regime forfettario 2016

Contribuenti minimi: le caratteristiche del regime

di Andrea Mannara 5 CommentiIn Iva, Manovre Fiscali

Le caratteristiche per l’accesso al regime dei contribuenti minimi.

Il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, meglio conosciuto come “regime dei contribuenti minimi”, sarà oggetto di analisi in questo articolo e nel successivo, che sarà pubblicato settimana prossima. In particolare, nel presente articolo illustreremo le caratteristiche principali del regime fiscale, mentre nel successivo articolo prenderemo in esame un caso particolare, quello relativo agli acquisti intracomunitari effettuati nell’ambito del regime in esame.

Il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile è stato introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Legge n. 98 del 2011, articolo 27, che ha attuato una modifica al precedente regime fiscale di vantaggio detto “dei contribuenti minimi”, disciplinato dalla Legge n. 244 del 2007 e che è entrato in vigore per la prima volta nell’anno di imposta 2008.

Le modifiche apportate dal DL 98/11, invece, hanno avuto effetto a partire dal 01 gennaio 2012. Questo regime fiscale è detto di vantaggio perché offre ai soggetti che ne beneficiano notevoli vantaggi in campo fiscale e contabile.

Non tutti i soggetti sono però ammessi a godere di questi benefici. Infatti, per poter aderire al regime, è necessaria la contemporanea presenza di elementi soggettivi ed oggettivi.

 

Elementi soggettivi

Il regime si applica solamente alle persone fisiche che intraprendono una attività di impresa, arte o professione, quindi non è applicabile alle società e agli enti associativi di qualsiasi natura. Inoltre, il regime è applicabile solo nel caso in cui l’attività che si intende avviare non sia già stata esercitata nei tre anni precedenti, anche in forma associata o familiare.

Un ulteriore limite all’accesso al regime è dato dal fatto che la nuova attività imprenditoriale non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

E’ inoltre richiesto che la persona fisica sia residente nel territorio dello Stato italiano e che non si avvalga già di ulteriori regimi fiscali di vantaggio (agricoltura, editoria, commercio di sali e tabacchi, intrattenimenti, agriturismo, agenzie di viaggio e turismo, vendite a domicilio, rivendita di beni usati, vendite all’asta).

 

Elementi oggettivi

Per l’adesione al regime fiscale di vantaggio, sono richieste ulteriori condizioni:

a. nell’anno solare precedente:

– i ricavi o compensi conseguiti siano stati di ammontare inferiore ad euro 30.000;

– non sono state effettuate cessioni all’esportazione;

– non sono state sostenute spese per lavoro dipendente o collaboratori;

b. nel triennio solare precedente:

– non siano stati acquistati beni strumentali per un ammontare complessivo superiore ad euro 15.000;

c. non si effettuano in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati;

d. la persona fisica non partecipi contemporaneamente a società di persone, associazioni o società a responsabilità limitata.

 

Alcune considerazioni sui requisiti oggettivi

Acquisto di beni strumentali nel triennio precedente: il valore degli acquisti dei beni strumentali è costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi all’acquisto di beni mobili ed immobili, non rilevando il corrispettivo dell’eventuale successiva cessione del bene.

Il limite di 15.000 euro va riferito all’intero triennio precedente e non va ragguagliato ad anno. Il limite di 15.000 euro è da prendere in considerazione anche se l’attività è iniziata da meno di tre anni.

Il corrispettivo da prendere in considerazione è quello complessivamente pagato, anche nel caso in cui si sia beneficiato di contributi per l’acquisto dei beni strumentali.

Il triennio precedente è quello solare, a prescindere dall’effettiva operatività del soggetto. Quindi se, per esempio, il soggetto ha aperto partita Iva nel 2012 ma ha cominciato ad operare nel 2013, in ogni caso il triennio si comincia a computare a far data dal 2012.

Individuazione del limite dei ricavi: non rilevano i compensi dichiarati come adeguamento agli studi di settore e ai parametri.

Nel caso di esercizio contemporaneo di attività di impresa e di arte e professione, si procede alla somma dei ricavi e dei compensi relativi alle singole attività.

Partecipazione a società: la persona fisica che, oltre a svolgere la propria attività di impresa, arte o professione, partecipa anche in qualità di socio in società di persone o società a responsabilità limitata, non può accedere al regime fiscale di vantaggio. Il motivo è semplice: si vuole evitare che i redditi conseguiti dalla partecipazione societaria siano soggetti ad una tassazione di vantaggio, a tutto discapito delle entrate erariali.

La presenza contemporanea di tutti gli elementi, soggettivi ed oggettivi, consente l’accesso al regime fiscale di vantaggio. Da qui discendono per il contribuente i seguenti obblighi e vantaggi.

Determinazione del reddito

La determinazione del reddito avviene secondo le regole previste dagli articoli 54 (esercizio di arti e professioni) e 66 (attività di impresa) del Testo Unico delle Imposte sul Reddito (Tuir).

In particolare, il criterio di determinazione di costi e ricavi è il criterio di cassa. I ricavi e i compensi saranno determinanti per la formazione del reddito solo se incassati nell’esercizio; le spese saranno altresì rilevanti solo se effettivamente pagate.

Tra gli oneri deducibili ricordiamo i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, i quali si deducono direttamente dal reddito conseguito. Eventuali eccedenze possono essere portate in deduzione dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 Tuir.

 

Imposta sostitutiva

Sul reddito imponibile si applica l’imposta sostitutiva del 5%. L’imposta è detta sostitutiva perchè sostituisce: Irpef, Irap, addizionali comunali e regionali. Inoltre, i contribuenti minimi non sono soggetti agli studi di settore e ai parametri.

A differenza di quanto avveniva in passato con il precedente regime dei contribuenti minimi, il quale prevedeva una imposta sostitutiva pari al 20% ma la possibilità di applicare sui compensi la ritenuta d’acconto del 20%, con l’attuale regime è stata soppressa la ritenuta d’acconto.

La mancanza della ritenuta d’acconto è stata giustificata dall’esigua entità del prelievo fiscale (5 per cento).

 

Durata del regime

Il precedente regime fiscale dei contribuenti minimi non aveva alcuna scadenza temporale. La fuoriuscita dal regime era determinata soltanto dalla perdita dei requisiti soggettivi e oggettivi.

L’attuale regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, invece, può essere applicato per il periodo di imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi. Cioè per un totale di cinque anni.

Il legislatore ha però previsto un ulteriore beneficio per i giovani. La permanenza nel regime si può prolungare oltre il quinto anno, ma non oltre il periodo di imposta di compimento del 35° anno di età.

 

Un esempio: un giovane di 28 anni inizia la propria attività professionale nel 2013. La scadenza naturale del regime sarà nell’anno di imposta 2017 quando egli avrà 33 anni. Potrà così continuare ad usufruire del regime fiscale di vantaggio per altri due periodi di imposta.

Il limite di età del 35° anno non è dunque una condizione ostativa all’ingresso nel regime, bensì è soltanto una condizione ostativa di permanenza nel regime al superamento del limite di età.

Questo vuol dire che l’adesione al regime è consentita anche ai soggetti di età superiore ai 35 anni, ma in questo caso la permanenza nel regime non si protrarrà oltre il quinto anno.

 

Obblighi contabili e fiscali

I soggetti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio devono:

– numerare e conservare le fatture di acquisto;

– certificare i corrispettivi;

– numerare e conservare le fatture emesse;

– presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi, compilando l’apposito quadro LM (in precedenza era il quadro CM).

Le agevolazioni consistono nel fatto che non si ha l’obbligo di tenuta delle scritture contabili e dei registri obbligatori, sia contabili che fiscali.

 

Cessazione del regime

Nel caso in cui il soggetto non abbia più i requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla normativa, egli non può più aderire al regime fiscale di vantaggio e ne fuoriesce.

La cessazione del regime comporta:

– ai fini dell’imposta sul valore aggiunto: l’istituzione dei registri Iva, assolvere agli adempimenti Iva richiesti (certificazione compensi e corrispettivi, registrazione di acquisti e vendite, liquidazione ed eventuale versamento periodico dell’imposta);

– ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche: l’istituzione dei registri contabili, assolvere agli obblighi di registrazione delle operazioni, presentare le dichiarazioni e le comunicazioni previste.

 Vedi anche: Regime di vantaggio e acquisti intracomunitari

Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 5

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  2. Buona sera, sono consulente del credito con partita iva in categoria generica. Ho il regime dei minimi e volevo chiedervi: se dovessi cambiare lavoro, cioè se iniziassi l’attività di agente di commercio ad esempio, chiudendo l’attuale partita iva per riaprirne una nuova e quindi non avere alcuna continuità con il lavoro da consulente del credito, posso ripartire di nuovo con il regime dei minimi per i 5 anni? Grazie

    1. E’ necessario verificare che il portafoglio clienti non sia lo stesso, perchè in caso contrario si potrebbe presupporre comunque una prosecuzione di attività. Poi, è necessario verificare anche la sussistenza di tutti gli altri requisiti necessari per poter fruire del regime fiscale di vantaggio.

  3. salve, sono un’estetista dipendente di un centro estetico da circa 2 anni, finalmente ho deciso di aprire un centro estetico tutto mio nella parte opposta della città, ho preso in locazione un locale tutto mio, dovrò acquistare attrezzatura tutta mia ed iniziare una nuova attività da estetista con clientela del tutto nuova rispetto alla attività dove lavoravo che di fatto continua la sua attività con la sua vecchia clientela e con una nuova estetista assunta dalla titolare. Quindi l’attività che mi appresto ad iniziare è del tutto nuova è non è in nessun modo una prosecuzione di quella per cui lavoravo da dipendente. Posso aprire la partita iva in regime dei minimi?

    1. La norma relativa al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (cd regime dei minimi), prevede espressamente che l’attività che si comincia non deve in alcun modo rappresentare continuazione di precedenti attività similari, svolte sia sotto forma di dipendenza che di lavoro autonomo.
      Nel suo caso, l’attività da lei intrapresa è la medesima di quella svolta come dipendente.
      Anche se il portafoglio clienti sarà diverso (ma sarà poi davvero così, non ci sarà nessun cliente del precedente centro estetico che la seguirà nel suo nuovo locale?) si tratta di svolgere la medesima attività.
      Si potrebbe ipotizzare la non prosecuzione della precedente attività sulla base del suo ruolo e della sua mansione presso il precedente centro, così come risultante dalla lettera di assunzione e dal cedolino paga.
      Le faccio un esempio: se lei era assunta con la qualifica di impiegato, l’apertura di una attività di estetista con propria partita iva non rappresenta prosecuzione, quindi nulla osta al regime dei minimi.
      Ma se lei era assunta con mansione di estetista, allora si crea la preclusione al regime.

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