Le operazioni intracomunitarie e l’elenco VIES

di Andrea Mannara CommentaIn Iva

VIES: la normativa e gli adempimenti richiesti per l’inclusione nell’elenco.

Gli scambi commerciali tra operatori residenti nell’Unione Europea, in questi ultimi anni, sono oggetto di numerosi interventi legislativi, tutti miranti a dare attuazione alle direttive europee al fine di armonizzare la legislazione europea e contrastare le frodi, soprattutto in tema di imposta sul valore aggiunto.

Tra i tanti interventi normativi, in questo articolo tratteremo il tema dell’inclusione nell’elenco VIES, rimandando agli altri articoli pubblicati per quel che concerne ulteriori aspetti di dettaglio della normativa intracomunitaria.

Il decreto legge n. 78 del 2010, convertito in legge n. 122 del 2010, ha introdotto specifiche misure volte a garantire un più stretto monitoraggio dei contribuenti che effettuano operazioni intracomunitarie. Al decreto hanno fatto seguito numerosi interventi di prassi, tra cui è utile ricordare la circolare n. 39 del 2011 e i provvedimenti n. 188381 e n. 188376 del 2010, tutti emanati dall’Agenzia delle Entrate.

In questo articolo cercheremo di sintetizzare il contenuto dei documenti di prassi citati e offrire al lettore una panoramica semplice e chiara sugli adempimenti richiesti per l’inclusione nell’elenco VIES.

Normativa.

Il nuovo articolo 35 del DPR 633/72 (testo unico in materia di imposta sul valore aggiunto), così come novellato dal decreto legge n. 78 del 2010, prevede che:

– i soggetti che intraprendono l’esercizio di una attività di impresa, arte o professione devono esprimere, in sede di dichiarazione di inizio attività, la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie;

– l’Agenzia delle Entrate può negare o revocare al contribuente la possibilità di effettuare scambi commerciali intracomunitari;

– l’Agenzia delle Entrate è stata delegata a fissare i criteri e le modalità per l’inclusione delle partite Iva nell’elenco VIES, cioè la banca dati dei soggetti passivi di imposta che possono effettuare operazioni commerciali intracomunitari.

I due provvedimenti amministrativi citati hanno recepito il dettato normativo. In particolare:

– il provvedimento n. 188376 del 2010 ha chiarito che la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie deve essere manifestata tanto da coloro che iniziano l’esercizio di una attività di impresa, arte o professione, quanto da coloro già in possesso di partita Iva, al fine di costruire e tenere sempre aggiornato l’archivio informatico (VIES).

– il provvedimento n. 188381, invece, ha definito la banca dati elettronica denominata “VIES” come un “archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie”.

Ambito soggettivo.

Tutti coloro che, volendo avviare l’esercizio di una attività di impresa, arte e professione, intendono porre in essere operazioni intracomunitarie, devono palesare questa loro intenzione mediante apposita comunicazione.

In sede di compilazione della dichiarazione di inizio attività (modelli AA7 e AA9) il contribuente deve segnalare, nel quadro I – Operazioni intracomunitarie, l’ammontare presunto delle operazioni di acquisto e cessione intracomunitari che intende effettuare in un anno solare.

Alcune considerazioni.

Soggetti non residenti: anche i soggetti non residenti che presentano domanda di identificazione diretta ai fini Iva (modello ANR) possono esprimere la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie.

Contribuenti minimi: pur essendo esentati da ogni adempimento contabile e amministrativo, il contribuente minimo che intende effettuare acquisti intracomunitarie deve segnalare questa sua volontà in sede di dichiarazione di inizio attività.

Produttori agricoli: il produttore agricolo esonerato dagli adempimenti Iva, ai sensi dell’articolo 34 comma 6 del DPR 633/72, deve chiedere l’inclusione nell’elenco VIES nel caso di superamento della soglia di euro 10.000 relativa agli acquisti intracomunitari.

Istanza inclusione VIES.

Coloro che, in sede di dichiarazione di inizio attività, non hanno espresso alcuna volontà in merito alle operazioni intracomunitarie, possono comunque adempiere a tale obbligo successivamente.

È necessario presentare ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (meglio l’ufficio territorialmente competente) una istanza in cui si chiede l’inclusione della propria partita Iva nell’elenco VIES, specificando nell’istanza anche l’ammontare presunto delle operazioni di acquisto e cessione intracomunitari che si intende effettuare.

L’istanza può essere presentata:

– personalmente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate;

– a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento allegando all’istanza anche una copia di un documento di riconoscimento del richiedente;

– a mezzo posta elettronica certificata.

Su internet è disponibile il fac-simile di istanza inclusione VIES.

La medesima formalità (presentazione istanza) va presentata dai contribuenti che non intendono più porre in essere operazioni intracomunitarie e, quindi, chiedono la cancellazione dall’archivio informatico VIES.

Controlli dell’Agenzia.

Una volta presentata l’istanza, l’Agenzia delle Entrate è tenuta ad effettuare i controlli sulla partita Iva richiedente. Tali controlli mirano ad enucleare possibili criticità e rischi del soggetto richiedente.

Se il controllo va a buon fine, la partita Iva viene inserita nell’archivio informatico.

Vale la regola del silenzio assenso. Se entro 30 giorni non sono pervenute al contribuente richieste di chiarimenti o esplicito diniego, allora l’istanza di inclusione si considera accettata.

Il contribuente potrà facilmente verificare l’inclusione della propria partita Iva nell’elenco VIES accedendo alla specifica area all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Adempimenti del contribuente.

Il contribuente è tenuto a verificare l’inclusione della propria partita Iva nell’elenco VIES, accedendo alla specifica area dedicata all’interno del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Allo stesso modo, il contribuente potrà accertare l’inclusione nell’archivio VIES anche del proprio partner intracomunitario. Questa verifica è fondamentale perché la disciplina Iva sugli scambi intracomunitari si applica solo se entrambi i soggetti sono inseriti nell’elenco.

Se infatti la controparte estera non è inclusa nell’archivio VIES, allora l’operatore italiano dovrà considerare l’operazione commerciale come effettuata in Italia, e quindi assoggettata ad imposta in Italia.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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