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Brexit: ultimi aggiornamenti per il settore dei servizi finanziari

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Fiscalità Estera, Primo Piano

In occasione dell’inizio dei negoziati sul futuro dei rapporti tra Europa e Regno Unito, è stato lanciato il nuovo servizio RegZone, che fornisce una serie di aggiornamenti in tempo reale sugli sviluppi della Brexit per le società di servizi finanziari.

Gli aggiornamenti settimanali analizzano e commentano gli ultimi sviluppi più significativi avvenuti nell’ultima settimana.

Fra i vari aggiornamenti, è stato pubblicato il discorso di Alex Brazier, Direttore Esecutivo per la Strategia in tema di stabilità finanziaria e rischio, nel quale sono stati trattati argomenti quali le possibili problematiche derivanti dalla Brexit, tra cui le preoccupazioni inerenti i contratti relativi ai prodotti derivati negoziati fuori borsa – (i cosiddetti OTC derivative contracts) e la disaggregazione dei servizi bancari.

Nel discorso sopra menzionato, è stato fatto cenno anche ai rischi macro-prudenziali e una possibile pianificazione di emergenza nel caso di “no deal” scenario. Nel suo discorso, Alex Brazier ha evidenziato il piano del Regno Unito di adottare una legislazione di emergenza al fine di garantire dei permessi temporanei per consentire alle aziende europee di continuare a svolgere attività commerciale anche dopo la Brexit. Tuttavia, le imprese potranno continuare a fornire i loro servizi solamente se tali permessi verranno garantiti sia da parte dell’Unione Europea che dal Regno Unito.

Sempre su RegZone sono state poi evidenziate le proposte legislative della Commissione Europea per l’ipotesi in cui si venisse a configurare il cosiddetto “no deal scenario”, e cioè il caso in il Regno Unito dovesse uscire dall’Unione Europea senza la conclusione di un preventivo accordo che regoli i rapporti tra le due parti.

Il 18 aprile il Financial Times aveva comunicato che la Commissione Europea ha messo in cantiere dalle 30 alle 40 proposte legislative per far fronte a tale evenienza, nella malaugurata ipotesi in cui le negoziazioni relative alla Brexit dovessero interrompersi.

Tali proposte di legge saranno disponibili al momento della Brexit o alla fine del cosiddetto “transition period” e cioè il 31 dicembre del 2020. Tali proposte promettono di trattare un’ampia serie di tematiche, soffermandosi in particolare sui vari aspetti del settore finanziario, e verranno adottate prima della Brexit, quando il Regno Unito sarà ancora parte dell’Unione Europea. Le misure in questione potrebbero inoltre essere dirette anche alle aziende inglesi che conducono la loro attività nell’Unione Europea nell’ambito del regime del mercato unico.

Altro aggiornamento fornito da RegZone ha ad oggetto una serie di strumenti legislativi (Statutory Instruments) pubblicati dal Department for Exiting the EU, tra cui il regolamento del 2018 sui poteri del regolatore finanziario (Financial Regulators’ Powers (Technical Standards) (Amendment etc.) (EU Exit) Regulations 2018.

Nel Regno Unito, HMT (Her Majesty Treasury) ha confermato il suo approccio nel contesto della regolamentazione dei servizi finanziari dopo la (e in preparazione alla) Brexit. Le Autorità di controllo domestiche avranno determinati ruoli e responsabilità, mentre altre aree saranno riservate alla competenza di governo e parlamento.

Her Majesty Treasury ha inoltre comunicato che a breve verrà pubblicato il progetto di regolamento relativo all’attuale dibattito parlamentare sul EU Withdrawal Bill.

La bozza di regolamento è piuttosto complessa e concerne fondamentalmente due tematiche:

–          I rispettivi ruoli e responsabilità per la regolamentazione dei servizi finanziari on-shore dopo la Brexit (regolamentazione e ripartizione dei ruoli nel contesto della regolamentazione del settore finanziario – sia per quanto concerne la legislazione che le norme – che è attualmente gestita a livello dell’Unione Europea);

–          La correzione delle lacune nella regolamentazione dei servizi finanziari ai sensi della clausola n. 7 del EU Withdrawal Bill (come, ad esempio, la modifica della normativa europea in seguito al recepimento della stessa nel diritto interno inglese al fine di sopperire ad eventuali lacune).

L’intenzione è quella di mantenere l’attuale suddivisione di responsabilità prevista dal Financial Services and Markets Act (FSMA) regime. Il risultato è che le Autorità di controllo interne – tra cui Banca di Inghilterra, la Prudential Regulation Authority, la Financial Conduct Authority e il Payment Systems Regulator – assumeranno nuove responsabilità e poteri, come di volta in volta previsto. Inoltre, in aggiunta, gli stessi saranno responsabili per gli standard tecnici vincolanti (binding technical standards – “BTS”).

Vi sono due tipologie di standard: i Regulatory Technical Standards (RTS) e gli Implementing Technical Standards (ITS). Tali Standard vengono anche definiti come legislazione di livello 2.5.

Mentre il livello 1 fa riferimento a direttive e regolamenti (definiti anche come legislazione di tipo secondario), la legislazione di tipo terziario (o di secondo livello) – e cioè atti delegati e di esecuzione – riguarda le tematiche più importanti che vengono delegate alla Commissione Europea (tale settore diventerà responsabilità del parlamento UK e di Her Majesty Treasury). Per quanto riguarda le due categorie di standard sopra menzionate (BTS), questi appartengono al livello 2.5, e comprendono decisioni di tipo tecnico ma non di tipo strategico o politico. Le Autorità di Vigilanza europee (European Supervisory Authorities) giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo di tali standard (anche se tecnicamente questi vengono adottati dalla Commissione Europea come atti non legislativi). Infine vi sono le linee guida di terzo livello, emanate dalle Autorità di vigilanza (area che si ritiene diverrà responsabilità delle Autorità di controllo interne del Regno Unito).

Le responsabilità delle Autorità di controllo interne con riferimento ai binding technical standards (BST) avranno presumibilmente ad oggetto:

–          Trasposizione di tali standard in base all’accordo di recesso dall’Unione Europea;

–          Modifiche a tali standard in seguito alla Brexit per adattarli ai cambiamenti politici interni successivi alla Brexit, quando le politiche del Regno Unito probabilmente divergeranno in misura sostanziale da quanto previsto nei regolamenti dell’Unione Europea.

–          Il compito di emanare nuovi standard. La normativa interna del Regno Unito post-Brexit incorporerà i regolamenti di matrice Europea (sia la legislazione Europea direttamente applicabile nel Regno Unito, sia le leggi di attuazione delle direttive europee).

La responsabilità relativamente alla legislazione europea di primo livello e per gli atti non legislativi di secondo livello (BTS esclusi) rimarrà al Parlamento.

Il Sottocomitato europeo del Mercato Interno ha pubblicato il testo di una lettera in cui viene descritta la politica del governo in tema di aiuti di stato una volta che il regime europeo in tale materia cesserà di essere applicato al Regno Unito.

Gli aiuti di stato sono soggetti alle negoziazioni tra Regno Unito e UE ma la creazione di un nuovo regime per il solo Regno Unito comporterà la necessità di istituire un nuovo organismo di regolamentazione che vada a rivestire il ruolo attualmente ricoperto dalla Commissione Europea. È probabile che tale ruolo verrà ricoperto dal garante della concorrenza e del mercato (Competition and Markets Authority).

 

 



Autore dell'articolo
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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate.

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