I crediti d’imposta previsti nel Decreto Cura Italia

di Antonio Dipace CommentaIn Attualità, Deducibilità dei costi

Il Decreto Legge 17 Marzo 2020 n. 18 istituisce agli artt. 64 e 65 un credito d’imposta per le attività che di seguito analizziamo.

Art. 64
Questo articolo riconosce un credito d’imposta, pari al 50%, per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione fino a un massimo di 20.000 euro.
I criteri e le modalità di applicazione e fruizione dello stesso verranno stabiliti dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze nei successivi trenta giorni dall’entrata in vigore del Decreto.

Art. 65
Questo articolo riconosce un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di Marzo a:

  • Imprenditori (sono esclusi i soggetti esercenti attività d’arte o professione);
  • Solo per immobili accatastati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe).
    Sono esclusi dalla presente agevolazione gli imprenditori che esercitano attività che, ai sensi del DPCM 11/03/2020, non erano obbligati a sospendere la stessa.
    La risoluzione n.13/E del 20/03/2020 dell’Agenzia delle Entrate ha determinato le modalità operative per utilizzare il credito d’imposta.
    Innanzitutto, è stato istituito il codice tributo “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18” e, allo stesso tempo, ha determinato le modalità di utilizzo:
  • Il codice tributo è utilizzabile a partire dal 25/03/2020;
  • Il codice 6914 deve essere esposto nella sezione “Erario” nella colonna “importi a credito compensati” e il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno per il quale è riconosciuto il credito d’imposta, nel formato “AAAA”.
    Sia la risoluzione che lo stesso testo dell’art. 65 hanno dimenticato di specificare se il credito d’imposta, per poter essere utilizzato, preveda o meno il pagamento del canone del mese di marzo.
    Pertanto, in mancanza, si suppone che il beneficio possa essere utilizzato anche da chi non è in regola con il pagamento del canone di fitto.

Autore dell'articolo
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Antonio Dipace

Iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Foggia con il n. 1808. Svolge attività di consulenza nei confronti di società, imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria, contenzioso e Regolamento UE 679/2016. Docente di corsi di formazione in materie contabili e fiscali promossi dalla Regione Puglia per la collocazione di soggetti disoccupati e per il rilascio dell’attestato SAB.

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