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Invio dati al Sistema Tessera Sanitaria entro il 31.1. e divieto di fatturazione elettronica

di Marco Salvati CommentaIn Tessera sanitaria, Testata

Come noto, il 1° gennaio 2019 ha sancito, tra tante difficoltà e perplessità, il passaggio dalla fattura “cartacea” alla fatturazione elettronica.

La novità, di grande rilevanza, ha interessato un’estesa platea di soggetti eterogenei, dalla grande società al piccolo commerciante, ma accomunati dall’essere titolari di partita Iva residenti o stabiliti in Italia.  Non rientrano, pertanto, nell’ambito di applicazione della fatturazione elettronica le operazioni poste in essere tra un operatore Iva italiano ed un soggetto comunitario o extra-UE così come un soggetto identificato in Italia o con rappresentante Iva italiano (si precisa che, al fine di evitare il nuovo adempimento dell’Esterometro, gli operatori italiani possono inviare la fattura elettronica avendo cura di inserire nel campo “codice destinatario” sette X).

Sono esonerati ex lege dall’obbligo di fatturazione elettronica le seguenti categorie di contribuenti:

–       Contribuenti minimi e forfettari

–       Soggetti che applicano il Regime di cui alla Legge n. 398/1991 (regime no-profit) che nel 2018 hanno conseguito ricavi non superiori ad € 65.000,00

–       Gli agricoltori in regime di esonero ex art. 34, comma 6, DPR 633/72.

Un discorso particolare è da fare per i soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria Nazionale per cui, almeno per l’anno 2019, il legislatore ha sancito un divieto all’utilizzo della fatturazione elettronica,  dopo un primo momento di esonero.

Andando con ordine, in un primo momento l’art. 10bis del D.L. 119/2018 aveva stabilito che “per il periodo d’imposta 2019 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria … sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica…, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema Tessera Sanitaria”. Nella prima versione normativa, pertanto, si parlava di un esonero che coinvolgeva i soggetti tenuti all’invio al STS esclusivamente per i dati inviati.

La Legge di Bilancio 2019 (art. 1, comma 53, L. 145/2018) ha invece apportato una modifica di tale tenore letterale: “per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria … non possono emettere fatture elettroniche, con riferimento alle fattura i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria”.

La sottigliezza tra l’esonero iniziale ed il successivo divieto, apparentemente labile, ha una grande portata giuridica e pratica, infatti, i soggetti obbligati all’invio al STS non potranno scegliere autonomamente se inviare ugualmente la fattura elettronica per le operazione i cui dati vanno trasmessi. La rilevanza del divieto fa si che l’impossibilità all’utilizzo della fattura elettronica non ricada soltanto sulle operazioni già comunicate al STS ma abbracci anche le operazioni per le quali gli interessati abbiano espresso l’opposizione alla trasmissione (per i cittadini che abbiano, cioè, manifestato il proprio diniego al consenso al trattamento dei propri dati di spesa medica e sanitaria da parte dell’Agenzia delle Entrate).

Da rilevare che, in entrambe le previsioni normative, il legislatore abbia sempre fatto riferimento alle persone fisiche, pertanto sono, invece, soggette a fatturazione elettronica le operazioni rese a soggetti diversi dalle persone fisiche,  poiché i relativi dati non sono da inviare al STS.

Per completezza espositiva si ricorda che l’obbligo di invio delle informazioni al STS ricade su:

–       Farmacie;

–       Aziende sanitarie locali;

–       Aziende ospedaliere e strutture accreditate con il SSN e non accreditate;

–       Medici ed odontoiatri;

–       strutture autorizzate per la vendita al dettaglio dei medicinali veterinari;

–        parafarmacie;

–       esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico che hanno effettuato la comunicazione al Ministero della salute;

–        iscritti agli albi professionali degli:

o   psicologi

o   infermieri

o   ostetriche ed ostetrici

o   medici veterinari

o   tecnici sanitari di radiologia.

Si ricorda che la comunicazione al STS deve essere effettuata entro il 31 gennaio 2019.

        FATTURA ELETTRONICA NO FATTURA ELETTRONICA SI
Cessioni di beni e prestazioni di servizi, rese a persone fisiche, rientranti nel Sistema tessera sanitaria (anche in presenza di diniego al consenso dei dati da parte del cittadino all’Agenzia delle Entrate).

Esempi: visita medica, acquisti di medicinali effettuati presso le farmacie.

Cessioni di beni e prestazioni di servizi rese a soggetti diversi dalle persone fisiche e non rientranti nella comunicazione al STS.

Esempi: prestazione effettuata dal medico nei confronti di una clinica, visite del medico del lavoro per i dipendenti di un’azienda committente.

SOGGETTI INTERESSATI: tutti gli operatori nel comparto medico e sanitario.

Farmacie, Aziende sanitarie locali, Aziende ospedaliere e strutture accreditate con il SSN e non accreditate, Medici ed odontoiatri, strutture autorizzate per la vendita al dettaglio dei medicinali veterinari, parafarmacie, esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico che hanno effettuato la comunicazione al Ministero della salute, psicologi, infermieri, ostetriche ed ostetrici, medici veterinari, tecnici sanitari di radiologia.

Autore: Dott. Marco Salvati Studio Lillo Della Capanna Lillo

Sull’argomento leggi anche “Sistema tessera sanitaria no alla fatturazione elettronica” con il testo dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.


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Marco Salvati

Dottore Commercialista e Revisore Legale in Roma presso la Studio Associato Lillo-Della Capanna-Lillo. Si occupa prevalentemente di consulenza e pianificazione fiscale a società e professionisti nonché di difesa del contribuente in fase giudiziale e stragiudiziale.

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