Unico un veloce confronto con Income Tax e National Insurance Contribution

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Attualità

Sono giorni in cui è tangibile molto fermento. Ognuno di noi è propositivo e critico. Mi permetto allora di proporvi un blog di stacco. Che sia uno spunto di riflessione.
Visto che siamo già alle prese con la compilazione di Unico 2013, prenderei da ciò lo spunto per raccontarvi del sistema contributivo inglese e di come nasce. L’ Income Tax, l’imposta sui redditi, entra in azione nel 1799 per sovvenzionare la guerra degli Inglesi contro Napoleone.
E’ una “invenzione” del primo Ministro e Cancelliere William Pitt, che si risolve a raccogliere fondi attraverso la tassazione per poter contrastare l’insistenza battagliera di Napoleone e togliere il paese da una situazione di stallo.
Napoleone aveva iniziato la sua campagna nel 1795. Aveva sfibrato e sfinito l’esercito inglese, organizzato peggio dell’esercito francese. Gli ammutinamenti erano all’ordine del giorno. L’Inghilterra era ridotta sul lastrico, con un enorme debito pubblico, le casse svuotate. Iniziavano i primi tentativi francesi di sbarchi in Galles ed in Irlanda. Come fare per riorganizzare la difesa del paese e poter contrattaccare la Francia ?
Ecco che allora nasce il concetto di “duties upon income” cioè in una mala e letterale traduzione, “ doveri in base al reddito” un modo lato ed elegante per chiedere il 10% del reddito totale, quale che fosse la fonte, bastava che fosse superiore alle 60 sterline, con l’esatto, preciso, chiaro e comune obiettivo di poter risollevare l’Inghilterra dal pasticciaccio Napoleonico. L’ Income tax viene pensata e annunciata nel 1798 come un mezzo – means per pagare la Guerra contro le forze Francesi e diventa operativa dal l799.
La risoluzione definita “Temporary solution”, portò ad introitare ben 6 milioni di sterline in un anno, contro i 10 previsti, ridando comunque linfa vitale sia alle casse che all’esercito.
Raggiunto lo scopo, venne abolita nel 1802 dal successore di William Pitt, il Primo Ministro Henry Addington.
Il trattato di pace con Napoleone non durò a lungo. La Income tax venne reinserita un anno più tardi (Addington’s Act), al riaprirsi della Guerra Napoleonica contro l’Inghilterra quale “contribution of the profits arising from property, professions, trades and offices” , contributo cioè, non tassa (volutamente si evitò tale termine), sui profitti derivanti da proprietà, professioni, commercio e attività, e rimase in vigore fino alla sconfitta di Waterloo avvenuta nel 1815.
L’attuale imposta sui redditi trova la sua base nella “temporary solution” di Addington.
E’ basata sul principio di tassazione alla fonte (taxation at source) e nasce come tassa di scopo, che attenzione vuol dire attraverso l’imposizione, conseguire il finanziamento dei servizi per la collettività (il termine pari in italiano “di scopo” è un po’ distorsivo !). L’Income Tax è oggi spiegata come “ il mezzo per contribuire alla spesa pubblica per trasporti, salute, istruzione”.
Subisce molte rivisitazioni negli anni, sia a livello di individuazione delle fasce reddituali (Schedules da A a F ) che di aliquote che sono state variate a seconda degli obiettivi da raggiungere. E’ oggi la principale fonte di entrate a livello centrale, seguita dalla National Insurance Contribution – NIC che, opera da “controbilanciatore” nel mantenere elevato il gettito fiscale, nell’ipotesi di decisione di riduzione dell’ ”Income tax rate” applicato.
L’IVA (VAT) è solo al terzo posto.
lI dati ufficiali riportati per il 2010-2011 attribuiscono al NIC il 21,5% del gettito complessivo del governo britannico (HMRC acronimo per l’Agenzia delle Entrate Inglese: Her Majesty’s Revenue and Customs).
NIC sta per National Insurance Contribution, cioè Contributo Assicurativo Nazionale.
Anche il NIC nasce come un sistema di cui si fanno carico tutti i lavoratori ed i datori di lavoro per poter coprire i costi “sociali”, quali inizialmente malattia e disoccupazione e poi anche la pensione e altre forme di beneficio. Il National Insurance Act è del 1911 e viene poi rivisto e corretto dal governo laburista nel 1948.
Ogni cittadino inglese riceve il proprio codice personale di Previdenza al compimento dei 16 anni di età e lo deve obbligatoriamente utilizzare registrandosi, quando inizia a lavorare ed iniziare a pagare il contributo previdenziale secondo le regole statuite.
Tutti coloro che lavorano, siano datori di lavoro, impiegati, lavoratori autonomi devono pagare il NIC e sono anche previsti versamenti volontari per differenti casistiche, a discrezione del lavoratore stesso (“topping up”).
Pagare questo Contributo da diritto al godimento di benefici previdenziali, vale a dire la pensione, le spese funebri, i contributi disoccupazione, i contributi maternità, i contributi d’impiego.
Sul reddito di lavoro percepito sia in forma autonoma che dipendente, si calcola l’imposta sul reddito e il contributo di previdenza che vengono versati entrambe ad HMRC.
I criteri che vengono applicati per il NIC sono differenti. Il calcolo considera sempre il tipo di lavoro svolto e il livello di reddito. Ad esempio, i Class 1, cioè i dipendenti, iniziano a pagare il Contributo da quando la retribuzione supera la soglia di minimale contributivo e continuano fino al pensionamento. Per i dipendenti nell’individuazione del dovuto si tiene conto dei due parametri riportati sopra ed in più dell’età, dello schema pensionistico applicato, del sesso e dello stato maritale (per le donne). Il datore di lavoro calcola e trattiene PAYE e NIC.
I lavoratori autonomi, i Class 2, compilano il tax return e versano un’importo calcolato a tasso fisso più una quota calcolata in percentuale del reddito imponibile.
I datori di lavoro pagano anch’essi il NIC il cui calcolo è basato sui redditi corrisposti ai dipendenti, su i così chiamati in Italia “fringe benefits” (ad esempio l’auto “aziendale”) e su eventuali dilazioni di pagamenti d’imposta concordati all’impiegato (speciale sistema applicato sull’imposta reddituale).
Un sistema impositivo di questo tipo sembra molto facile da seguire e poco propensivo all’evasione visto che non da la possibilità di poter lavorare o di godere di benefici sociali se si evitano i pagamenti dovuti.
Le regole sono poche e chiare.
Gli obiettivi da conseguire con la partecipazione alle spese pubbliche sono chiari e rendicontati.
Francesca Romana Bottari

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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