificarsi (anche in uno solo degli esercizi del periodo d’osservazione) scatta la disapplicazione automatica della norma, per l’anno 2012.  Tra queste segnalo che opera la disapplicazione  per società dei territori per cui opera lo stato d’emergenza ex art. 5 legge 225/1992. Più precisamente le società per le quali gli adempimenti e i  versamenti  tributari sono stati  sospesi  o  differiti  da  disposizioni  normative  adottate  in conseguenza  della  dichiarazione  dello  stato  di   emergenza   ai   sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992,  n.  225.  La  disapplicazione opera limitatamente al periodo d’imposta in cui  si  è  verificato  l’evento calamitoso e quello successivo.

>>>Terzo aspetto l’interpello disapplicativo che si ricorda  va presentato entro il 2 luglio 2012 (90 gg prima del termine della presentazione della dichiarazione dei redditi) alla DRE per tutte quelle società che ritengono di non dover sottostare alla penalizzante disciplina delle società di comodo. L’Agenzia chiarisce, in base alle due categorie individuate, che si dovrà predisporre, a pena di inammissibilità, un apposito interpello per le “società non operative” rispetto a quello delle “società in perdita sistematica” non potendo far confluire in un’unica istanza le due fattispecie. Inoltre è sufficiente dimostrare nell’istanza l’esistenza di una situazione oggettiva che ha determinato la perdita anche in uno solo degli esercizi del triennio 2009-2011 per esser esonerati nel 2012.

Troverete un ulteriore approfondimento alla circolare 23/E/2012 in pubblicazione sulla sezione commenti in cui indicherò anche la recentissima giurisprudenza del merito che considera illegittima l’applicazione della disciplina de quo alle società svolgenti un’effettiva attività economica.

Scarica gratis il FAC-SIMILE di Istanza di Interpello disapplicativo società in perdita sistematica.

 


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Dott. Piero Bertolaso

Dottore commercialista, con Studio in Modena e Milano, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario. Svolge la propria attività in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale davanti alle Commissioni Tributarie.

Comments 4

  1. Gentile dott. Bertolaso,
    Innanzitutto le faccio i miei complimenti per i continui chiarimenti che fornisce in materia di società di comodo.
    A questo punto vorrei avere, se possibile, un suo parere.
    Una società ha ottenuto nel 2006 l’accoglimento di una istanza di disapplicazione in quanto avevamo dimostrato che il livello di ricavi, inferiore al minimo, derivasse da un contratto di locazione stipulato nel 2005 che, come previsto da una clausola del contratto stesso, non poteva essere aggiornato almeno per un quinquennio 2006-2010.
    L’ADE ha accolto l’istanza ritenendo non applicabile la disciplina delle società di comodo in presenza di obblighi contrattuali di questo genere.

    Siccome le situazioni oggettive evidenziate nell’interpello sono esistite sicuramente fino al 2010 (in relazione al quinquennio previsto dal contratto 2006-2010) secondo lei sarà possibile disapplicare automaticamente anche la disciplina delle perdite sistematiche in applicazione di quanto previsto al punto e) dell’ultimo provvedimento del Dir. dell’ADE in caso di accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un periodo precedente incluso nel trennio di osservazione (2009-2011)?
    Oppure ritiene sia necessario ripresentare una nuova istanza indicando la stessa situazione oggettiva descritta nella precedente istanza già accolta?
    rimango in attesa di un suo riscontro

    grazie

  2. Egregio Lettore, ringrazio per l’apprezzamento. Manifesto qualche perplessità sull’iter da Lei proposto alla luce della dicotomia esistente per le società di comodo, in cui dalle non operative vanno distinte quelle in perdita sistematica. Anche gli interpelli hanno motivazioni diverse e vanno redatti in modo distinto come precisato nella circolare 23/E. Il punto e) si riferisce alle “perdite sistematiche” l’interpello del 2006 immagino avesse altre motivazioni.
    Certo sarebbe opportuno per esser più precisi analizzare tutta la documentazione. Spero di esser stato chiaro e comunque le consiglio di leggere il commento alla circolare. Cs
    PB

  3. Grazie
    Ritengo peró che effettuare un nuovo invio con l indicazione delle stesse situazioni oggettiveI sia una inutile duplicazione di lavoro. Si immagini poi cosa accadrebbe se si dovesse ricevere una risposta negativa per le perdite sistematiche. Da un lato l Agenzia, accogliendo la prima istanza, dichiarerebbe che la società non adotta alcun comportamento elusivo; dall altro, con il diniego sulle perdite sistematiche saremmo, iinvece, ritenuti una società di comodo e pertanto avremmo l obbligo di versare maggiori imposte su un reddito minimo inesistente.

    Comunque nel caso si volesse inviare una nuova istanza di interpello si avrebbe tempo sino a giugno 2013? Le faccio questa domanda perchè all’ agenzia mi hanno riferito che le eventuali istanze successive il 2 settembre saranno considerate inammissibili.

  4. Egregio Lettore, posso anche concordare con Lei sulla complessità di certi aspetti procedurali però i chiarimenti forniti dall’Age nella circolare 23/E/2012 non lasciano molti dubbi. Vi saranno pertanto due tipologie di interpello: una per le società non operative, in cui andranno evidenziate le “oggettive situazioni”, una per le società in perdita sistematica. Ritengo corretta tale dicotomia perchè diverse sono i “motivi” alla base dell’istazna alla luce della diversa operatività manifestata dallle due “fattispecie”. Quanto alla proposizione dell’interpello esso, come noto, è “preventivo” e va presentato entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione.
    Ds
    PB

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