IFRS per le piccole e medie imprese

Gli IFRS per le PMI

di Paolo Battaglia CommentaIn Contabilità e Bilancio, Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

I Principi Contabili Internazionali IAS/IFRS sono nati dall’esigenza di fornire uno standard, un linguaggio comune per fare business, un modo per rendere la contabilità aziendale comprensibile e comparabile anche fuori dai confini nazionali.
Sono la conseguenza della crescita dell’internazionalizzazione e dei commerci e sono particolarmente importanti per le società che operano in più Paesi.
Gli IAS (International Accounting Standard), denominati dal 2001 IFRS (International Financial Reporting Standard), rappresentano l’ultimo punto di arrivo di un lungo processo di armonizzazione delle legislazioni contabili di tutti gli Stati dell’UE, nel tentativo di farle convergere verso il modello americano degli US GAAP, anche in considerazione del fatto che la IV e la VII direttiva CEE (in tema di Bilancio d’esercizio e di Bilancio consolidato) non sono riuscite a raggiungere lo stesso scopo di armonizzazione.

In definitiva, la principale differenza tra IAS e IFRS è che gli IAS furono pubblicati dall’IASC (International Accounting Standards Committee) tra il 1973 e il 2001, mentre gli IFRS sono stati pubblicati dall’IASB (International Accounting Standards Board) dal 2001. Quindi, standard che furono stabiliti dallo IASC (il predecessore dello IASB) sono ancora in uso oggi e vanno sotto il nome di IAS, mentre gli standard stabiliti dallo IASB sono chiamati IFRS.

Il presente articolo è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 2/2016, disponibile anche in ABBONAMENTO in offerta speciale!

Proprio per questa coesistenza ancora oggi di IAS e di IFRS, ci si riferisce generalmente ai Principi Contabili Internazionali con il termine di IAS/IFRS.
In assenza di uno Principio o Standard o di una interpretazione che specificamente si applichi ad una operazione o a un fatto contabile, il contabile deve usare il proprio giudizio e buon senso nello sviluppare e applicare una policy di contabilità che sia sempre rilevante ed affidabile.

In Italia il d.lgs. 38/2005 ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2005 l’obbligo di applicare gli IAS/IFRS solo per alcune tipologie societarie (ad es. società quotate, banche ed intermediari finanziari ed imprese di assicurazione). Però già l’art. 20, comma 2 del d.l. 91/2014 ha esteso la possibilità di applicare i principi contabili internazionali su base facoltativa a tutte le imprese italiane non quotate in borsa, pur mantenendo l’esclusione delle società che per limiti dimensionali rientrano tra quelle che redigono il bilancio in forma abbreviata (ai sensi dell’art. 2435-bis c.c.).

Naturalmente, questa notevole innovazione contabile sembra essere stata digerita con difficoltà dalle categorie contabili nazionali, stante la mole di norme IFRS molto dettagliate e complesse nell’applicazione pratica, oltre che per motivi strettamente legati ai costi (si pensi alle perizie e alle stime per applicare il criterio del fair value o valore equo ad alcune categorie di strumenti finanziari o immobilizzazioni).

In ogni caso, gli IAS/IFRS stanno progressivamente rimpiazzando i tanti standard nazionali. In Italia le società che non applicano i Principi Contabili Internazionali adottano per i propri bilanci quanto previsto dalla disciplina contabile nazionale (artt. 2423 – 2435-bis del Codice Civile), disciplina supportata e integrata dai Principi Contabili Nazionali, gli OIC, emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità.

In prospettiva, comunque, tutte le società dovranno adottare gli IAS/IFRS e si pongono fin d’ora, per molte società, problemi pratici e applicativi, anche in considerazione dei diversi obiettivi tra contesti internazionali (IAS/IFRS) e la disciplina nazionale che si pone obiettivi diversi da quelli per cui si è giunti agli IAS/IFRS.

Il 9 luglio 2009 l’International Accounting Standards Board (IASB) ha pubblicato gli IFRS for SME, gli IFR per le PMI. Questi principi forniscono
un quadro alternativo che può essere utilizzato, dai soggetti ammissibili, al posto del set completo degli IFRS. In realtà non si tratta di norme finalizzate solo alle piccole e medie imprese, ma a tutte le aziende private indipendentemente dalle dimensioni che non siano enti di interesse pubblico.
Questi Principi Contabili sono stati elaborati soprattutto per rispondere alle preoccupazioni dei paesi che avevano adottato l’IFRS per tutte le società, pur nella consapevolezza dell’aggravio di oneri sulle imprese più piccole. Questi adattamenti sono avvenuti in molti Paesi e la decisione sull’ampiezza della platea delle imprese coinvolte e sul grado di adattamento dei principi contabili sono stati diversi da Stato a Stato. Tali adeguamenti sono già stati realizzati nel Regno Unito, per esempio.

Gli IFRS per le PMI sono principi che incorporano i principi contabili che si basano sui c.d. Full IFRS, ma sono stati semplificati per soddisfare gli obiettivi anche delle piccole e medie imprese, rimuovendo alcuni trattamenti contabili previsti nei Full IFRS ed eliminando elementi e requisiti informativi che non sono in genere rilevanti per le PMI, semplificando i requisiti di rilevazione e di valutazione, riducendo il volume dei requisiti contabili applicabili alle PMI di oltre il 90 per cento se confrontato con la serie completa degli IFRS.

Le imprese anche medie o piccole che redigono il bilancio utilizzano gli IFRS per le PMI, cioè facendo riferimento alla conformità del bilancio agli IFRS per le PMI, avranno migliori opportunità di accesso al credito o a capitali d’investimento proprio perché viene loro riconosciuto un plus a livello internazionale.
In realtà l’obiettivo della predisposizione di un bilancio secondo gli IFRS per le PMI è di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale, reddituale e sui propri flussi di cassa utili per il processo decisionale di una vasta platea di utenti, anche partner commerciali, non solo per finanziatori ed investitori.

I principi di redazione del bilancio d’esercizio sono fissati in una struttura denominata “Framework”.

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Autore dell'articolo

Paolo Battaglia

Esercita la professione di dottore commercialista e revisore contabile in Sicilia presso lo studio da lui diretto dal 1994, con sede a Ragusa, specializzato in pianificazione fiscale e finanziaria. È presidente della Commissione per la consulenza di direzione aziendale presso l’ODCEC di Ragusa, relatore in convegni su tematiche relative alla pianificazione internazionale di business.

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