Incentivo per le assunzioni di lavoratori che percepiscono l’indennità di disoccupazione ASpI

di Rag. Giuseppina Giorgi CommentaIn Decreto Lavoro Governo Letta, Lavoro, Riforma Fornero

Incentivo per i datori di lavoro che, senza esservi tenuti, assumono, a tempo pieno e indeterminato, lavoratori che beneficiano dell’ASpI (l’Assicurazione Sociale per l’impiego, introdotta dalla “Riforma Fornero” dal 1° gennaio 2013):  a chi spetta e come si calcola.

Il “Decreto Lavoro”, convertito nella legge 99/2013, prevede, in favore dei datori di lavoro che, senza esservi tenuti, assumono a tempo pieno e indeterminato, lavoratori che fruiscono dell’ASpI (Assicurazione Sociale per l’impiego, introdotta dalla “Riforma Fornero” e entrata in vigore dal 1° gennaio 2013) un contributo pari al 50% dell’indennità ASpI mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore.

Possono usufruire dell’ASpI tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti, che sono in possesso dei seguenti requisiti:

–  stato di disoccupazione involontario dovuto a licenziamento, con esclusione delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali (salvo quelle intervenute a seguito di conciliazione ex art. 410 c.c. durante il tentativo obbligatorio di conciliazione per licenziamento), compreso le dimissioni intervenute durante il periodo di tutela della maternità e quelle verificatesi per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, mobbing, modifiche peggiorative delle condizioni di lavoro, spostamento ad altra sede in palese violazione alle comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, comportamento ingiurioso posto in essere nei confronti del lavoratore da parte del datore di lavoro o del superiore gerarchico);

– accredito di un contributo contro la disoccupazione in qualsiasi periodo purché nel biennio antecedente l’inizio dello stato di disoccupato, compreso la contribuzione dovuta e non versata (principio di automaticità delle prestazioni) e i contributi figurativi;

–  52 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l’inizio dello stato di disoccupato.

Per comprendere quale potrebbe essere effettivamente l’incentivo spettante al datore di lavoro che assume un lavoratore percettore di ASpI è necessario conoscere come viene calcolata l’indennità dopo la “Riforma Fornero”.

La base di calcolo dell’indennità è determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva delle mensilità aggiuntive.

Tale retribuzione va divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 4,33 al fine di ottenere la retribuzione media mensile.

L’importo mensile dell’ASpI è stabilito nel 75% della retribuzione media mensile se questa è pari o inferiore a 1.180 euro per il 2013 (importo rivalutato ogni anno sulla base dell’ISTAT).

In caso di retribuzione superiore a tale limite:

–  si calcola il 75% di 1.180 euro, pari a 885,00 euro;

–  tale valore (885 euro) si incrementa del 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo di 1.180, entro il limite invalicabile di 1.152,90 euro.

–  all’indennità ASpI, spettante al lavoratore, calcolata come su indicato, si applica una riduzione del 15% dopo i primi sei mesi e un ulteriore 15% dopo il 12° mese di fruizione.

Alla luce di quanto sopra, è evidente che l’importo dell’agevolazione sarà tanto maggiore, quanto più il lavoratore sarà all’inizio della percezione, essendo strettamente correlata alle mensilità di indennità non ancora corrisposte.

La durata dell’indennità è collegata all’età del lavoratore e per il 2013 è stabilita in:

–  8 mesi per i lavoratori che hanno meno 50 anni di età;

–  12 mesi per i lavoratori che hanno più di 50 anni di età.

Tali periodi aumenteranno progressivamente fino ad arrivare nel 2016 a 12 mesi “under 50” e 18 mesi “over 50”.

L’agevolazione, come detto in premessa, spetta “al datore di lavoro che senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno e indeterminato, lavoratori che fruiscono dell’ASpI”, non spetta se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo di legge o contrattuale, nei seguenti casi:

–  diritto di precedenza per tutte le assunzioni a termine o a tempo indeterminato in favore dei lavoratori licenziati, negli ultimi sei mesi, per giustificato motivo oggettivo;

–  diritto di precedenza, di dodici mesi, nelle assunzioni a tempo indeterminato per le mansioni già espletate nei confronti di lavoratori che abbiano già lavorato con uno o più contratti a termine per un periodo superiore a sei mesi e che abbiano esercitato il diritto, reso noto al datore di lavoro, entro sei mesi dalla cessazione del contratto;

–  diritto di precedenza alla trasformazione da tempo parziale a tempo pieno, in favore di lavoratori che, ad esempio, per seguire terapie oncologiche o salva vita, abbiano ridotto l’orario di lavoro;

–  obbligo di assunzione di personale disabile;

– sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale, fatti salvi i casi in cui l’assunzione sia finalizzata all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi;

–  licenziamenti, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo.

L’assenza delle citate cause ostative deve essere dichiarata dal datore di lavoro per accedere all’agevolazione.

Inoltre l’azienda deve essere in regola col versamento dei contributi, rispettare la parte economica e normativa del CCNL applicato e, se esistenti, gli accordi di secondo livello.

 


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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

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