La riforma fiscale: necessità di interventi

di Prof. Dott. Francesco Verini 1 CommentoIn Attualità, Manovre Fiscali

Fino a qualche mese fa si faceva un gran parlare della necessità di favorire una profonda riforma fiscale in Italia. Ma forse la riduzione dello spread ed la modifica dell’IMU (con la statuizione di nuove tasse comunali) ha fatto accantonare la riflessione sulla sua necessità. E’, invece, necessario ed urgente intervenire in maniera profonda sul sistema di tassazione in Italia per liberare risorse economico – finanziarie che inneschino lo sviluppo.
E’ un dato di fatto che prima dell’introduzione dell’euro (ma anche oggi) il bilancio dello Stato si elaborava considerando prima le spese e poi le entrate di previsione che, se non erano sufficienti a coprire le uscite, venivano aumentate, attraverso la tassazione, elevando le imposte.
Ma siamo arrivati al punto di saturazione ! Non è più possibile aumentare ancora la pressione fiscale per cui bisogna riconsiderare tutto il sistema fiscale. Esso non è più adeguato e neanche più utile per due ordini principali di motivi:
1) non produce le entrate previste attraverso le imposte, generando disavanzo e rischio di dissesto;
2) blocca le risorse economico – finanziarie sul mercato, riducendo i consumi e gli investimenti e, conseguentemente, la creazione di nuovi posti di lavoro.

La mancata creazione di nuovi posti di lavoro, pur essendoci nuovi bisogni della società economica che dovrebbero essere esauditi, porta all’emigrazione intellettuale ed operativa delle giovani generazioni con il rischio che la società divenga non solo sempre più anziana ma anche meno “evoluta”.
E ciò testimonia la necessità urgente di intervenire nella drastica diminuzione della tassazione, senza accontentarsi di piccoli risultati raggiunti, per mezzo di “misure palliative”.
Ci piacerebbe, invece, che si aprisse una discussione dialettica su una seria riforma fiscale considerando alcuni aspetti imprescindibili che devono sbloccare la nostra economia. Proviamo a fare qualche ipotesi di lavoro:
a) programmare la spesa pubblica sulle effettive entrate e non viceversa, lasciando la prima incontrollata;
b) aumentare le entrate riducendo la tassazione perché un’equa tassazione non genera evasione in quanto non sarebbe più conveniente pagare le elevate sanzioni rispetto ad una bassa pressione fiscale;
c) per agevolare gli scambi, prevedere, possibilmente, due aliquote Iva al 4 e 10% ;
d) esentare dalle imposte dirette i redditi fino a 18.000,00 euro e ridurre le aliquote al 20 % per le persone fisiche con redditi fino a 50.000,00 euro e del 30% per il redditi oltre tale importo e per le persone giuridiche.

Ma l’aspetto più importante è fare presto !


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Prof. Dott. Francesco Verini

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Revisore degli Enti Locali in Roma, L’Aquila e Pescara. Ha svolto le funzioni di Giudice Tributario in grado di appello a L’Aquila. Componente dell’Osservatorio Regionale per gli Studi di Settore presso l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Abruzzo. Libero Docente di Economia. Docente di Conciliazione Civile e Commerciale, di ADR Network con sede in Roma, accreditato al Ministero della Giustizia. Componente della Commissione Consultiva sul Processo Tributario presso L'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Economista. Giornalista Pubblicista.

Comments 1

  1. A proposito dell’auspicio dell’autore di esentare i redditi fino a 18 mila euro, bisognerebbe che fino a questo importo ci fosse anche una riduzione sensibile del contributi. Attualmente infatti anche per chi puo’ usufruire di una tassazione agevolata Irpef – ricordiamo che il regime di vantaggio prevede una tassazione Irpef del 5% – ci sono poi i contributi alla gestione separata che incidono per il 27,72%. Senza nessuna soglia…diventanto per piccoli redditi insostenibili.
    Vedi su questo blog: [Regime dei minimi o di vantaggio per i giovani: basse imposte ma alti contributi previdenziali](http://www.fiscoetasse.com/blog/regime-dei-minimi-o-vantaggio-i-giovani-basse-imposte-alti-contributi-previdenziali/)

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