Le novità ISEE 2016: fuori le indennità dei disabili

di Redazione fiscoetasse.com 2 CommentiIn Isee

Fuori le indennità dei disabili dal calcolo ISEE e un ISEE diverso per ogni prestazione richiesta.

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L’ambito di applicazione dell’ISEE
Centrato in pieno l’obbiettivo del Governo dell’uso dell’ISEE in funzione antievasione, con la riduzione della quantità di dati da autocertificare e controlli incrociati tra INPS e Agenzia delle entrate che può contare anche sui dati inviati dalle banche in riferimento alla giacenza media dei conti e dei depositi.

La revisione del sistema, entrata in vigore lo scorso anno, ha portato infatti all’emersione del patrimonio mobiliare tanto che dai dati del Ministero del lavoro risulta che nei primi sei mesi del 2015 le DSU con patrimonio mobiliare nullo sono scese passando da quasi il 75% a meno del 20%. La tendenza ad una maggiore fedeltà nelle dichiarazioni è ancora più evidente osservando il profilo per mese di sottoscrizione delle quote di DSU con patrimonio mobiliare nullo: si passa da quasi metà delle DSU a gennaio a meno di una su sei a maggio-giugno.

Le componenti dell’ISEE

L’ISEE è basato su due componenti, redditi e patrimonio, che vengono poi rapportati al numero dei soggetti che fanno parte dello stesso nucleo familiare. I conteggi sono effettuati direttamente dall’INPS che elabora l’ISEE sulla base delle DSU presentate dagli interessati all’ente erogatore della prestazione che si richiede, al gestore del servizio o all’istituzione universitaria.

Le novità del giugno 2016

Più che altro ritocchi e chiarimenti nella nuova versione della DSU che deve essere utilizzata a partire dal 1° giugno 2016. È stato infatti rivisto il quadro FC4 della DSU, relativo ai trattamenti assistenziali da dichiarare, precisando che sono  esclusi  quelli direttamente legati alle disabilità.

Il calcolo dell’ISEE differisce sulla base della tipologia di prestazione richiesta limitatamente alle seguenti:

a)   riduzione di imposte e tariffe;

b)   prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria;

c)    prestazioni agevolate rivolte a minorenni, in presenza di genitori non conviventi;

d)   prestazioni per il diritto allo studio universitario.

A seconda del tipo di prestazione alla quale si richiede l’accesso è prevista la compilazione del relativo quadro di riferimento nella DSU.

Non c’è più, infatti, un ISEE univoco ma attestazioni diverse in riferimento alle diverse prestazioni richieste o accesso ai servizi.

Si possono richiedere, quindi, indicatori diversi a seconda delle prestazioni.

Una delle novità della riforma è la possibilità di ottenere ISEE calcolati in maniera diversa a seconda della situazione del nucleo familiare, in riferimento alla presenza di figli minori, di genitori non sposati o di soggetti disabili, in modo da facilitare l’accesso alle prestazioni sociali in maniera mirata.

Gli ISEE previsti dalla riforma sono infatti i seguenti:

–     ISEE standard o ordinario, per la generalità delle prestazioni sociali e per tutte le agevolazioni di carattere fiscale a livello locale, ad esempio ai fini IMU, per le addizionali Irpef, per il pagamento della Tari, ma anche per il bonus gas ed elettricità. In questo caso si tiene conto dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare come risultano dallo stato di famiglia;

–     ISEE Università, per la riduzione delle tasse di iscrizione e le borse di studio, che tiene conto dei redditi del nucleo familiare di appartenenza anche nel caso di studenti residenti altrove e quindi non presenti nello stato di famiglia;

–     ISEE sociosanitario, per l’accesso a prestazioni quali assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, che si basa su un nucleo familiare ristretto (solo beneficiario, coniuge e figli se minorenni) o nucleo composto dal solo soggetto disabile maggiorenne, anche se vive con i genitori. In questo modo l’accesso alle prestazioni è facilitato;

–     ISEE sociosanitario-residenze, per ricoveri presso residenze socio-sanitarie assistenziali – RSA, RSSA, residenze protette, strutture residenziali e semiresidenziali per le persone non assistibili a domicilio – che si può basare su un nucleo ristretto rispetto a quello standard, ma tiene conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare;

–     ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, per le prestazioni agevolate rivolte ai figli, che prende in considerazione la condizione del genitore non convivente per stabilire se essa incida o meno nell’ISEE del nucleo familiare del figlio;

–     ISEE corrente, che consente di calcolare un ISEE con riferimento ad un periodo di tempo più ravvicinato al momento della richiesta della prestazione nell’ipotesi in cui si verifichi la perdita del posto di lavoro. In questo modo si tiene conto dei redditi reali al momento della presentazione della certificazione.

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Redazione fiscoetasse.com

Comments 2

  1. buongiorno,
    avrei necessità di avere qualche dettaglio sul calcolo del’ISEE :
    posso dichiarare un mutuo con rate insolute e più due conti correnti sofferenti ,se possibile come faccio a dichiararli

  2. Notizia di vero sollievo dopo la lordura voluta e reiterata da un presunto governo che attinge nelle tasche degli invalidi.Non ho però capito se il legale e giusto ricalcolo verrà effettuato dall’INPS autonoma iniziativa (come da risposta del n. 800164 o con richiesta della parte lesa. Grazie un Amministratore di sostegno. Rag. Edoardo Lo Presti

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