Laurea, Governo Monti pronto a abolire il valore legale

Regime di vantaggio e acquisti intracomunitari

di Andrea Mannara 29 CommentiIn Iva

Quanto un contribuente in regime di vantaggio effettua acquisti intracomunitari  ha determinati obblighi a cui deve porre particolare attenzione.

Nell’articolo precedente abbiamo illustrato le caratteristiche principali del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, altrimenti detto regime dei “contribuenti minimi”.

Abbiamo capito quali sono i requisiti, sia di natura soggettiva che di natura oggettiva, che bisogna possedere per poter accedere al regime.

Abbiamo anche messo in luce i vantaggi fiscali e contabili di questo regime nonché i principali adempimenti a carico dei minimi.

In questo articolo presenteremo un caso particolare: gli acquisti intracomunitari effettuati dai soggetti che accedono al regime di vantaggio.

La legge n. 244 del 2007, istitutiva del regime dei contribuenti minimi, nonché il successivo DL n. 98 del 2011, che ha riformato il regime dei contribuenti minimi istituendo l’attuale regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, tra i requisiti di accesso al regime prevedono la mancata effettuazione di cessioni all’esportazione.

Questo significa che i soggetti che intendono avvalersi del regime di vantaggio non possono effettuare cessioni all’esportazione, pena la fuoriuscita dal regime.

Al contempo, però, la norma non pone un blocco agli acquisti intracomunitari, che invece possono liberamente essere effettuati.

L’articolo 7, comma 1 del DM 2 gennaio 2008, recante disposizioni interpretative del regime dei contribuenti minimi, fornisce chiaramente le indicazioni da osservare nel caso di acquisti intracomunitari.

Innanzi tutto specifichiamo cosa si intende per acquisti intracomunitari: questi sono acquisti, di beni o servizi, effettuati da un soggetto residente nel territorio italiano (e nel nostro caso parliamo di soggetto passivo di imposta ai fini Iva); la merce o i servizi acquistati provengono da uno degli Stati facenti parte della Unione Europea.

Normalmente, gli acquisti e le cessioni intracomunitarie sono disciplinate, oltre che nel decreto Iva DPR 633/72, anche nel DL 331/93.

Nel caso che interessa, se l’acquirente è un soggetto passivo di imposta che ha accesso al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, allora la disciplina prevede quanto segue:

  • è necessario integrare la fattura di acquisto estera, inserendo in essa l’indicazione dell’aliquota Iva e della relativa imposta;

  • il soggetto ha l’obbligo di versare all’Erario l’imposta così calcolata, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’acquisto;

  • il soggetto è obbligato a presentare il modello Intrastat, ossia l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari.

Alcune precisazioni.

Integrazione della fattura di acquisto: l’integrazione dei dati relativi all’imposta sul valore aggiunta va effettuata, semplicemente, scrivendo a penna sulla fattura cartacea ricevuta, l’aliquota Iva cui i beni/servizi acquistati sono soggetti in Italia, e l’importo della relativa imposta.

Versamento dell’imposta: il versamento dell’Iva dovuta sugli acquisti intracomunitari va effettuato, normalmente, mediante utilizzo del modello di pagamento F24, compilando la sezione erario ed utilizzando il codice tributo 6493.

Modello Intrastat: il modello Intrastat va compilato seguendo le indicazioni fornite nel DL 331/93. Il modello va presentato esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato. La presentazione può essere effettuata, alternativamente, all’agenzia delle Entrate mediante il servizio Entratel (tramite professionisti abilitati), oppure direttamente all’agenzia delle Dogane utilizzando il software Intraweb messo a disposizione dalla stessa Agenzia, previa abilitazione ai servizi.

Come si vede, allora, nel solo caso di effettuazione di acquisti intracomunitari, la disciplina del regime fiscale di vantaggio non si discosta di molto dalla disciplina ordinaria, anzi si può dire che quelle semplificazioni contabile, tipiche del regime di vantaggio, vengono meno proprio in presenza di acquisti intracomunitari.

Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 29

  1. Pingback: Contribuenti minimi: le caratteristiche del regime - FISCOeTASSE.com Blog

  2. Tutto bello L’articolo, ma perchè non specificate quelli che tutti vogliono sapere?
    chi è in Regime di Vantaggio l’iva sugli acquisti non la scarica, ma l’intracomunitaria OBBLIGA il cedente, quindi il venditore estero ad emettere FATTURA SENZA IVA! Quindi non c’è nessuna Iva sulla Fattura di Acquisto e pertanto non c’è nessuna indicazione da fare a penna. Inoltre l’iva che non viene addebitata, deve essere versata dal Residente in italia.
    Per fare un Esempio:
    Se acquisto un televisore in Germania a 100 euro, questo 100 sarà ESENTE IVA, e quando si andrà a rivedenre in italia, questa iva deve essere PAGATA dal Consumatore Finale.
    Quindi la domanda è, Chi è in Regime di Vantaggio, visto e considerato che puo’ fatturare al cliente finale SENZA IVA, se acquista in INTRACOMUNITARIA SENZA IVA, l’iva chi la paga??

    1. Molto chiara la descrizione dell’operazione di dawnraptor. Il contribuente che usufruisce del regime fiscale di vantaggio, se acquista da un fornitore intracomunitario, riceve una fattura senza addebito di Iva. Ai sensi della normativa italiana, egli dovrà procedere all’integrazione dell’imposta, cioè dovrà registrare la fattura per il suo importo originale più l’Iva. Per il minimo l’Iva rappresenta un costo che porterà in detrazione nel quadro LM. A questo punto egli è chiamato a versare l’Iva annotata sulla fattura di acquisto intracomunitaria.

  3. Il minimo acquista senza iva, ma DEVE pagarla in Italia entro il 16 del mese successivo, e a questo punto per lui diventa un costo perchè non può detrarla. Da 100, passa a un costo di 122. Quando rivende al privato italiano, dovrà calcolare il suo ricarico su un costo di 122. Farà fattura senza iva, sì, in base al suo regime, ma avrà già pagato 22 sull’acquisto.
    Quindi, la risposta alla domanda è: l’iva la paga il minimo quando fa entrare la merce in Italia.

  4. Gli adempimenti elencati si riferiscono al vecchio regime dei minimi; dalla circolare 17/E 2012 viene specificato che sono aggiunte nuove semplificazioni. Copio e incollo dalla circolare
    – comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi nell’archivio VIES (cfr articolo 35, comma 2, lett. e-bis) del dPR 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
    – integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
    – presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

  5. .. la parte iniziale, altrimenti non si capisce:
    In particolare, i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio sono esonerati dall’obbligo di:
    ..
    ..

    – comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente,
    dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi nell’archivio VIES (cfr articolo 35, comma 2, lett. e-bis) del dPR 26
    ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
    – integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione
    dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
    – presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

    1. Gentile lettore, grazie per l’accurata analisi svolta sul mio articolo.
      Vorrei soltanto precisare quanto segue:
      1) la circolare n. 17 del 2012 dell’Agenzia delle Entrate illustra i nuovi requisiti richiesti per l’accesso al nuovo regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile;
      2) la stessa circolare rimanda ai documenti di prassi precedentemente emessi dall’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la validità dei vecchi requisiti (quelli – per intenderci – dei contribuenti minimi);
      3) la circolare da lei citata, al punto 5.2 – semplificazioni contabili, elenca tutte le semplificazioni contabili e fiscali di cui gode il soggetto che accede al regime di vantaggio;
      4) a pag. 31, dopo aver detto che i contribuenti non sono tenuti alla presentazione del modello black list, la circolare precisa quanto segue (ricopio testualmente):
      “I medesimi contribuenti restano, invece, soggetti a gli obblighi di:
      – numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
      – certificazione dei corrispettivi (fatta eccezione – per espressa previsione
      contenuta nel Provvedimento di attuazione – per quelle attività esonerate ai sensi dell’articolo 2 del dPR 21 dicembre 1996, n.
      696 purché, in ogni caso, ottemperino all’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante l’annotazione in un apposito registro cronologico, effettuata con le
      modalità previste dall’art. 24 del DPR n. 633 del 1972 (cfr risoluzione n. 108/E del 23 aprile 2009);
      – comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi nell’archivio VIES (cfr articolo 35, comma 2, lett.e-bis) del dPR 26
      ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
      – integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del
      mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
      – presentazione agli uffici doganali degli
      elenchi intrastat”.
      Riassumendo, i contribuenti che aderiscono al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, in merito agli acquisti intracomunitari, RESTANO OBBLIGATI a tutti quegli adempimenti formali, contabili e fiscali illustrati nell’articolo.
      Quindi è assolutamente corretto quanto illustrato e dettagliato nell’articolo in commento.
      Grazie e buon lavoro!

  6. Devo purtroppo dissentire.
    Non è molto visibile, ma a metà del punto 5.2 della circolare 17/2012 (semplificazioni ed adempimenti contabili e fiscali), dopo aver listati le effettive semplificazioni ed esoneri, dice:
    I medesimi contribuenti restano, invece, soggetti agli obblighi di:
    – numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
    – certificazione dei corrispettivi….
    – comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della
    presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente,
    dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi
    nell’archivio VIES …
    – integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre
    operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del
    mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
    – presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

    1. Non capisco il motivo del suo dissenso, visto che stiamo dicendo la stessa cosa. Entrambi riportiamo il testo della circolare 17 del 2012 Agenzia delle Entrate, che a pag. 31 (a metà pagina) dice espressamente che i contribuenti interessati dal regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, PER QUEL CHE RIGUARDA I SOLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI, hanno l’obbligo di integrare la fattura con l’Iva, versare l’imposta entro il 16 del mese successivo e presentare gli elenchi intrastat.
      Lo stesso che è stato scritto nell’articolo.

      1. Mi spiace, dev’esserci stato un incrocio di commenti perchè, non essendo molto pratica, non ho utilizzato la funzione “rispondi”. Il nio dissenso era verso l’intervento del Sig. Giorgio Magno.
        In effetti, l’orario del mio intervento è antecedente a quello del Suo ma, probabilmente per via delle verifiche e validazioni cui è stato sottoposto, è apparso dopo.

  7. è qui l’errore:
    quei punti individuano le esenzioni riservate per i contribuenti minimi.

    testualmente la circolare è

    In particolare, i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio sono esonerati dall’obbligo di:
    ..
    ..

    – comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente,
    dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi nell’archivio VIES (cfr articolo 35, comma 2, lett. e-bis) del dPR 26
    ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
    – integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione
    dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
    – presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

    Quindi sono esentati dagli adempimenti elenchi intrastat e integrazione fatture.
    devono però pagare l’iva attraverso versamento f24

    1. E’ solo la prima parte del punto 5.2 della 17/E che lista gli esoneri, I primi 7 punti del paragrafo.
      Ma la seconda metà recita:

      I medesimi contribuenti restano, invece, soggetti agli obblighi di:
      •numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
      •certificazione dei corrispettivi (fatta eccezione – per espressa previsione contenuta nel Provvedimento di attuazione – per quelle attività esonerate ai sensi dell’articolo 2 del dPR 21 dicembre 1996, n. 696 purché, in ogni caso, ottemperino all’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante l’annotazione in un apposito registro cronologico, effettuata con le modalità previste dall’art. 24 del DPR n. 633 del 1972 (cfr risoluzione n. 108/E del 23 aprile 2009);
      •comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari per essere inclusi nell’archivio VIES (cfr articolo 35, comma 2, lett. e-bis) del dPR 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
      •integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
      •presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

      Non è immediatamente evidente a seconda dell’impaginazione della circolare, ma è purtroppo chiarissimo.

  8. Buongiorno, vorrei porle un quesito.
    Un cliente che aderisce al regime dei minimi ha portato qualche giorno fa tutte le fatture dell’anno 2013 per gli adempimenti fiscali.
    Il punto è che tra le varie fatture, ha consegnato una fattura al mese di Google (sede in Irlanda!!) per cui a questo punto mensilmente avrebbe dovuto versare l’Iva e trimestralmente trasmettere i modelli Intrastat. Cosa è più consono fare secondo lei? Parliamo di 12 fatture (una al mese per tutto il 2013)!!Si dovrebbe versare l’Iva calcolando il ravvedimento operoso da gennaio 2013 ad ora facendo un calcolo separato per ogni mese? Mi sembra una follia…!! E per i modelli Intra? Pagare anche la sanzione per ogni modello?? Non so come regolarmi..!!
    Grazie in anticipo

    1. Sì, in effetti dovrebbe fare come da lei indicato. Calcolare l’Iva per ogni trimestre di riferimento e versarla all’erario con la sanzione.
      E poi andrebbero presentati tutti i modelli Intrastat.
      In entrambi i casi, essendo un soggetto che aderisce ai contribuenti minimi, il lavoro è ridotto in quanto bisogna ragionare per trimestri.
      Quindi, sia per l’Iva che per gli Intrastat si tratta di 4 modelli.

      1. Bene, ma secondo lei, a questo punto, il contribuente dovrebbe pagare una sanzione per omesso versamento del modello intrastat per ogni trimestre del 2013?..alla fine x due fesserie di fatture si ritrova a pagare circa €.270.00? E soprattutto, volendo ora mettersi in regola per il 2014..è necessario liquidare l’Iva sugli acquisti intracomunitari ogni mese (come previsto dalla normativa), o lo si può fare anche trimestralmente?

        1. Per sanare il ritardo nella presentazione degli elenchi intrastat è ammesso ravvedimento, con il pagamento di una sanzione fissa pari ad euro 64,00.
          Per il 2014, il modello Intrastat ritengo sia sempre trimestrale.
          Per l’Iva, ha ancora a disposizione il ravvedimento operoso relativamente al 2014. La liquidazione Iva sarà mensile.

  9. Buongiorno, mi inserisco anch’io nella conversazione, molto stimolante.
    Ho aperto un nuovo regime dei minimi da pochi giorni. Ho effettuato una consulenza per una società con sede a Londra. Ora, dovendo emettere la fattura, il mio commercialista dice che non è possibile per un regime dei minimi 2015 fatturare fuori Italia. Mi sembra assurdo, in quanto non acquisto beni, ma sto fatturando un mio servizio. Ho bisogno di chiarimenti…grazie…

    1. Secondo quanto chiarito dalla risoluzione n. 241 del 2008 dell’Agenzia delle Entrate, con il termine “cessione all’esportazione” si devono intendere tutte le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) di cui agli articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del decreto Iva (DPR 633/72).
      Quindi, se la sua consulenza rientra tra le operazioni disciplinate dagli articoli sopra citati, allora non è ammesso il regime dei minimi.

      1. Grazie dott. Mannarà, ben gentile.
        Ho letto il DPR agli articoli da lei citati e, svolgendo attività di consulenza marketing (cod. ATECO 749099), mi sembra proprio di non rientrare in nessuna di quelle categorie. Mi conforta ulteriormente a riguardo?
        Grazie!

  10. grazie per l’articolo molto esauriente e soprattutto molto chiaro
    io invece ho un caso di un contribuente che ha aperto una posizione IVA nel 2014 con il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile ed effettua acquisti di servizi via web e riceve fatture dagli stati uniti e dal canada la normativa a riguardo è molto ingarbugliata e a quanto ho capito il cliente per ogni fattura ricevuta deve emettere una autofattura con l’indicazione dell’iva e registrarla nel registro degli acquisti e nel registro delle vendite e tecnicamente l’iva dovrebbe essere zero sbaglio ad agire in questo modo?

  11. Buongiorno dott. Manarà, sono entrato a giugno nel regime dei minimi, volevo porle un paio di domande che mi affliggono da quando ho letto il suo articolo. Il mio commercialista mi ha vietato categoricamente di acquistare beni da rivendere al dettaglio in italia, dall’estero, compreso all’interno dell’ue. Ma se seguo le sue indicazioni posso farlo? Inoltre ho letto il discorso sulle fatture di google dell’irlanda, avendo un e-commerce google e facebook permettono di effettuare pubblicità su internet e social network a pagamento, si tratta di spese irrisorie ed inoltre di servizi e non beni, queste aziende hanno sede una in irlanda e l’altra in USA come posso fare per poter usare i loro servizi? ed inoltre per gli e-commerce è fondamentale l’utilizzo della piattaforma di Paypal che a sede in lussemburgo, e mai possibile che in un mondo globalizzato come il nostro coloro che fanno leggi non si prodighino a capire che oggi le possibilità del web sono enormi senza paletti??? in attesa della sua risposta, mi scuso per lo sfogo e spero possa illuminarmi. buongiorno.

    1. Come scritto nell’articolo, per i soggetti che operano all’interno del regime fiscale di vantaggio, non vi è nessuna preclusione all’acquisto di beni e servizi da fornitori europei.
      E’ invece vietato effettuare operazioni di vendita verso l’estero.
      Se il soggetto acquista servizi da paesi europei (quali i servizi google – Irlanda) riceverà una fattura di servizi, la quale dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate attraverso la dichiarazione Intrastat e sulla fattura sarà dovuta l’Iva, che il soggetto dovrà versare alle normali scadenze.
      Ricordo che prima di poter effettuare operazioni intracomunitarie, il soggetto deve essere iscritto al VIES.

  12. E’ possibile per un soggetto che ha optato per il regime dei minimi emettere fattura a soggetto olandese con partita Iva olandese per royalties su video o prodotti grafici, senza che ciò pregiudichi la permanenza nel regime agevolato? Come va emessa la fattura?

    1. Sì, è possibile che il contribuente minimo effettui una prestazione di servizi a favore di un committente stabilito e con partita Iva in uno degli stati membri dell’Unione Europea (quale ad es. l’Olanda). In questo caso dovrà emettere fattura senza indicazione dell’imposta, in quanto egli pone in essere una operazione interna e quindi soggetta al regime dei minimi, e per la quale non dovrà neanche presentare il modello intrastat.

  13. Buon dì,
    mi inserisco come molti in questa giungla degli adempimenti fiscali per il regime dei minimi.
    Ho da poco aperto la partita iva con i suddetti regimi e dopo un colloquio con il commercialista il dubbio mi rimane.
    1)Se acquisto per la gestione di alcune mie operazioni gestionali, un software da un fornitore estero extra comunitario, vale la regola dell’autofattura?
    2) Se il fornitore estero (Envato – Australia) emette una documento di vendita indicando anche l’equivalente della nostra iva, devo comunque presentare l’autofattura?

    Grazie

  14. buon pomeriggio, mi aggiungo al quesito di Bernardo, se il mio fornitore estero (jado ag germania) emette una fattura con partita iva italiana da me verificata in agenzia entrate, con iva 22% e senza specificare la ragione sociale associata alla relativa partita iva IT, posso registrarla come qualsiasi altra fattura italiana o devo seguire comunque intrastat ??
    preciso che io sono in regime iva normale.
    Grazie, saluti cordiali.

    1. Se il fornitore tedesco emette fattura al cliente italiano utilizzando una partita italiana vuol dire che il tedesco ha una posizione Iva aperta in Italia oppure ha un rappresentante fiscale.
      In tal caso, la fattura emessa dal tedesco è una normalissima fattura, da gestire così come si gestiscono le fatture ricevute da fornitori italiani.

  15. Buongiorno, anche se mi sembra di aver già letto un post simile vorrei porre un quesito:
    Dal 2014 ho una attività commerciale nel regime dei minimi e, abitualmente acquisto da fornitori UE, il mio consulente mi ha detto che sino alla soglia di € 10.000,00 per le fatture UE non doveva far nulla ma nel momento in cui supero tale limite dovrò integrare la fattura UE con l’IVA e versare l’imposta debito. Considerato che emettiamo fatture esenti IVA per via del regime agevolato mi chiedo, ma l’IVA versata sarà un vero e proprio costo o può essere usato come credito in compensazione ?

  16. Buongiorno. Per chi aderisce al regime dei minimi l’IVA sulle fatture passive rappresenta un costo deducibile. L’IVA per acquisti UE versata con l’F24 è ugualmente un costo deducibile?
    Grazie.

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