Ricorso originario inammissibile se manca l’assistenza di un difensore abilitato

di Mario La Manna 1 CommentoIn Accertamento, Commenti Giurisprudenza e Prassi

Adeguata “assistenza tecnica” per il contribuente nel contenzioso col Fisco, altrimenti il ricorso presentato rischia di essere inammissibile ab origine (Ordinanza Corte di Cassazione n. 25564 del 14.11.2013).

L’articolo 12, comma 5, del D. Lgs. n. 546/1992 dispone che: “ Le controversie di valore inferiore a euro 2.582,28, anche se concernenti atti impositivi dei comuni e degli altri enti locali, nonché i ricorsi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1980, n. 787, possono essere proposti direttamente dalle parti interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica. … Il presidente della commissione o della sezione o il collegio possono tuttavia ordinare alla parte di munirsi di assistenza tecnica fissando un termine entro il quale la stessa è tenuta, a pena di inammissibilità, a conferire l’incarico a un difensore abilitato”.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 25564 del 14 Novembre 2013, è tornata sul tema dell’ “assistenza tecnica”, quale condizione di inammissibilità del ricorso, che tuttavia viene fatta discendere (a seguito di interpretazione adeguatrice contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale n. 189/2000) soltanto qualora “la parte privata non ottemperi, nel termine all’uopo fissato, all’ordine di munirsi di assistenza tecnica impartitole dalla Commissione tributaria” provinciale.

Nel caso controverso però, il giudice tributario provinciale aveva sorvolato sul difetto di difesa tecnica, facendone derivare un un vizio attinente alla regolare instaurazione del contraddittorio”. Questa “irregolarità” non consente alla CTR di entrare nel merito ma le impone, “ai sensi dell’art. 59, comma primo, lettera b), del d.lgs. n. 546 del 1992, la rimessione della causa alla Commissione provinciale, perché inviti il ricorrente a munirsi della prescritta assistenza tecnica, con declaratoria d’inammissibilità in caso d’inottemperanza (Cass. n. 620/2006, n. 22601/2004, n. 8369/2002)”. Il giudice di secondo grado, tuttavia, si pronuncia lo stesso, confermando la decisione di primo grado e disattendendo, anche lui, “l’eccezione di inammissibilità del ricorso, per difetto di difesa tecnica.

I giudici di piazza Cavour ci mettono una pezza infatti, accolgono il ricorso dell’Ufficio e dichiarano “la nullità dell’impugnata sentenza, di quella di primo grado e di tutti i relativi atti”, decidendo altresì “che la causa va rimessa al giudice di primo grado, per l’adozione dei provvedimenti idonei ad assicurare la prescritta assistenza tecnica”.

Se il contribuente non ottempererà all’ordine impartitogli dal giudice di primo grado, ne dovrà, per forza di cose, discendere l’inammissibilità del ricorso originario.

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

Comments 1

  1. il basso livello di molte pronunzie di merito continua ad intasare la Corte di Cassazione. E’ una vergogna che non si metta mano ad una seria riforma delle CTP-CTR (nelle quali, purtroppo, troppo spesso i Togati vanno a “stringere mani” e “vedere gente”)

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