Scade il 17 Dicembre il pagamento del saldo IMU. Sbrogliamo la matassa

di Francesca Romana Bottari CommentaIn IUC (Imu - Tasi - Tari), La Casa

Scade il 17 Dicembre il pagamento del saldo IMU. Gli italiani hanno problemi nel reperire le delibere comunali.
Il decreto sul riordino delle Province non sarà convertito: lo hanno deciso all’unanimità i partecipanti ai lavori della commissione Affari Costituzionali del Senato, conclusasi il 10 sera.
Questo lo scenario di confusione in cui noi cerchiamo di essere dei bravi e rispettosi cittadini.
Le aliquote IMU, oltre ad essere di difficoltosa reperibilità, si presentano particolarmente di difficile individuazione per i piccoli comuni, per i quali non sempre i software di calcolo online sono aggiornati con le aliquote specifiche.
Le aliquote IMU definitive, lo ricordiamo, sono state deliberate dagli Enti locali partendo da quelle ordinarie stabilite dal Governo per le prime case (4 per mille) e per le abitazioni diverse dalla principale (7,6 per mille).
Cerchiamo di riassumere in punta di dita gli elementi principali da tener presente:
1. Prima e seconda casa:
I Comuni avevano la possibilità di variare l’aliquota aumentandola o diminuendola del 2 per mille per la prima casa e del 3 per mille per le altre tipologie (fatti salvi dei casi particolari).
Come era prevedibile la maggioranza dei Comuni (55%) ha deciso di aumentare l’aliquota base della prima casa, di cui non si prevede una quota statale e quindi il gettito va per intero all’Amministrazione locale. Solo Milano, L’Aquila e Trieste hanno scelto di abbassare l’aliquota base, mentre il 30% dei Comuni ha deciso di lasciarla inalterata.

2. Immobili in locazione
Confabitare afferma che il 25% dei Comuni ha stabilito aliquote agevolate per gli immobili dati in locazione con contratto di affitto concordato.
Questo mal si combina con le decisioni del 40% di Enti locali che invece hanno innalzato l’aliquota anche per questa tipologia di immobili.
In pratica è possibile constatare che il 90% dei Comuni ha applicato un’aliquota maggiore di quella base, il 65 % ha scelto quella massima del 10,6 per mille (Roma, Napoli, Palermo, Perugia e Campobasso adottano l’aliquota del 10,6 per mille per tutte le casistiche diverse dalla casa pricipale).

3. Comodato d’uso
Se l’immobile è concesso in comodato d’uso, ci sono agevolazioni particolari. Il 5% dei Comuni riconosce agevolazioni per il comodato d’uso a parenti di primo grado. Nessuna agevolazione in questi casi per il 30% dei capoluoghi italiani, aliquota maggiorata al 7,6 per mille nel 65% dei casi.

4. Abitazioni sfitte
Aliquota IMU al 10,6 per mille, infine, nell’85% dei Comuni per le abitazioni sfitte.
Francesca Romana Bottari

Autore dell'articolo
identicon

Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *