La tassazione di un atto di divisione immobiliare rogato in Francia

La tassazione di un atto di divisione immobiliare rogato in Francia

di Chiara Porrovecchio CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Nel presente articolo, tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 5/2016 dove è possibile leggere l’articolo completo, ci proponiamo di sviluppare il regime impositivo di un atto di divisione immobiliare rogato all’estero, avente ad oggetto immobili situati nel territorio dello Stato ed immobili situati in Francia.
La fattispecie che esamineremo pone la necessità di affrontare i criteri di determinazione della base imponibile e delle aliquote da applicare.

Per una migliore comprensione delle questioni che verranno affrontate abbiamo immaginato il seguente caso pratico:

I signori Tizio, cittadino Francese, e Caio, cittadino Olandese, ereditano, in comproprietà, dal de cuius Sempronio, che ha sempre risieduto in Francia, tre civili abitazioni, delle quali una è situata in Francia e due in Italia. Il valore dell’immobile situato in Francia è di € 300.000,00, mentre le abitazioni situate in Italia valgono € 600.000,00.

Successivamente all’apertura della successione i due coeredi decidono di dividere la comproprietà degli immobili ereditati. La divisione ereditaria viene rogata in Francia, mediante atto pubblico, che, successivamente, viene depositato in Italia.
All’esito della divisione l’immobile situato in Francia viene assegnato a Tizio, mentre a Caio vengono assegnati gli appartamenti situati in Italia.
Inoltre, per pareggiare il valore delle quote è previsto che Caio versi a Tizio, a titolo di conguaglio, € 150.000,00.

Si pone il problema di stabilire il regime di tassazione del rogito Francese di divisione ereditaria depositato in Italia.

Prima di entrare nel merito delle disposizioni che trattano della tassazione degli atti formati all’estero è necessario inquadrare la natura, ai fini dell’imposta d’atto, degli accordi tra le Parti.

Lo scioglimento della comunione tra comproprietari è un tipico atto dichiarativo. Ai fini dell’imposta d’atto gli atti di natura dichiarativa relativi a beni mobili ed immobili, ad eccezione degli autoveicoli e dei motocicli iscritti nel pubblico registro automobilistico, scontano l’imposta proporzionale nella misura dell’1%, come previsto dall’art. 3, parte prima tariffa allegata al TUR.

La diversità di aliquota rispetto alla cessione dipende dal fatto che in quest’ultimo caso si incide su un effettivo trasferimento di ricchezza, mentre con la divisione i comproprietari non acquisiscono la proprietà di un bene, ma individuano la quota parte, di loro spettanza, di un diritto già esistente nella propria sfera giuridica.

In relazione, invece, alla parte dell’accordo in cui si prevede che uno dei comproprietari riconosca all’altro un conguaglio in denaro o altra utilità in cambio dei diritti sulla cosa comune, il regime di tassazione degli atti dichiarativi non si può applicare. Questo perché il conguaglio in denaro rappresenta la controprestazione per l’acquisto della quota di proprietà di spettanza dell’altro comproprietario sul bene comune.

Ai fini dell’imposta di registro il conguaglio sarà soggetto all’imposta proporzionale prevista dall’art. 1 della tariffa parte prima, trattandosi di un immobile, come dall’art. 34 TUR.
Le due disposizioni sono autonomamente soggette all’imposta di registro, ex art. 21, comma 1 TUR, in quanto non derivano necessariamente l’una dall’altra. Infatti, la scelta di Caio di riconoscere a Tizio il conguaglio in denaro deriva dalla volontà di quest’ultimo di acquisire, volontariamente e non obbligatoriamente a seguito della divisione, la quota di comproprietà sul bene comune di spettanza di Tizio.

Il regime impositivo degli atti formati all’estero è regolato dagli articolo 2, comma 1, lett. d, e 11 tariffa parte 2 del d.P.R. 131/86 (da adesso TUR).
L’art. 2, comma 1, lett. d) del TUR prevede che “sono soggetti a registrazione  gli atti formati all’estero …che comportano trasferimento della proprietà ovvero costituzione o trasferimento di altri diritti reali, anche di garanzia, su immobili o aziende esistenti nel territorio dello Stato e quelli che hanno per oggetto la locazione e l’affitto di tali beni”.

Invece, l’art. 11 tariffa parte II allegata al TUR, rubricato “atti soggetti a registrazione solo in caso d’uso. Atti formati all’estero”, dispone che gli atti diversi da quelli indicati nell’art. 2, comma 1, lett. d), TUR, scontano l’imposta fissa se le relative disposizioni soggiacciono all’IVA, negli altri casi sono soggette alle aliquote stabilite per i corrispondenti atti formati nello Stato.

La differenza tra le due norme è che nel caso dell’art. 2 TUR la registrazione è obbligatoria, mentre la fattispecie regolata dall’art. 11, parte II tariffa allegata al TUR deve essere tassata solo in caso d’uso (ai sensi dell’art. 6 TUR il caso d’uso si configura quando il documento viene depositato presso le amministrazioni dello Stato.).

Le disposizioni rilevanti ai fini dell’imposta di registro che emergono dal caso esemplificato sono due:

1) la divisione del compendio immobiliare;
2) il pagamento del conguaglio di € 150.000,00 che Caio versa a Tizio per pareggiare il maggior valore derivante dall’assegnazione degli immobili situati in Italia.

 

L’articolo, a cura della dott.ssa Chiara Porrovecchio e del dott. Paolo Antonio Iacopino, è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 5/2016, dove è possibile leggere l’articolo completo. La Rivista è disponibile anche in ABBONAMENTO in offerta speciale!

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Autore dell'articolo
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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

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