Il calcolo delle rate delle cartelle notificate e la pignorabilità’ – Decreto del Fare – parte 2

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Decreto del Fare Governo Letta

Abbiamo parlato nella prima delle novità che il decreto del Fare ha introdotto nel pagamento delle cartelle ratealmente.

Vediamo in questa seconda parte come fare in pratica a chiedere la rateazzione.

Se la soglia di debito supera i 20,000 euro, le persone fisiche devono compilare l’apposito modulo e allegarvi sia la copia della carta di identità che il modello ISEE a comprova di reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e caratteristiche del nucleo familiare per numerosità e tipologia.

Le ditte individuali con regimi fiscali semplificati (imprese minori ex art. 18 DPR 600/1973; nuove iniziative imprenditoriali ex art. 13 Legge 388/2000; contribuenti minimi ex art. 1, commi 96 / 117 Legge 244/2007) devono inviare apposito modulo compilato scaricabile dal sito Equitalia, con allegato il modello ISEE e la copia del documento d’identità.

Le ditte individuali con regimi contabile ordinario hanno due procedure da seguire a seconda che il debito sia compreso fra 20,0000 e 50,000 o sia superiore a 50,000.

Se l’importo è fra 20,000 e 50,000 euro, il prospetto per la determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa non richiede la firma di un professionista accreditato. Basta una copia del documento attestante l’apertura della partita IVA in Camera di Commercio e la denominazione della ditta.
Per soglie superiori ai 50,000, la relazione richiede la firma del professionista accreditato (revisore dei conti; consulente del lavoro, avvocato, dottore commercialista, ragioniere e ragioniere commercialisti iscritti all’albo dei revisori dei conti, tributarista).
Faccio presente che antecedentemente l’Indice di Liquidità doveva essere inferiore a 1 e l’indice Alfa superiore a 3. Ora l’indice Alfa viene considerato come parametro per determinare il numero di rate massimo concedibile . Le modalità di calcolo dell’Indice di Liquidità e la sua valenza quale soglia di accesso all’istituto della dilazione laddove tale valore sia inferiore ad 1, rimangono invariate.

Per effettuare autonomamente i calcoli, prima di presentare la richiesta di rateizzazione del debito, Equitalia mette a disposizione degli utenti un simulatore di rate e importo.

La richiesta di rateizzazione, così come previsto dalla Legge 44/2012 , può essere inoltrata prevedendo da subito un piano di rientro a rate crescenti.

I contribuenti che non hanno onorato il pagamento delle rate previste dagli avvisi bonari sono comunque ammessi alla rateizzazione del debito una volta ricevuta la cartella Equitalia.

Una volta ammesso alla rateizzazione, il debitore non è più considerato inadempiente. Quindi è ammesso a partecipare alle gare d’appalto di lavori, forniture e servizi.

La concessione di rateizzazione decade per il mancato pagamento di due rate consecutive (non più anche nel caso di non consecutive).

Dai beni pignorabili à esclusa l’abitazione principale se l’immobile è l’unico di proprietà dell’ inadempiente ed è adibito ad uso abitativo per lo stesso, che vi deve risiedere anagraficamente (fanno eccezione immobili di lusso, classificati in base al D.M. del ministero dei Lavori pubblici 2 agosto 1969 e gli immobili di categoria catastale A/8 – ville e A/9 – castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici); inoltre se l’importo del credito non è superiore a 120.000 euro; se non è stata iscritta un’ipoteca e non sono decorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione senza che sia avvenuta l’estinzione del debito.

I limiti di pignorabilità comprendono ora oltre a professionisti e lavoratori autonomi, anche i debitori che abbiano forma societaria e tutti quelli che svolgono attività con prevalenza di capitale investito sul lavoro.

Inoltre i beni strumentali all’esercizio della professione, arte o mestiere sono pignorabili solo se il valore degli altri beni non è congruo rispetto al debito nei limiti di 1/5.

La loro custodia può essere data solo al debitore, che può continuare l’esercizio.

Il primo incanto deve avvenire dopo almeno 300 giorni dal pignoramento, che a sua volta viene annullato dopo 360 giorni passati senza che sia stato effettuato il primo incanto.

Il pignoramento esattoriale estende la propria efficacia da 120 a 200 giorni.

Stipendi, salari o altre indennità da rapporto di lavoro o impiego, superiori a 1.000 euro possono essere pignorati nei limiti di 1/5, così come gli emolumenti ottenuti in seguito a licenziamento o pensione. L’obbligo fissato dalla nuova norma è sempre quello di non superare 1/5 sull’emolumento accreditato su conto corrente.

Francesca Romana Bottari

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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