Business Angels o Angel Investors sono gli investitori informali in capitali di rischio

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Piccoli e medi investitori, manager o ex manager con buona capacità imprenditoriale che lavorano in gruppi o cordate dette “ban” Business Angels network. Investono dai 100 ai 150 mila euro ad operazione in Italia nelle PMI.

Le Piccole e Medie Imprese PMI, in inglese Small and Medium Enterprise SMEs, in tempi di crisi hanno più difficoltà ad ottenere finanziamenti che consentano di rimanere sul mercato mantenendo l’attività in essere e proponendo prodotti e servizi innovativi e competitivi a livello nazionale o nel disegno di internazionalizzazione del progetto di impresa. Un’aiuto sono i Business Angels. Gli angeli del business, cioè quegli “investitori-angeli” che affiancano le start-up contribuendo, soprattutto dal punto di vista finanziario, ad accrescere la capacità produttiva dell’azienda. Se avviare l’impresa può essere relativamente semplice, più problematico risulta la permanenza sul mercato. La difficoltà maggiore è la mancanza di risorse, aspetto critico da risolvere se si vuole traghettare un’azienda dalla fase di avvio allo stadio di una maggiore solidità, generando cicli virtuosi di autofinanziamento.

È questo un obiettivo-problema riscontrato dai venture capitalists, gli operatori cioè, che professionalmente apportano capitali di rischio e conoscenze per creare valore a medio-lungo termine nelle medio-piccole imprese che vogliono espandersi o iniziare e non hanno accesso a forme di finanziamento pubblico. Decidono pertanto di investire nella fase antecedente o di avviamento d’impresa vero e proprio e trovano una oggettiva difficoltà a fornire il cosiddetto Seed e Start Up Capital per gli elevati costi informativi e gestionali, non compensati da adeguati capital gain.

Ottenere il supporto di questi investitori-manager esperti non è scontato perché, apportando capitali propri, i Business Angels devono valutare attentamente l’idea imprenditoriale individuandone rischi e opportunità. Non sono d’altra parte Angels. Il loro fine ultimo, come nel caso del venture capitalist, è quello di monetizzare, entro un arco temporale di medio periodo (dai 3 ai 5 anni), una significativa plusvalenza al momento dell’uscita dalla compagine societaria. Oltre ai capitali, gli angeli finanziatori mettono a disposizione dell’impresa anche la loro esperienza manageriale e la loro rete di contatti.

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 2/2014 di cui si riporta il Sommario Completo:

– Le clausole penali nel commercio internazionale di Sara Martucciello

Capital Gain internazionali da parte di un residente in Italia di Carlo Adriani

Il principio di neutralità fiscale nella Fusione Inversa Intracomunitaria e l’opzione di affrancamento dei maggiori valori contabili espresso nella Legge di Stabilità 2014  di Chiara Porrovecchio

Lavoratori non residenti (Parte 2°) di Luigi Rodella

– Le nuove procedure concorsuali in Cina (parte 2°) di Silvia Salvini

– Guida alla costituzione di una societa a Malta (parte 2°) di Guido Ascheri, Paolo Battaglia

– Business Angels o Angel Investors sono gli investitori informali in capitali di rischio di Francesca Romana Bottari

– Quesiti

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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