Il contratto a tempo determinato e le novità introdotte dal Jobs act

di Rag. Giuseppina Giorgi 3 CommentiIn Decreto Lavoro Governo Letta, Lavoro, Rassegna Lavoro

È in vigore dal 20 maggio 2014, la legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione, con modificazioni, del DL 34/2014 (Jobs act o Decreto Lavoro)che contiene, fra l’altro, misure di semplificazioni in materia di contratti di lavoro a termine.

Le novità introdotte riguardano i seguenti aspetti:
l’apposizione del termine non è più subordinata all’indicazione di una causale giustificativa, nel limite complessivo dei 36 mesi;
• può essere stipulato per qualsiasi tipo di mansione;
• sono consentite fino ad un massimo 5 proroghe senza ragioni giustificative, nell’arco dei 36 mesi, a condizione che si riferiscano alla stessa attività lavorativa (stessa mansioni) per la quale il contratto è stato stipulato a termine;
• il numero totale dei contratti a tempo determinato non può superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, salvo diverse previsioni quantitative (maggiori o minori) previste dai CCNL.

Sono esclusi dai limiti quantitativi i contratti a termine stipulati per ragioni sostitutive, di carattere stagionale, per l’avvio di nuove attività e per lavoratori di età superiore a 55 anni.
Fino a 5 dipendenti è ammessa la stipula di un contratto a termine.

Il superamento del limite del 20% di utilizzo dei contratti a termine è punito con una sanzione pecuniaria amministrativa pari al:
20% della retribuzione, per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, per il primo lavoratore assunto in eccesso;
50% della retribuzione, per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, per i lavoratori assunti oltre il limite quantitativo superiore al primo.

I rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati prima della data di entrata in vigore del DL n. 34/2014 (21 marzo 2014) che comportino il superamento del 20%, non sono passibili di sanzione. Gli introiti derivanti dall’applicazione delle su dette sanzioni sono destinati al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

Il datore di lavoro che, all’entrata in vigore della legge, abbia in atto contratti di lavoro a termine che comportino il superamento del limite del 20% deve regolarizzare la propria posizione, rientrando nel suddetto limite, entro il 31 dicembre 2014.  In caso contrario dal 01/01/2015 gli è preclusa la possibilità di stipulare nuovi contratti a tempo determinato fino al rientro nell’ambito del limite di legge, oltre ad essere passibili delle sanzioni previste per il superamento della soglia.

Viene ribadito il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per il lavoratore che abbia prestato attività lavorativa, presso la stessa azienda, per un periodo superiore a 6 mesi, diritto che, a maggior garanzia del lavoratore, la nuova legge prevede che risulti espressamente richiamato nell’atto scritto di assunzione.
Per le lavoratrici il congedo obbligatorio di maternità, intervenuto nello svolgimento di un contratto a termine, è considerato utile ai fini del diritto di precedenza, diritto che, per le medesime lavoratrici, spetta anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, riguardo alle mansioni già espletate in esecuzione di precedenti contratti a termine.

Nessuna modifica è stata apportata rispetto:
all’apposizione del termine che è da considerarsi priva di effetto se non risulta da atto scritto;
alla durata dello stop and go, cioè l’intervallo che deve intercorrere fra un contratto a termine scaduto e una nuova riassunzione a termine (nel caso di successione di contratti a termine); la stipula di un nuovo contratto a termine è possibile solo dopo che sia trascorso un intervallo temporale minimo di 10 giorni (dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a 6 mesi), ovvero 20 giorni (dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a 6 mesi);
alla proroga c.d. di fatto dopo la scadenza, inizialmente fissata, per un periodo massimo di 30 giorni (per i rapporti inferiori a 6 mesi) ovvero 50 (per i rapporti di durata superiori a 6 mesi) con la sola maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del 20% fino al decimo giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore;
al superamento della durata massima di 36 mesi che comporta la conversione del rapporto di lavoro in contratto a tempo indeterminato.

 

Poiché l’argomento è stato a lungo dibattuto ed il contratto a termine è, in questo momento di crisi, la modalità di assunzione più utilizzata, abbiamo ritenuto opportuno dare una prima informazione in attesa che vengano chiariti i dubbi interpretavi dagli organi competenti.


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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

Comments 3

  1. Sono un lavoratore assunto con contratto a tempo INDETERMINATO PART-TIME , la ditta mi propone di licenziarmi e mi vorrebbe riassume con un contratto PART TIME a TEMPO DETERMINATO. la mia età anagrafica è oltre 55 anni la trasformazione è possibile ?
    Grazie

  2. Contratto a tempo DETERMINATO di 18 mesi in scadenza a giugno, unico dipendente, mi aspettavo un rinnovo, il primo, mi propongono un licenziamento ed una riassunzione dopo 20 giorni motivando ciò con l’impossibilità di rinnovare il contratto a causa del jobs act.
    Non erano possibili 5 rinnovi in 36 mesi senza soluzione di continuità?
    Grazie

  3. dopo l entrata in vigore del job act è possibile sottoscrivere contratti di lavoro a tempo determinato con causale?? Inoltre, supponendo che un’assunzione a-causale comporti il superamento della soglia del 20% è possibile inserire una causale (ben definita) in modo da “arginare” il vincolo del 20%. Cordiali saluti.

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