Unico Società di Capitali e Canone RAI

di Dott. Luca Santi CommentaIn Dichiarazioni

Tra le tante novità di Unico 2012 relativo alla società di capitali (più brevemente Unico SC da ora in poi), ci vogliamo oggi soffermare a quella relativa all’indicazione nella dichiarazione del numero di abbonamento “speciale” RAI per le imprese che utilizzano apparecchi radiotelevisivi nell’ambito dell’attività.

Com’è noto, il mod. UNICO SC va presentato da parte di:

‒      società di capitali residenti (spa, sapa, srl, soc. cooperative, società di mutua assicurazione, società europee ex Regolamento CE n. 2157/2001 e cooperative europee ex Regolamento CE n. 1435/2003);

‒      enti commerciali residenti;

‒      società di ogni tipo (escluse le società semplici e le società ed associazioni equiparate ex art. 5, TUIR) ed enti commerciali, non residenti e con stabile organizzazione in Italia;

‒      soggetti tenuti alla dichiarazione dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi (società di gestione del risparmio, assicurazioni, banche, ecc., società ed enti al cui interno sono costituiti fondi accantonati per fini previdenziali ex art. 2117, C.c., in conti individuali dei singoli dipendenti e assicurazioni per i contratti di cui agli artt. 9-ter, D.Lgs. n. 124/93 e 13, comma 2-bis, D.Lgs. n. 47/2000).

Qualche settimana fa era stato paventato dalla RAI che ogni possessore di Tablet, smartphone, cellulari di ultima generazione, PC portatili e fissi, ecc. dovesse pagare il canone di abbonamento in quanto tali apparecchi sarebbero in grado di vedere segnali televisivi.

Certo questo non è il luogo ma sono ben note le polemiche sul numero dei dipendenti, delle tipologie di assunzioni, degli sprechi, degli astronomici cachet di celebrità che calcano i teleschermi, ma farci pagare il canone anche sul cellulare, oltre alla già nota “Tassa di concessione governativa”, sembra eccessivo.

Per fortuna questa volta è prevalso il buon senso e tutto è caduto in una bolla di sapone. Infatti, “mamma RAI”, con il Comunicato stampa 21.2.2012, e il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Nota 22.2.2012, n. 12991, hanno precisato che il canone RAI non è dovuto su PC, tablet e smartphone.

Tuttavia, in attesa che anche le persone fisiche (prima o poi) debbano indicare in dichiarazione il numero di abbonamento RAI, alle imprese che utilizzano apparecchi radiotelevisivi nell’ambito dell’attività questa incombenza spetta già da quest’anno.

Più precisamente il canone “speciale” previsto per le imprese va corrisposto esclusivamente qualora i computer siano utilizzati come televisori (digital signage).

Nel frontespizio di Unico, nella sezione Altri dati, è stata introdotta la nuova casella CANONE RAI, utilizzabile da parte dei soggetti che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio o radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto, nella quale vanno riportati i seguenti codici:

codice tipologia apparecchi
1 Detenzione di apparecchi per la   ricezione di trasmissioni radio
2 Detenzione di apparecchi per la   ricezione di trasmissioni radio televisive
3 Nessuna detenzione di   apparecchi per la ricezione di trasmissioni radio / radio televisive

Cosa dovremmo indicare ancora in dichiarazione dei redditi? Si parla sempre di “semplificazione”, ma non dovremmo forse parlare di “complicazione”?


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Dott. Luca Santi

Dottore Commercialista - Revisore Contabile - International Advisor Specializzato in operazioni straordinarie e di riorganizzazione societaria, ha creato una fitta rete di legami con altri Professionisti al fine di fornire una consulenza completa ed esaustiva. Membro di collegi sindacali, Curatore fallimentare per il Tribunale Civile Penale di Verona, Consulente esperto del Giudice in campo penale, è iscritto nell'elenco dei conciliatori della Camera di Commercio Industria Agricoltura di Verona. Collabora alla stesura di articoli, libri e monografie di approfondimento in materia fiscale e tributaria, ed è docente in seminari di formazione ed in convegni di aggiornamento destinati a professionisti e personale amministrativo in materia fiscale, di bilancio e società. Lo Studio ha adottato un manuale interno di qualità al fine di fornire alla clientela un'elevata professionalità. Da un anno circa è entrato a far parte del Gruppo PASUT specializzato nella delocalizzazione e internazionalizzazione delle imprese nel Nord-Est Europa.

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