Trust: i soggetti coinvolti

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

 I soggetti del trust: settlor, trustee, beneficiary o protector

Il trust non è un istituto espressamente riconosciuto nell’ordinamento giuridico italiano, benché le sue radici siano nel “negotium gestio fiduciae causa“ del diritto romano. Il suo utilizzo in Italia trova legittimazione a seguito della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1985, entrata in vigore nel 1992. Il trust è il rapporto giuridico che sorge per effetto della stipula di un atto tra vivi o di un testamento, con cui il soggetto disponente (settlor o grantor) trasferisce ad altro soggetto (trustee) beni o diritti con l’obbligo di amministrarli nell’interesse del disponente o del beneficiario (beneficiary) oppure per il perseguimento di uno scopo determinato, sotto l’eventuale vigilanza di un terzo (protector o guardiano), secondo le regole dettate dal disponente nell’atto istitutivo di trust e dalla legge regolatrice dello stesso, che deve essere necessariamente straniera (comunemente è molto utilizzata la normativa inglese).

Il Settlor può essere persona fisica o giuridica. Istituisce il trust e normalmente conferisce in esso i beni che costituiscono il fondo del Trust. Il conferimento nella prassi è irrevocabile, cosicché i beni confluiscono nel fondo in via definitiva, uscendo dalla disponibilità materiale e giuridica (salvo riserve di usufrutto, possesso, ecc.).

Il Protector (beneficiario) controlla sull’operato del trustee. È un ruolo esercitato da soggetti diversi dal disponente così da scongiurare il rischio che il trust possa essere considerato simulato e quindi nullo, giacché in molte legislazioni il potere del disponente sul trust istituito è previsto di blanda portata.

Il trustee può essere persona fisica o persona giuridica. L’atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralità di trustee, i modi di soluzione delle controversie. Il trustee ha la titolarità dei beni costituiti in trust ed ha l’obbligo di amministrarli in conformità delle istruzioni dettate dal disponente. La proprietà dei beni o diritti oggetto del trust spetta dunque al trustee, il quale è però gravato dall’obbligo di amministrarli nell’interesse altrui.

Il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a scopo benefico (es. “i miei nipoti e pronipoti…”).

Il Protector è una figura prevista nell’art. 8 della convenzione dell’Aja. Non è molto utilizzata, ma ha lo scopo di controllare sull’operato del trustee, di raccordare il rapporto fra trustee e settlor.

Protector e beneficiary entrambi svolgono comunque una funzione di controllo in modo da scongiurare il rischio che il trust possa essere considerato simulato e quindi nullo, giacché in molte legislazioni il potere del disponente sul trust istituito è previsto di blanda portata. I beni o diritti oggetto di trust costituiscono un patrimonio separato “tax property” rispetto ai rapporti giuridici personali del trustee e pertanto non possono essere aggrediti dai creditori personali del trustee, né fanno parte del regime matrimoniale o della successione del trustee.

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 11/2013 di cui si riporta il Sommario Completo:

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Autore dell'articolo
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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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