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Criptovalute: l’Authority UK preme per regolamentare

di Angelo Chirulli CommentaIn Attualità, In Evidenza, Testata

Una delle sezioni di importanza strategica presenti all’interno dell’ultimo UK Budget sulla Tassazione è stata quella riportante la pubblicazione dei risultati di una analisi svolta da una task force governativa sulle Criptovalute (https://www.gov.uk/government/publications/cryptoassets-taskforce).

Fino a poco tempo fa, per molti di noi – tra cui banchieri, avvocati e consulenti fiscali – la criptovaluta era qualcosa di sconosciuto, e la paura di ciò che non si conosce è comune a tutti.

Nonostante ciò, questa nuova “valuta” ha continuato a guadagnare consensi e popolarità.

È importante sottolineare che non tutta le Criptovalute sono simili: differenti tipologie di valute sono lanciate sul mercato e negoziate con caratteristiche e scopi differenti. Il contesto normativo, contabile e fiscale in merito all’emissione, detenzione e negoziazione di queste valute è incerto, complesso e in rapida evoluzione e sembrano esserci sviluppi addirittura settimanali sull’argomento a livello mondiale.

Cos’è la Criptovaluta?

La criptovaluta si basa fondamentalmente sulla Blockchain. Sostanzialmente la Blockchain non è altro che la registrazione delle transazioni effettuate da tutte le parti coinvolte.

Ogni blocco si aggiunge alla catena facendo riferimento al blocco precedente.

Questo metodo è spesso definito come inattaccabile proprio perché, una volta registrata la transazione, è impossibile modificare i dati senza variare anche tutti i blocchi successivi che si basano sulle informazioni fornite dai blocchi precedenti.

La blockchain agisce come una specie di estratto conto bancario che verifica i pagamenti in entrata e in uscita di un conto corrente, producendo un totale parziale. Se una voce delle transazioni fosse cambiata, ciò avrebbe un impatto sul totale di ogni altra voce dopo di essa.

Esiste un elemento sostanziale della blockchain che la rende molto diversa da un estratto conto in quanto è solitamente gestita da una rete di computer peer-to-peer, che aderisce collettivamente a un protocollo informatico relativo alla convalida dei nuovi blocchi.

In generale, le Criptovalute sono unità negoziabili, fungibili, che vengono gestite da una Blockchain piuttosto che inserite nei conti correnti (come per le banconote e monete) o in contabilità (come per le azioni o obbligazioni).

Di conseguenza, la proprietà è collegata in prima istanza a un indirizzo web anziché ad un indirizzo fisico.

Ipoteticamente, ciò consentirebbe l’anonimato, ma nella maggior parte dei casi e nei diversi paesi e territori viene verificata l’identità del proprietario.

Nonostante la parola “valuta” sia inclusa nel suo nome, gli investimenti in criptovaluta non sono generalmente classificati come tali ai fini fiscali e, per molti versi, sono più simili, per la loro natura fungibile, ad un investimento in azioni.

Un token (ossia una rappresentazione digitale di un qualsiasi bene o funzione rilasciato da una applicazione informatica) può essere acquistato “materialmente” di modo tale che il “bene” sia considerato proprietà dell’acquirente o utilizzando i cosidetti contratti per differenza (CFD), potenzialmente guadagnando sulla differenza fra il valore nel momento dell’apertura della posizione e il valore quando la si chiude: la tassazione e’ diversa per ambedue.

Se pensiamo alle Criptovalute suddivise nel modo succitato, la posizione fiscale diventa più familiare e facile da comprendere.

Le Criptovalute  più conosciute (o “monete”) come Bitcoin, Ethereum o Litecoin possono essere acquistate utilizzando valute standard attraverso piattaforme web come Coinbase.
Una volta all’interno del sistema crittografato queste monete funzionano in modo simile alla moneta legale in quanto sono fungibili, divisibile in unità più ampie di valore e ampiamente accettate come mezzo di scambio.

Come è tassata?

Per stabilire come qualcosa viene tassato, dobbiamo prima di tutto sapere di cosa si tratta.
Le Criptovalute assumono forme diverse e non esiste una definizione “unica”, per questo rispondere a questa domanda potrebbe rivelarsi molto complicato.

Prendiamo per esempio una criptovaluta o un Bitcoin miner (ossia coloro che mettono a disposizione la potenza di calcolo del loro computer per elaborare la Blockchain, in cambio di una ricompensa in valuta).

Supponiamo che stiano facendo trading, cosa succederebbe se acquistassero Bitcoin per poi utlizzarli per effettuare ulteriori investimenti, prima di vendere acquisendo Bitcoin e successivamente riacquisire contanti? È importante considerare ogni transazione per stabilire correttamente la posizione fiscale.

Dobbiamo anche essere consapevoli che la posizione fiscale potrebbe essere diversa in ogni fase, in particolare dal momento che non tutte le valute sono uguali.

Le succitate peculiarità sono importanti nel determinare il trattamento fiscale.

HMRC (l’Agenzia delle Entrate Inglese) ha in precedenza fornito alcune linee guida sulla tassazione delle Criptovalute  nel Briefing 9 del 2014 (https://www.gov.uk/government/publications/revenue-and-customs-brief-9-2014-bitcoin-and-other-cryptocurrencies), sebbene la guida si riferisca dal punto di vista fiscale alla valuta virtuale in una sezione (che lascia supporre che ci si riferisca al generico concetto di valuta quando si parla di Bitcoin) e al “contratto di valuta” in un’altra sezione (che lascia supporre che si faccia riferimento ai derivati).

Sembra quindi che, quando è stata redatta la guida, persino HMRC non abbia raggiunto una conclusione su come la criptovaluta debba essere categorizzata o tassata.

Da allora HMRC e’ focalizzata sul tentativo di aggiornare queste regole.

Il documento più recente riportante le considerazioni inerenti il trattamento fiscale delle Criptovalute in UK da parte del Governo Inglese è il summenzionato rapporto.

Da esso si evince la volonta’ di HMRC di applicare una regolamentazione equa ed incrementare la protezione dei consumatori su ciò che è, in sostanza, un prodotto finanziario.

Le tasse non sono trattate direttamente nel rapporto, ma l’HMRC ha fatto presente che seguirà una guida aggiornata per valutare questo aspetto. Nel frattempo, i consulenti fiscali dovranno tenere presente la guida e la legislazione attuale.

Imposte sul reddito, società e capitale

La guida tratta in maniera separata le imposte societarie, le imposte sul reddito delle persone fisiche e i guadagni tassabili (soggetti sia alla normativa inerente l’imposta sulle società che all’imposta sulle plusvalenze/capital gain).

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito, la guida riporta che gli utili e le perdite per le persone fisiche scaturenti da transazioni aventi ad oggetto Bitcoin, devono essere registrate contabilmente in maniera appropriata e saranno tassabili secondo le norme vigenti per la income tax (ossia fino al 45%): questo implica che se le attività sono abbastanza strutturate costituendo un vero e proprio trading/attivita’ secondaria della persona fisica (rispetto ad una ipotetica attivita’ principale) i profitti saranno tassati di conseguenza andando a sommarsi alla base imponibile. La seconda attivita’ sara’ considerata attivita’ commerciale vera e propria e tassata di conseguenza.

I cosidetti badges of trade (ossia gli elementi indicatori del fatto che si stia svolgendo attivita’ commerciale secondo la normativa vigente) dovranno quindi essere presi in considerazione per verificare se esiste o no una vera e proprio commercio in corso.

Se non ci sono prove sufficienti per concludere che il trading (o attivita’ commerciale) abbia avuto luogo, HMRC sara’ propensa a tassare eventuali profitti come plusvalenze seguendo la normativa vigente per gli UK Capital gains.

La sezione delle imposte sulle società differisce dalla sezione sulle imposte sul reddito in quanto la normativa sulla Corporate Tax si applica in questo caso anche sullo scambio delle valute quando gli investimenti vengono effettuati per una sola volta (quindi non in maniera strutturata): in essa vi e’ riportato che i profitti o le perdite sui movimenti di cambio tra le valute sono comunque imponibili e vi si applicano le regole generali della UK Corporate Tax/Loan relationship (con tassazione finale al 19%).

Pertanto, se i conti sono tenuti in una valuta diversa da quella utilizzata per investire in criptovaluta, occorra’  prendere in considerazione le differenze di cambio su investimento e prelievo.

La sezione relativa alle imposte sulle società si conclude affermando che i profitti e le perdite delle società che effettuano transazioni con Bitcoin dovranno essere riportate contabilmente in maniera appropriata e sono soggetti a imposta secondo le Corporation tax rules.

Il numero delle transazioni effettuate in un anno contabile potrebbe essere un indicatore del fatto che la societa’ effettua un vero e proprio trading (commercio) e, quindi, dovra’ essere tassata secondo le Corporate Tax rules (e non secondo le Capital Gains rules).

Il tipo di criptovaluta in esame può essere rilevante – potrebbe succedere che una valuta detenuta commercialmente sia trattata fiscalmente in maniera differente da una moneta detenuta esclusivamente per investimenti non commerciali.

La relazione della task force governativa sulla criptovaluta ha riconosciuto che è necessario affrontare in primis diverse questioni prima di produrre una guida aggiornata e una legislazione fiscale che affronti pienamente i problemi discussi qui sopra.

Punti Chiave

  • Lo UK Budget 2018 includeva una relazione sui risultati di una task force governativa sulle Criptovalute
  • Generalmente, le Criptovalute  sono unità fungibili, negoziabili, gestite da una blockchain
  • Le Criptovalute  non sono solitamente classificate come valuta e sono considerate assimiliabili a un investimento in azioni
  • Esse possono garantire un introito fisso in caso di richiesta di riscossione o una variabile quota di profitti
  • Se l’attivita’ e’ svolta in maniera commerciale dovra’ essere tassata di conseguenza
  • La normativa deve essere ancora sviluppata appieno


Autore dell'articolo
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Angelo Chirulli

Dottore Commercialista e Consulente del Lavoro operante a Londra. Iscritto sia all’Ordine Italiano dei Commercialisti che all'Ordine Inglese dei Chartered Accountants (ICAEW). Abilitazioni Inglesi: ACA, MAAT e CIPD. Mail: [email protected] Website: https://www.hwfisher.co.uk/about-us

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