IMU, ultime esenzioni del Mef

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, IUC (Imu - Tasi - Tari)

La risoluzione Mef n.11 dell’11 Dicembre ha cancellato il saldo Imu 2013 in scadenza lunedì 16 dicembre anche per gli edifici acquistati dalle imprese e sottoposti a lavori di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazioni edilizie o urbanistiche.
Il Decreto IMU già prevedeva l’esenzione della seconda rata 2013 nonché dell’imposta stessa a partire dal 1° gennaio 2014 per gli immobili costruiti, rimasti invenduti e non locati (articolo 2, comma 1 e 2 del Dl 102/2013). Ha esteso dunque l’esenzione anche ai fabbricati acquistati e restaurati. La condizione acciocchè si applichi l’esenzione è che gli interventi siano quelli di “restauro e di risanamento conservativo”, di “ristrutturazione edilizia” e di “ristrutturazione urbanistica” (articolo 3, comma 1, lettere c), d), f) Dpr 380/2001). Leggiamo nella risoluzione che, ai fini della base imponibile IMU, sia i fabbricati in corso di costruzione sia quelli “recuperati” sono considerati “aree fabbricabili” fino alla loro ultimazione. L’esclusione del pagamento decorre dunque dalla data di conclusione dei lavori. I fabbricati devono mantenere però:

1) lo stato di bene destinato alla vendita e

2) non devono essere locati, altrimenti, la perdita di uno solo dei requisiti farebbe scontare all’immobile il tributo ordinario.

L’IMU prima casa dovrà essere versata a gennaio dai proprietari residenti in uno dei 2,400 comuni che hanno deliberato di aumentare l’aliquota IMU oltre il 4 per mille. La Cgia di Mestre stima che dieci milioni di abitazioni la pagheranno.
A Milano si dovranno versare mediamente 87 euro per una abitazione di tipo economico e ben 200 per una di tipo civile. A conti fatti, sostengono, che chi pagava 300 euro per la prima abitazione (aliquota 4 per mille) e poteva abbatterne l’importo di 200 euro e di 50 euro per ogni figlio, ora con il 6 per mille non riesce più a contenerne l’importo.
A Genova l’esborso sarà di 83 euro per una A3 e di 158 euro per una A2. Anche a Napoli non si scherza, con 79 euro per una casa economica e 152 per un appartamento di tipo civile.

Entro lunedì 16 dicembre vanno pagate comunque le seconde o terze pertinenze. La Uil – servizio politiche territoriali calcola che chi possiede due pertinenze pagherà in media 96 euro, chi ne possiede tre sborserà invece mediamente 192 euro. Sempre entro lunedì 16 va pagata l’IMU sui fabbricati e le abitazioni diverse dalla prima.

Le aliquote fissate dai comuni sono troppe, diverse e generano confusione ed errore applicativo. Un’indagine condotta da Italia Oggi a Bologna ne ha contate ben 11, passando per le abitazioni concesse a uso gratuito a parenti e affini di primo grado (7,6 per mille), fino al 9,4 per mille per botteghe e negozi. A Torino bisognerà districarsi in una giungla di 7 aliquote (anche qui con un 7,6 per le case concesse gratuitamente ai parenti). A Roma di aliquote ne hanno pensate invece 6, comprese quelle originali per gli alloggi assegnati dall’Istituto case popolari (6,8 per mille) e teatri, cinema e alloggi posseduti da Onlus (7,6).

L’IMU sui capannoni è aumentata del 100%. La Tares è tre volte l’IMU. Non si sa se la mini – IMU sulla prima casa verrà scorporata dalla Tasi.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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