Come ogni anno, sul sito del Dipartimento delle Finanze vengono pubblicati gli elenchi delle società e degli enti soggetti alla scissione dei pagamenti, il cd. split payment.
Tra le novità ricordiamo che a decorrere dal 1° luglio 2025 le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana identificate ai fini IVA (art. 17-ter comma 1-bis lett. d) del DPR 633/72), sono escluse dallo split payment.
Il meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment), disciplinato dall’art.17ter, DPR 633/72, prevede che, in ordine agli acquisti di beni e servizi effettuati dalle pubbliche amministrazioni (per i quali queste non siano debitori d’imposta, ossia per le operazioni non assoggettate al regime di inversione contabile), l’IVA addebitata dal fornitore nelle relative fatture deve essere versata dall’amministrazione acquirente direttamente all’Erario in luogo del versamento al fornitore stesso, scindendo, di fatto, il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.
In generale i soggetti obbligati a tale adempimento sono:
Viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L. 188 del 27 luglio, la decisione del Consiglio dell’Ue n. 1552 del 25 luglio 2023 che autorizza l’Italia a continuare a prevedere il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2026.
Salvo un’ulteriore autorizzazione europea, dal 1° luglio 2026 il regime dovrebbe cessare, con ritorno alle regole IVA ordinarie e conseguente incasso dell’imposta da parte dei fornitori.
In questo dossier novità, chiarimenti e approfondimenti su questo tema.
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