Cina: investire all’estero e stabile organizzazione

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera

Una degli aspetti  più importanti da considerare nel momento in cui un’impresa decide di investire all’estero è l’aspetto fiscale. E’ importante valutare a priori il tipo di attività che si andrà a svolgere, l’inquadramento che tale attività avrà nel paese straniero e quindi gli obblighi e adempimenti in materia di imposte dirette e indirette presso lo Stato estero.

La comunità internazionale ha elaborato un sistema di norme di istituti utili ed evitare casi di possibile doppia tassazione per le società che operano in più paesi.
Nel caso in cui una società residente in uno stato produca reddito di impresa in un territorio diverso da quello della propria residenza fiscale, essa dovrà verificare se in tale stato estero si configuri l’esistenza del cosiddetto status di stabile organizzazione, in presenza di quest’ultimo la società deve verificare le regole applicabili nello Stato estero al fine di determinare le imposte inerenti.

Per determinare i presupposti in base ai quali si configura la stabile organizzazione, il contribuente fa riferimento sia alle norme interne dei due stati coinvolti e sia alle norme convenzionali operanti fra i due stati, in presenza di un conflitto tra i due tipi di normative, sarà la seconda ad avere la priorità ed essere applicata, infine, se non esiste alcun tipo di norma, si farà riferimento ai principi internazionali ed al modello OCSE contro le doppie impostazioni.

La stabile organizzazione viene definita dall’art. 5 del modello OCSE come “una sede di affari mediante cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività” ed è suddivisa in tre tipi di organizzazione:

– Stabile organizzazione materiale;
– Stabile organizzazione personale;
– Stabile organizzazione da partecipazione di controllo;

L’OCSE stabilisce che  debba essere soddisfatto un certo numero di condizioni affinché si possa presumere l’esistenza di una stabile organizzazione:

– Deve esservi una sede di affari;
– La sede di affari deve essere fissa;
– Il contribuente deve avere diritto all’utilizzo di tale sede di affari;
– L’utilizzo della sede di affari deve durare per almeno un certo periodo di tempo;
– L’attività dell’impresa deve essere svolta attraverso quella sede di affari;

L’art. 5, inoltre, nel paragrafo 2 fornisce una lista di esempi che rientrano nella definizione di sede di affari:

– Una sede di direzione;
– Una succursale;
– Un ufficio;
– Un’officina;
– Un laboratorio;
– Una miniera, o giacimento petrolifero di gas, una cava ogni altro luogo di estrazione di risorse naturali.

Il modello OCSE richiede un tempo minimo di utilizzo della seda d’affari di 12 mesi al fine di accertare l’esistenza di una stabile organizzazione. L’arco temporale viene definito a partire dal giorno in cui la sede d’affari è a disposizione dell’impresa estera per lo svolgimento della propria attività e termina nel momento in cui l’attività non viene più svolta, la sede viene affittata a terzi o l’azienda perde il diritto di utilizzare la sede d’affari per i propri scopi economici.

Per quanto riguarda la Cina, i presupposti circa la definizione di stabile organizzazione vengono indicati nei trattati fiscali contro le doppie imposizioni stipulati dalla Cina con altri Paesi e attraverso norme interne.

In assenza di accordi contro la doppia imposizione fiscale e quindi di una più favorevole norma fiscale, l’impresa straniera non dotata di stabile organizzazione, è soggetta alla ritenuta d’imposta del 10% su dividendi, interessi, royalty e canoni di fonte cinese; un’impresa con una filiale registrata in Cina sarà tassata, invece, fino al 25 % sul reddito prodotto sul territorio cinese.

Secondo i trattati fiscali stipulati dalla Cina, un’impresa che realizza attività economica in Cina mediante una stabile organizzazione sarà soggetta a tassazione in Cina in misura in cui tali redditi siano attribuibili alla stabile organizzazione.

In base alle disposizioni stipulate dalla Cina con diversi Paesi e in base alla “Circolare sull’interpretazione riguardante la questione se gli organi di rappresentanza residenti rientrano nella categoria delle stabili organizzazioni previste nelle convenzioni fiscali”, sono da considerarsi stabili organizzazioni le imprese che hanno:

– uno stabilimento o un posto in cui si esercitano attività commerciali in Cina;
– un cantiere, un progetto di costituzione, monitoraggio o installazione o di attività correlate di vigilanza che durano per un certo periodo di tempo
– Nominano un agente in Cina, per concludere contratti o accettare ordini in Cina
– dipendenti che lavorano in Cina per un certo periodo di tempo

Non rientrano fra le stabili organizzazioni:

a) le installazioni utilizzate ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna di merci della propria impresa;
b) lo stoccaggio delle merci della propria impresa ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
c) lo stoccaggio delle merci della propria impresa ai soli fini di lavorazione per un’altra azienda;
d) una sede fissa di affari utilizzata al solo scopo di acquistare merci o di raccogliere informazioni per la propria impresa;
e) una sede fissa di affari utilizzata al solo fine di esercitare le altre attività di carattere preparatorio o ausiliario;
f) una sede di affari utilizzata per motivi combinati come descritti dal punto a) al punto e), se la combinazione di tutte le attività presso detta sede ha il carattere preparatorio o ausiliario.

Per quanto riguarda i progetti di edilizia, essi vengono considerati stabile organizzazione a condizione che la durata del progetto raggiunga almeno i sei mesi. Se durante l’esecuzione di un progetto il lavoro è temporaneamente sospeso a causa di problemi relativi alla fornitura di impianti, di materiali, di forza lavoro o per avversità climatiche, ma il progetto non viene cessato e il personale e le attrezzature non vengono completamente rimossi, la durata deve essere calcolata in maniera continuativa e il periodo di sospensione non può essere dedotto.

Lo status di stabile organizzazione si acquisisce anche attraverso le prestazioni di servizi, compresi i servizi di consulenza, effettuati da un’impresa di uno Stato contraente per mezzo di impiegati o di altro personale nell’altro Stato contraente, purché tali attività si protraggano per lo stesso progetto o per un progetto collegato per un periodo o per periodi che oltrepassano in totale i 6 mesi nell’arco di 12 mesi.

Secondo gli accordi stipulati dalla Cina, le attività di rappresentanza potrebbero costituire lo status di stabile organizzazione; ciò si verifica nel caso in cui l’impresa ricorra alla promozione dei propri affari per mezzo di un agente direttamente dipendente dalla stessa. Infatti, qualora vi sia un agente che agisce in Cina per conto dell’impresa e che abitualmente conclude contratti a nome dell’impresa, si considera che tale impresa abbia una stabile organizzazione. Invece, non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in Cina solo per il semplice fatto che essa eserciti la propria attività utilizzando un intermediario  indipendente a condizione che lo svolgimento delle attività di tale persona possa rientrare nell’ambito della sua ordinaria attività.

Infine, allo scopo di verificare se la presenza di dipendenti della casa madre inviati ad eseguire progetti o servizi nello stato estero possa far configurare lo status di stabile organizzazione, il governo cinese ha stipulato diversi accordi con moltissimi Paesi. In base a quest’ultimi, lo status di stabile organizzazione può essere attribuito in base a due differenti regole, la regola dei 183 giorni e quella dei sei mesi.

In base alla prima regola, il periodo di calcolo inizia un mese prima che i dipendenti raggiungano il Paese e finisce nel mese in cui i dipendenti lasciano il paese dopo aver portato a termine il loro servizio. Un solo giorno di servizio in un mese in Cina viene considerato come una prestazione di servizi per l’intero mese ma, se non ci sono espatriati in Cina per  30 giorni consecutivi, sarà detratto un mese.

Lo status di stabile organizzazione si innesca quando i dipendenti sono in Cina per più di sei mesi, in un periodo di 12 mesi. In base alla regola dei 183 giorni, invece, il conteggio dei giorni inizia nel momento in cui i lavoratori raggiungono la Cina e finisce nel momento in cui essi finiscono il loro servizio.  Qualora il progetto duri diversi anni, lo status di stabile organizzazione si innescherà nel momento in cui il limite dei 183 giorni è raggiunto all’interno del periodo dei 183 giorni.

Autore dell'articolo
identicon

Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *