Welfare aziendale

Welfare aziendale e sistemi retributivi premianti

di Rag. Giuseppina Giorgi CommentaIn Lavoro

La legge di stabilità 2016 (n. 208/2015) ha apportato rilevanti modifiche all’art. 51 del Testo Unico delle Imposte Dirette intervenendo sulla disciplina della formazione del reddito di lavoro dipendente al fine di promuovere il welfare aziendale e consentendo al datore di lavoro di erogare somme, valori e servizi a favore dei lavoratori e dei loro familiari esenti da contribuzione previdenziale e imposizione fiscale.

La nuova disciplina amplia la platea delle somme e dei servizi che possono rientrare fra quelli agevolati e che possono essere corrisposte in sostituzione delle retribuzioni premiali, e ne estende la modalità di corresponsione.

Nel welfare aziendale si identificano una serie di azioni finalizzate a mettere a disposizione dei lavoratori, e loro familiari, beni, prestazioni, opere e servizi,  non monetari (benefit) allo scopo di migliorare, oltre all’immagine, all’appartenenza e il clima aziendale, il benessere dei lavoratori.

Le modifiche introdotte al citato art. 51 del TUIR prevedono che sono interamente escluse dalla base imponibile:

· (lettera f) “l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente  o in conformità di diposizioni di contratto o di accordo o di regolamento  aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari…” per le finalità di utilità sociale, quali educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto;
· (lettera f-bis) “le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte di familiari …, dei servizi di eduzione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari”;
· (lettera f-ter) le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti ….”.

La nuova norma condiziona l’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente dei benefit, al fatto che i destinatari degli stessi siano individuati:

– nella generalità dei dipendenti
– in categorie omogenee di dipendenti

intendendo un qualsiasi gruppo di dipendenti (es.: tutti gli impiegati, tutti i dirigenti, tutti i part-time, tutti i lavoratori a turni, ecc. ecc.) a prescindere dal fatto che solo parte di essi usufruiscano effettivamente dei benefits stessi.

Nella categoria di dipendenti devono essere ricompresi anche i titolari di reddito assimilati (co.co.co.).

La norma prevede che, oltre ai dipendenti, i servizi possono essere fruiti  anche dai loro familiari, indipendentemente dal fatto che risultino fiscalmente a carico, ossia da:

– coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
– figli, compreso i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati;
– genitori e, in mancanza, gli ascendenti prossimi;
– generi e nuore;
– suocero e suocera;
– fratello e sorella sia germano (nato dagli stessi genitori) che unilaterali ( nato da un solo genitore).

La nuova formulazione (lettera f-bis) comprende tutte le erogazioni corrisposte a titolo di premi di merito e sussidi per studio a favore di familiari, ivi comprese le spese per:

– rette scolastiche;
– tasse universitarie;
– libri di testo;
– incentivi per studenti che raggiungono livelli di eccellenza;
– trasporto scolastico;
– iniziative incluse all’interno del piano formativo (gite, visite guidate, ecc.);
– rimborsi spese per baby-sitting
– polizza famiglia;
– check-up medico presso strutture mediche specializzate.

L’intervento potrà prevedere sia l’erogazione del servizio che il rimborso della spesa sostenuta dal lavoratore o dal suo familiare opportunamente documentata sia nell’importo che nella finalità.

Il legislatore ha introdotto (lettera f-ter) anche una nuova previsione rivolta ai servizi di assistenza a familiari anziani o non autosufficienti, cioè coloro che non possono autonomamente espletare le funzioni di vita quotidiana.

E’ altresì prevista la possibilità di riconoscere i beni e i servizi in esame mediante voucher cartacei o elettronici, riportanti un valore nominale. Gli stessi:

– non costituiscono denaro;
– non possono essere monetizzati;
– non possono essere utilizzati da persona diversa dal titolare;
– non possono essere ceduti;
– l’intero valore deve dare diritto ad un solo bene, servizio, prestazione opera.

I piani di welfare aziendale possono essere predisposti in qualsiasi momento dell’anno e le norme non prevedono vincoli in termini di decorrenza e/o durata, volontariamente dal datore di lavoro con regolamento aziendale o (facoltativo) mediante accordo sindacale.

Si tratta di un provvedimento innovativo e di sicuro interesse in quanto si traduce in un risparmio per il datore di lavoro che non versa i contributi sulle somme o servizi erogate portando in deduzione le spese sostenute.

Della stessa autrice leggi anche l’articolo “Detassazione dei premi di risultato”.


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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

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