Collegamenti aerei dall’UE al Regno Unito in caso di Brexit senza accordi

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Fiscalità Estera, Primo Piano

Il regolamento UE 2019/502 sulle norme comuni che garantiscono la connessione aerea è entrato in vigore nel marzo 2019; esso fornisce la base per consentire ai paesi dell’UE di autorizzare le compagnie aeree del Regno Unito a operare sul proprio territorio, se il Regno Unito lascia l’UE senza un accordo. Fatte salve alcune modifiche minori, tale regolamento si applica, anche, alla Norvegia e all’Islanda.

Il regolamento dell’UE era, originariamente, destinato ad applicarsi fino alla fine di marzo 2020 ma una proposta di estensione, fino a ottobre 2020, è stata annunciata dalla Commissione europea il 4 settembre 2019. I diritti che il regolamento fornisce alle compagnie aeree del Regno Unito sono subordinati alla concessione di diritti equivalenti alle compagnie aeree dei paesi dell’UE da parte del Regno Unito.

Nel marzo 2019, il Regno Unito ha reso una dichiarazione che chiarisce la sua posizione in merito ai diritti delle compagnie aeree dei paesi  dell’UE di operare per la durata del regolamento UE.  Al fine di fornire maggiore certezza ai consumatori e all’industria, il Regno Unito propone, anche, di prorogare il periodo per il quale tali misure di emergenza si applicano per coprire la stagione estiva IATA 2020 (che dura fino al 24 Ottobre 2020), per i servizi aerei tra il Regno Unito e l’Ue. Questa proposta rimane soggetta alla reciprocità da parte dell’UE.

Gli obiettivi alla base della posizione del Regno Unito, in merito a questi accordi di emergenza, sono triplici:

  • fornire certezza e rassicurazione all’industria e ai consumatori;
  • minimizzare il rischio di un’interruzione dei collegamenti, soprattutto a breve termine;
  • mantenere il principio di parità di condizioni per le società del Regno Unito nei negoziati futuri.

Il Regno Unito ha, inoltre, scelto – per la durata di queste misure di emergenza – di adottare un approccio più liberale rispetto all’UE in alcune aree selezionate, al fine di ridurre i disagi per i consumatori. Avvierà, tuttavia, dei negoziati su accordi futuri sulla base dell’equivalenza e a condizioni di parità. Tali disposizioni si applicheranno anche all’Islanda e alla Norvegia.

Ai sensi del regolamento UE, le compagnie aeree del Regno Unito avranno il diritto di volare, attraverso il territorio dell’UE e di effettuare soste per scopi non di traffico (vale a dire fare rifornimento o effettuare manutenzione senza imbarcarsi o sbarcare passeggeri o merci). Avranno il diritto di prestare servizi senza restrizioni tra due paesi, uno dei quali si trova nel Regno Unito e l’altro in uno Stato membro dell’UE (la “terza e quarta libertà aerea”); prestare servizi dal Regno Unito ad uno Stato membro dell’UE e in un paese al di fuori dell’UE (“quinta libertà”) entro un limite massimo di 5 mesi dalla data in cui il Regno Unito lascia l’UE.

Ad oggi, il Regno Unito intende consentire alle compagnie aeree degli Stati membri dell’UE di volare sul proprio territorio e effettuare scali per scopi non di traffico ritenendo che i mercati liberalizzati nei servizi aerei promuovano la scelta e la connettività nell’interesse dei consumatori. Pertanto, per tutta la durata di queste misure di emergenza, il Regno Unito intende andare oltre la reciprocità simmetrica e consentire alle compagnie aeree degli Stati membri dell’UE di operare da qualsiasi punto dell’UE verso il Regno Unito (settimo diritto di traffico in libertà). Spetterebbe, comunque, allo Stato membro dell’UE interessato rilasciare un’autorizzazione operativa a una compagnia aerea di uno Stato membro dell’UE autorizzata in un altro Stato membro dell’UE a operare dal proprio territorio.

Coerentemente con il principio di reciprocità, le compagnie aeree degli Stati membri dell’UE che operano da e verso il Regno Unito sono tenute a presentare i loro piani operativi e i programmi alla CAA.

L’autorizzazione a prestare servizi aerei è concessa ai sensi dell’articolo 250 del decreto di Air Navigation 2016. In tutti i casi l’autorizzazione è concessa, solo, se la compagnia aerea dello Stato membro dell’UE si conforma alla sicurezza e agli altri requisiti previsti dall’autorità per l’aviazione civile. Per i servizi di linea, i permessi per i vettori esteri sono, generalmente, forniti su base stagionale, mentre per le operazioni charter possono essere concessi per una serie o come permesso individuale per un volo ad hoc.

L’ UE ha dichiarato che le compagnie aeree del Regno Unito in possesso di una licenza prima dell’uscita dall’Ue continueranno a essere autorizzate a operare a condizione che siano di proprietà dei cittadini del Regno Unito e o cittadini dell’UE e dei paesi SEE. Anche le nuove compagnie, a seguito dell’uscita dall’UE, richiedono la proprietà dei cittadini britannici.

Il Regno Unito ritiene che le restrizioni alla proprietà e al controllo delle compagnie aeree siano obsolete e non riflettano la realtà dei mercati dei capitali globali e le basi su cui vengono effettuati gli investimenti. Ciò che conta è che una compagnia aerea sia sicura, protetta e adeguatamente regolata, non la nazionalità dei suoi azionisti. Le restrizioni alla proprietà e al controllo limitano, semplicemente, la capacità delle compagnie aeree di raccogliere capitali e strutturarsi in modo efficiente ed efficace.

L’ UE ha chiarito che le compagnie aeree del Regno Unito non saranno più in grado di gestire servizi all’interno dell’UE, compresi i servizi domestici (di cabotaggio).  Il Regno Unito avvierà delle discussioni sul potenziale futuro delle norme di cabotaggio.

Il regolamento dell’UE consentirà alle compagnie aeree del Regno Unito di operare utilizzando i propri aeromobili, aeromobili noleggiati senza equipaggio (“dry lease“) da qualsiasi locatore o aeromobili noleggiati con equipaggio (“wet lease“) da un altro operatore del Regno Unito. Tuttavia, il regolamento UE prosegue stabilendo che una compagnia aerea britannica sarà in grado di operare utilizzando un aeromobile noleggiato da una compagnia aerea di uno Stato diverso dal Regno Unito, se tale noleggio sarà giustificato da esigenze eccezionali o difficoltà operative. Il Regno Unito ha da tempo ritenuto che accordi di dry lease consentano al mercato di operare senza intoppi e superare difficoltà a breve termine che altrimenti causerebbero perturbazioni per i consumatori. Pertanto, il Regno Unito intende adottare un approccio più flessibile per la durata di questa misura.

Le compagnie aeree dell’UE sarebbero in grado di operare da e verso il Regno Unito utilizzando i propri aeromobili o aeromobili noleggiati presso un altro operatore. Tuttavia, se una compagnia aerea dell’UE desidera operare nel Regno Unito utilizzando aeromobili noleggiati, dovrebbe richiedere una previa approvazione alla CAA (Civil Aviation Authority) britannica. Se una compagnia aerea di uno Stato membro dell’UE desidera operare nel Regno Unito utilizzando aeromobili noleggiati con equipaggio da un operatore non è uno Stato membro dell’UE, dovrebbe dimostrare l’eccezionalità delle esigenze. Va, inoltre, notato che le compagnie aeree dell’UE dovrebbero, anche, chiedere l’approvazione di tale contratto di noleggio dall’autorità competente nel relativo Stato membro dell’UE, come previsto dal Regolamento 1008/2008.

Il regolamento UE stabilisce le modalità con cui le compagnie aeree del Regno Unito potranno condividere il codice con altre compagnie aeree sui servizi da e verso l’UE. Mentre le compagnie aeree del Regno Unito saranno in grado di condividere il codice con le compagnie aeree sui loro servizi da e verso l’UE, la disposizione non include la possibilità per le compagnie aeree del Regno Unito di condividere il codice con le compagnie aeree degli Stati membri dell’UE su servizi interamente all’interno dell’UE. Le compagnie aeree degli Stati membri dell’UE già in code-sharing con compagnie aeree del Regno Unito su servizi interamente all’interno del Regno Unito non subiranno modifiche. Eventuali richieste aggiuntive di code-sharing, ad esempio sui servizi aerei domestici del Regno Unito, saranno soggette all’approvazione, in linea con il principio di reciprocità.  La presente dichiarazione non inciderebbe sugli accordi di code-sharing con compagnie aeree di paesi terzi.

Il regolamento UE autorizza la Commissione a monitorare la concorrenza tra le compagnie aeree del Regno Unito e le compagnie aeree degli Stati membri dell’UE per la durata del regolamento. Se le condizioni sono ritenute inique, la Commissione può stabilire limiti alla capacità ammissibile per le compagnie aeree del Regno Unito o richiedere ai paesi dell’UE di rifiutare, sospendere o revocare l’autorizzazione a operare. Le circostanze in cui l’UE prenderebbe tali misure sarebbero se il Regno Unito fornisse sovvenzioni alle sue compagnie aeree, o non riuscisse ad applicare il diritto della concorrenza o mantenere un’autorità indipendente della concorrenza.

La Commissione proporrebbe, inoltre, restrizioni se l’applicazione del Regno Unito di norme in materia di sicurezza, diritti dei lavoratori, diritti dei passeggeri o ambiente fosse considerata inferiore a quella prevista dal diritto dell’UE.

In termini di accordi reciproci, la CAA collaborerà con il Dipartimento dei trasporti per monitorare il trattamento delle compagnie aeree del Regno Unito che operano nell’UE e garantire che siano in grado di competere con le compagnie aeree degli Stati membri dell’UE in condizioni di parità. In particolare, saranno esaminate e messe in atto le discriminazioni o le restrizioni non necessarie imposte alle compagnie aeree del Regno Unito nelle loro operazioni verso l’UE.

Fonte:informazioni dal Governo del Regno Unito tradotte e coordinate da Guido Ascheri


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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. Scarica la presentazione dello Studio Ascheri & Partners.

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