Operazioni intracomunitarie: le nuove regole

di Andrea Mannara CommentaIn Contabilità e Bilancio, Iva

Il percorso di armonizzazione delle legislazioni nazionali dei vari Paesi dell’Unione Europea è lungo e tortuoso. Un altro tassello di questo processo si è avuto con la definizione di “momento di effettuazione delle prestazioni di servizi” e con la definizione della “territorialità delle prestazioni di servizi”.

La norma generale, contenuta nell’art. 6 comma 3 del DPR 633/72, prevede che le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo.
L’art. 7 ter del decreto Iva stabilisce le regole generali relative alla territorialità delle prestazioni di servizi, prevedendo che le stesse si considerano effettuate nel territorio italiano se rese a soggetti passivi stabiliti in Italia, e se rese a committenti non soggetti passivi da soggetti passivi stabiliti in Italia.
Inoltre, gli articoli 7 quater e 7 quinquies elencano una serie di servizi che si considerano effettuate nel territorio italiano, quali: prestazioni di servizi relative ad immobili, al trasporto di passeggeri, alla ristorazione e al catering, alla locazione e al noleggio a breve termine di mezzi di trasporto, all’accesso a manifestazioni culturali e artistiche.

L’art. 8 comma 2 della Legge n. 217 del 2011, ha ridefinito le regole relative al momento di effettuazione delle operazioni, contenute all’interno dell’art. 6 del DPR 633/72.
In particolare, aggiungendo il comma 6 il quale specifica che “In deroga al terzo e quarto comma, le prestazioni di servizi di cui all’art. 7 ter, rese da un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato a un soggetto passivo ivi stabilito, e le prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli articoli 7 quater e 7 quinquies, rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato ad un soggetto passivo che non è ivi stabilito, si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere continuativo o periodico, alla data di maturazione dei corrispettivi. Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nel primo periodo è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende effettuata, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento”.

Dalla lettura della norma si evince che:

  • le prestazioni di servizi rese tra soggetti passivi stabiliti in Italia si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo;
  • le prestazioni di servizi “generiche” rese da un soggetto passivo comunitario ad un soggetto passivo italiano si considerano effettuate al momento di ultimazione della prestazione;
  • le prestazioni di servizi generiche e diverse da quelle elencate negli articoli 7 quater e 7 quinquies rese da un soggetto passivo italiano ad un soggetto passivo comunitario, si considerano effettuate al momento di ultimazione della prestazione;
  • nel caso di pagamento di acconti, la prestazione si considera ultimata all’atto del pagamento limitatamente all’importo pagato.

La nuova normativa, dunque, cambia il momento di ultimazione della prestazione di servizi, considerando tale momento non più il pagamento del corrispettivo, bensì la ultimazione della prestazione stessa.
Da ciò naturalmente discendono non pochi problemi operativi, soprattutto riguardanti l’individuazione del momento in cui la prestazione si considera ultimata.
L’individuazione del corretto momento di ultimazione della prestazione è importante perché da questo discendono anche tutti gli obblighi contabili, relativi alla fatturazione della prestazione e alla registrazione della fattura.

Operazioni passive. Acquisto di beni – Ricevimento di servizi da fornitore comunitario.
L’art. 17 del DPR 633/72 prevede che, a partire dal 2013, nel caso di cessioni di beni e di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo comunitario nei confronti di un soggetto passivo italiano, gli obblighi contabili ricadono sul committente o cessionario italiano, il quale dovrà integrare la fattura ricevuta secondo quanto disposto dagli articoli 46 e 47 del DL 331/93, cioè:

  • la fattura ricevuta dal fornitore comunitario dovrà essere integrata, annotando materialmente sulla fattura l’aliquota Iva cui sono soggetti i beni o i servizi ricevuti, l’importo dell’imposta e il totale del documento;
  • la fattura ricevuta ed integrata dovrà essere annotata tanto nel registro degli acquisti quanto nel registro delle vendite.

Operazioni attive. Cessione di beni – Prestazioni di servizi resi a cliente comunitario.
L’art. 21, comma 6 bis lettera a) del DPR 633/72 prevede che, a partire dal 2013, nel caso di cessioni di beni e di prestazioni di servizi rese da un soggetto passivo italiano nei confronti di un soggetto passivo comunitario (il quale sia debitore di imposta in altro Paese membro della Unione Europea), la fattura emessa dal soggetto passivo italiano non è soggetta all’imposta sul valore aggiunto e deve contenere l’annotazione “inversione contabile”.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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