Inserisci l'e-mail con la quale ti sei registrato su FISCOeTASSE.com
Entra con le tue credenziali BusinessCenter o SiteCenter. Password dimenticata?
Servizio di analisi di classificazione doganale relativo al singolo prodotto di interesse, alla luce della normativa e della giurisprudenza comunitaria di riferimento, attraverso l’analisi delle caratteristiche merceologiche del bene per poter individuare l’aliquota daziaria ed eventuali misure restrittive (autorizzazioni, licenze).
Qualsiasi operazione commerciale internazionale fuori dai confini europei in un flusso export o in import, necessita di determinare la natura delle merci, ovvero, di attribuire un preciso codice doganale.
La corretta classificazione della merce deve avvenire tenendo conto delle fonti legalmente vincolanti, ed eventualmente facendo riferimento a fonti legalmente non vincolanti.
La classificazione doganale delle merci è dunque un aspetto importante del processo di conformità doganale. Non individuare correttamente il codice doganale della merce di interesse può avere un forte impatto finanziario sul proprio business. In generale, classificare doganalmente i prodotti di interesse permette di conoscere il corretto trattamento daziario ed eventuali misure extra tributarie associate al prodotto.
Il servizio verrà gestito in tre fasi:
Il Governo il 23/10/2023 ha presentato la bozza del Decreto Legislativo contenente modificazioni allo Statuto dei Diritti del Contribuente (Legge n. 212 del 27/07/2000) ed ha modificato l’istituto dell’autotutela, prevedendo l’esercizio del potere di autotutela obbligatoria (art. 10 quater) e l’esercizio del potere di autotutela facoltativa (art. 10 quinques).
Nel presente approfondimento si analizzano distintamente i due istituti per vedere se sono stati rispettati i principi e criteri direttivi della succitata legge delega (art. 76 della Costituzione).
Approfondimento gratuito in pdf di 5 pagine.
L’istituto dell’autotutela in materia tributaria si concretizza nella potestà della Pubblica Amministrazione di procedere all’annullamento, alla revoca totale o parziale, alla rettifica ovvero alla riforma di un provvedimento illegittimo precedentemente adottato, come previsto dall’art. 97, secondo comma, della Costituzione.
Prima della recente delega fiscale, il fondamento normativo dell’autotutela tributaria, oltre che nel principio generale di legalità, era da ricercare nell’art. 2-quater D.L. n. 564 del 30/09/1994, convertito con modifiche dalla L. n. 656 del 30/11/1994, e nel relativo regolamento di esecuzione D. M. n. 37 dell’11 febbraio 1997.
La legge n. 111 del 09 agosto 2023 con la quale è stata conferita delega al Governo per la riforma fiscale all’art. 4, primo comma, lett. h), ha previsto la necessità di:
L'approfondimento analizza in modo approfondito l'istituto dell'atto di recupero, la sua funzione informativa dell'insorgenza del debito tributario e la sua evoluzione a seguito della delega fiscale.
Viene inoltre approfondita la distinzione tra credito non spettante e credito inesistente, con riferimento alla sentenza n. 7615 del 3 marzo 2022 della Terza Sezione Penale della Corte di cassazione.
Il testo descrive le regole applicabili al recupero di tasse, imposte ed importi non versati, compresi quelli relativi a contributi ed agevolazioni fiscali indebitamente percepiti o fruiti ovvero a cessioni di crediti di imposta in mancanza dei requisiti. Viene inoltre descritta la procedura di sottoscrizione dei processi verbali redatti nel corso ed al termine delle attività amministrative di controllo fiscale.
Approfondimento gratuito in pdf di 10 pagine.
Il diritto al contraddittorio endoprocedimentale (prima e dopo la delega fiscale).
Approfondimento gratuito in pdf di 10 pagine.
L'approfondimento analizza l'evoluzione normativa del diritto al contraddittorio in ambito tributario, con particolare attenzione alla recente legge delega di riforma tributaria. L'autore fornisce una serie di principi stabiliti dalla Corte di Cassazione in merito al contraddittorio endoprocedimentale, e descrive le novità introdotte dalla legge delega di riforma fiscale, che abroga molte delle normative precedenti.
Con la recente legge delega di riforma tributaria è previsto il contraddittorio obbligatorio per tutti gli atti impositivi e sanzionatori comunque denominati, anche relativi ai tributi locali, salvo specifiche eccezioni tassative.
La garanzia del contraddittorio attiene ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, secondo comma, lett. m), della Costituzione (art. 1, comma 1, della bozza del decreto legislativo di modificazioni allo Statuto dei Diritti del Contribuente, che ha aggiunto il comma 3-bis).
Nell'approfondimento una panoramica completa delle normative che si sono succedute nel tempo e delle novità introdotte dalla legge delega di riforma fiscale.
Il presente testo, approfondendo sia il lato economico sia quello tecnico, vuole essere una vera e propria guida operativa per chiunque voglia trasformare la propria realtà in un’azienda ecosostenibile, associando il proprio brand al concetto di “sostenibilità”, producendo ricchezza, valore e, dunque, utile.
Il volume vuole fornire una sistematizzazione degli strumenti e delle iniziative attualmente disponibili per portare le imprese a bordo dell’agenda della sostenibilità e spingere i piccoli e medi imprenditori ad adottare modelli di business più responsabili dal punto vista ambientale, sociale e di governance, senza dimenticare le barriere principali alla transizione sostenibile delle aziende, legate a fattori istituzionali ma anche organizzativi e individuali: mancanza di competenze interne, di risorse finanziarie, di strumenti dedicati alle PMI, limiti burocratici, carenza della domanda dei consumatori.
Per tali motivi questa guida ha il suo punto di partenza nel Bilancio di sostenibilità come strumento a disposizione dell’imprenditore, indirizzato a tutti gli stakeholder e utilizzato per la rendicontazione delle performance di sostenibilità, che permette alle aziende di affermare la propria missione e i valori perseguiti, di riconoscere e misurare le prestazioni e i miglioramenti economici, ambientali, sociali e di governance e, di conseguenza, fissare obiettivi e sviluppare strategie efficienti ed efficaci nel- la gestione dell’organizzazione e del cambiamento.
La competitività delle aziende dipenderà sempre più dalla loro capacità di generare valore, di limitare l’uso di risorse e il consumo di energia, di evitare impatti negativi e di massimizzare gli effetti positivi, continuando a creare posti di lavoro, prodotti e servizi di alta qualità e sostenibili.
Obiettivo del libro è dunque aiutare le aziende a costruire una solida “reputation”, attuando le migliori pratiche e perseguendo processi ben pianificati che agevolano il percorso di crescita in tale ottica.
Monica Peta
Commercialista, Revisore Legale, PhD, componente della Commissione Reporting di Sostenibilità CNDCEC, è autore di pubblicazioni e docente di Corsi e Master universitari sulla rendicontazione e bilanci di sostenibilità.
Fabrizio Santori
Funzionario pubblico, esperto di Modelli di simulazione aziendali e di business game, docente di strategia d’impresa ed imprenditoria agricola professionale e di Master Agribusiness.
Alessandro Botti
Avvocato e docente universitario, esperto in diritto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, è Presidente del Consiglio direttivo di Ambiente Mare Italia, ETS.
Gabriele Felici
Commercialista, Revisore Legale, Partner di Bernoni Grant Thornton, è componente della commissione di Sostenibilità “Asseverazione e Certificazione” CNDCEC, docente della Scuola di Polizia Economica-Finanziaria della G.d.F.
Valerio Valla
Fondatore e Ceo di Studio Valla, consulente in pianificazione strategica di programmi comunitari e fondi strutturali, docente presso il Centro Studi enti locali di economia dell’Università di Pisa.
Premessa
Parte I
RENDICONTAZIONE SOCIETARIA DI SOSTENIBILITÀ E ANALISI DELLA DOPPIA MATERIALITÀ (di Monica Peta)
Introduzione
1 La responsabilità sociale dell’impresa, Corporate Social Responsability, “CSR”
1.1 La “Corporate Social Responsability” e la definizione di sostenibilità: origini ed evoluzione storica
1.2 I principi entrano nella norma: direttiva (EU) 254/14: “Non Financial Reporting Disclosure”, “NFRD”, o “DNF”
1.3 Il framework normativo internazionale e nazionale
1.4 L’acronimo “ESG”: l’Agenda 2030
1.5 Il target 12.6 della rendicontazione di sostenibilità
1.6 La direttiva europea (UE) 2022/2464, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea il 16 dicembre 2022, “CSRD”
1.6.1 L’ampliamento della platea delle imprese
1.6.2 PMI e principio di proporzionalità: casi specifici
1.6.3 La rendicontazione degli “ intangibili” e il principio di digitalizzazione
1.6.4 L’Assurance
1.6.5 “G”, governance e compliance
1.6.6 La supervisione e l’enforcement, i tempi attuativi della direttiva
2 La rendicontazione di sostenibilità
2.1 CSR, accounting e accountability
2.2 Impact accouting e valore per l’impresa e gli stakeholder
2.2.1 Cinque dimensioni degli impatti delle imprese
2.2.2 Impatto ambientale
2.2.3 Impatto sociale
2.2.4 Impatto governance
2.3 I principi di rendicontazione della sostenibilità
2.3.1 I principi generali di rendicontazione europea nella CSRD
2.3.2 I contenuti degli ESRS dell’EFRAG
2.4 La Taxnomy Regulation UE n. 825/2020 : “mandatory” vs “voluntary use”
2.4.1 I sei obiettivi ambientali della Green Taxnomy, art. 9
2.4.2 I principi ESRS “Environmental”
2.5 La comprehensive corporate reporting societaria
2.6 L’ESRS 1: i requisiti di informativa e principio di interconnessione con il bilancio
2.6.1 I principi generali della CSRD
2.6.2 L’obiettivo di migliorare le informazioni
2.6.3 Il confronto ESRS vs GRI
2.6.4 Il passaggio dalla DNF “AS IS” alla CSRD “TO BE”
3 Il bilancio di sostenibilità
3.1 I principi generali e le fasi per la redazione del bilancio di sostenibilità
3.1.1 Gli obiettivi ESG o “strategic goal”: esempi
3.1.2 Identificazione degli stakeholder
3.1.3 “Stakeholder mapping”
3.1.4 Questioni di materialità, rischi ed opportunità: ESRS1 e ESRS2
3.1.5 L’analisi e la valutazione della qualità della Doppia materialità
3.1.6 Il principio di materialità negli standard setter
3.1.7 La Doppia materialità e la gestione degli adeguati flussi informativi
3.1.8 Target operativi e KPI
3.1.9 Disclosure e relazione sulla gestione societaria
3.2 La rendicontazione sostenibile per le piccole e medie imprese
3.3 La revisione e l’attestazione di conformità della rendicontazione societaria di sostenibilità
3.4 Reasonable assurance, gradualità e specializzazione del revisore
3.5 I bilanci OIC verso l’informativa sostenibile
3.5.1 Gli effetti dei cambiamenti climatici sul bilancio OIC e la gestione del rischio
3.5.2 Le incertezze significative e l’adeguata informativa
3.5.3 La perdita di valore, l’OIC 9
3.5.4 Adeguata informativa e relazione sulla gestione ex art. 2428 c.c.
3.6 Al banco di prova i nuovi principi: semplificazioni e criticità
3.6.1 Due diligence e dialogo con gli stakeholder: la direttiva europea (CSDD), i principi ESRS e le Linee guida dell’OCSE
3.7 IFRS S1 e IFRS S2, governance e clima nell’informativa finanziaria di sostenibilità aziendale
Parte II
LA SOSTENIBILITÀ NEL RAPPORTO BANCA E IMPRESA (di Gabriele Felici)
4 La sostenibilità nel sistema bancario, gli orientamenti EBA, il valore d’azienda e la finanza per lo sviluppo sostenibile
Introduzione
4.1 La rendicontazione di sostenibilità e la determinazione del valore creato
4.1.1 L’integrazione delle informazioni finanziarie e non finanziarie
4.1.1.1 Environment, Social, Governance (ESG): verso un nuovo equilibrio
4.1.1.2 Il quadro internazionale ed europeo vigente, gli sviluppi della disciplina europea
4.1.1.3 L’informativa sulla sostenibilità ESG, la rendicontazione (tra obbligo ed opportunità) ed i relativi standard
4.1.1.4 ESG, da tecnica di comunicazione a strategia di sostenibilità
4.1.1.5 La sostenibilità nei rapporti tra banca e impresa
4.1.2 Sostenibilità, creazione del valore e valutazione d’azienda
4.1.2.1 La creazione di valore condiviso (CSV), dalla compliance alla strategia
4.1.2.2 Il bilancio di sostenibilità e la componente economica
4.1.2.3 Il valore e la creazione di valore nelle aziende
4.1.2.4 Il Sustainable Business Model (SBM)
4.1.2.5 La valutazione d’azienda e l’ESG score (uno studio italiano)
4.2 Sostenibilità e adeguati assetti gestionali, l’approccio prospettico (forward looking) e la sostenibilità aziendale
4.2.1 Assetti organizzativi dell’impresa
4.2.2 L’adeguatezza degli assetti organizzativo, amministrativo e contabile nel nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
4.2.2.1 La gestione d’impresa, il nuovo concetto e la definizione di crisi
4.2.2.2 La definizione funzionale degli adeguati assetti gestionali, i segnali e le segnalazioni quali nuovi strumenti di allerta
4.2.3 Sostenibilità ESG, l’integrazione negli assetti gestionali e nel sistema bancario
4.2.3.1 Assetti gestionali e sostenibilità ESG
4.2.3.2 Gli orientamenti EBA e l’integrazione ESG
4.3 Le linee guida EBA in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti
4.3.1 Gli sviluppi regolamentari in ambito bancario relativi ai fattori ESG
4.3.2 Gli adeguati assetti gestionali e gli orientamenti EBA in ambito ESG
4.3.2.1 Il necessario approccio prospettico (forward looking) nelle nuove regole bancarie
4.3.2.2 Gli orientamenti EBA, oggetto e ambito di applicazione
4.3.2.3 Cultura e governance del rischio di credito, la capacità attuale e prospettica di rimborso del debito
4.3.2.4 Procedure per la concessione di prestiti, analisi finanziaria, di sensibilità, di BM e di strategia
4.3.2.5 Gli adeguati assetti gestionali necessari per un corretto rapporto con le banche
4.3.3 Integrazione di rischi e fattori ESG nel sistema bancario: la roadmap EBA sulla finanza sostenibile
4.4 Cenni di finanza sostenibile
4.4.1 La finanza per lo sviluppo sostenibile, definizione, scopo e ambito
4.4.2 Lo sviluppo della finanza sostenibile in Europa
4.4.3 Gli investimenti sostenibili e responsabili, strategie, quadro quantitativo e considerazioni di policy
4.4.4 Gli strumenti a disposizione, la convenienza, le prospettive e il punto di vista delle aziende
Parte III
INCENTIVI EUROPEI ALLA SOSTENIBILITÀ (di Valerio Valla)
5 Finanziamenti europei sulla sostenibilità
Introduzione
5.1 Il bilancio dell’Unione europea
5.2 QFP e Next Generation EU
5.2.1 QFP
5.2.2 Next Generation EU
5.3 Programme for environment and climate action (LIFE)
5.3.1 Nature & Biodiversity - Standard Action Projects (SAP) (LIFE-2023-SAP-NAT)
5.3.2 Circular Economy, resources from Waste, Air, Water, Soil, Noise, Chemicals, Bauhaus
5.3.3 Supporting the clean energy transition of European businesses
5.4 Horizon Europe
5.4.1 TRANSFORMATIONS-01-09: The role of social economy in addressing social exclusion, providing quality jobs and greater sustainability
5.4.2 BIODIV-01-5: Transformative action of policy mixes, governance and digitalisation addressing biodiversity loss
5.5 Just Transition Fund (JTF)
5.5.1 PSLF-PROJECTS
5.6 Fondi Strutturali e Programmazione 21-27
5.6.1 FESR Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde
5.6.2 PN FESR FSE+ METRO+ e città medie SUD
5.7 Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)
5.7.1 Principio Do No Significant Harm (DNSH)
5.7.2 Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica
Parte IV
IL RUOLO DELLA SOCIETÀ CIVILE PER LA VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ AZIENDALE (di Alessandro Botti)
6 Sviluppo sostenibile, bilancio di sostenibilità e ruolo dei portatori di interesse
6.1 Evoluzione del concetto di sviluppo sostenibile e il coinvolgimento del mondo produttivo e della società civile
6.1.1 Nascita del principio dello sviluppo sostenibile
6.1.2 Dal Global Compact ai criteri ESG: il mondo imprenditoriale chiamato al cambiamento
6.2 La sostenibilità dell’impresa come leva di competitività e riconoscimento del valore sociale della produzione
6.2.1 Dalla sostenibilità ambientale alla sostenibilità sociale ed economica
6.2.2 La visione dei consumatori sulla sostenibilità
6.2.3 La sostenibilità d’impresa come motore di cambiamento del rapporto tra l’azienda e i suoi clienti e partner
6.3 La direttiva CSRD: un nuovo patto sociale
6.3.1 L’emergenza planetaria e le ragioni di un nuovo impegno per il mondo della produzione
6.3.2 Dallo Shareholder capitalism allo Stakeholder capitalism: i “portatori d’interessi” protagonisti
6.3.3 Ampliamento delle aziende coinvolte e dei potenziali beneficiari: il bilancio di sostenibilità in continua evoluzione asseconda il dialogo sociale con gli stakeholder
6.3.4 La misurazione degli impatti ambientali
6.3.4.1 L’impronta ambientale e l’impronta di carbonio
6.3.5 Il GRI come misuratore degli standard di rendicontazione della sostenibilità aziendale
6.3.5.1 I nuovi standard europei per la rendicontazione di sostenibilità
6.3.5.2 L’utilizzo improprio degli SDGs all’interno del report integrato di sostenibilità
6.4 Essere o apparire: il greenwashing
6.4.1 Nascita e progressiva intensificazione della strategia di comunicazione
6.4.2 Linee guida e regole degli Organismi di controllo in Italia
6.4.3 Esperienze di legislazione sul fenomeno del greenwashing
6.4.4 La pronuncia giudiziale sul greenwashing di un Tribunale italiano: la sentenza Miko
6.4.5 Diffusione di nuovi fenomeni
Parte V
AZIONI PRATICHE PER UN’AZIENDA ECOSOSTENIBILE (di Fabrizio Santori)
7 Proposte di strumenti operativi per le aziende
Introduzione
7.1 Fattori della sostenibilità e come si misurano
7.2 La sostenibilità come tema strategico per le imprese
7.3 Quali vantaggi nell’investire in sostenibilità?
7.4 Quali minacce si possono evitare nell’investire in sostenibilità?
7.4.1 Metodi utili per valutare sistematicamente le minacce e le opportunità
7.5 Quali rischi nel perseguire la sostenibilità?
7.6 La tua azienda è sostenibile?
7.7 Il report o bilancio di sostenibilità
7.8 Azioni pratiche per la sostenibilità della catena di fornitura
7.9 Sette passi concreti per diventare un’azienda green
8 Il modello formativo Green Management Game
8.1 La formazione come primo passo per una cultura aziendale sostenibile
8.2 Perché questo modello: il caso “Pensione Italia”
8.3 Obiettivi del modello
8.4 Che cosa simula il modello?
8.5 Come si sviluppa la simulazione
8.6 Cosa si vince nella simulazione?
8.7 Il Foglio di Decisione
8.8 Come l’imprenditore ecosostenibile gestisce la produzione, i fornitori, le risorse umane e il marketing
8.9 Il Rapporto di Gestione
9 Fattori critici del modello di sostenibilità
Conclusioni – Illuminare la via delle imprese verso la sostenibilità
Il manuale ha lo scopo di fornire un’ottima preparazione a coloro che si apprestano ad affrontare il complesso e impegnativo iter del Concorso per dirigenti scolastici.
Il testo è strutturato sulla base della bibliografia contenuta nei Quadri di riferimento concorsuali e della più recente legislazione scolastica con particolare riferimento alle riforme in atto (esami di stato, sostegno, istituti professionali), al fine di approfondire gli argomenti relativi a tutte le fasi concorsuali.
Le tematiche affrontate sono:
- sistemi formativi e ordinamenti degli studi in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea;
- gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche (PTOF, RAV, PdM);
- organizzazione e responsabilità del personale scolastico, funzioni e competenze del dirigente scolastico;
- sicurezza sul lavoro, accesso agli atti e tutela della privacy;
- organizzazione degli ambienti di apprendimento, valutazione e uso dei nuovi linguaggi multimediali; inclusione scolastica;
- relazioni e comunicazioni nell’istituzione scolastica e gestione delle problematiche;
- conduzione delle organizzazioni complesse e strategie di direzione;
- uso di apparecchiature e applicazioni multimediali;
- competenze linguistiche.
Tutti gli argomenti prevedono una specifica trattazione delle competenze e del ruolo del dirigente scolastico.
Il testo affronta i temi connessi alla conoscenza e alle competenze del dirigente scolastico previste dalla vigente normativa con riferimento ai mutati contesti della dirigenza pubblica a seguito della riforma Madia.
L’ultima parte contiene:
- l’analisi di un caso per far esercitare le abilità di problem solving in relazione alle situazioni concrete;
- alcune simulazioni per la prova preselettiva.
Nella sezione online collegata al libro sono previsti eventuali aggiornamenti normativi.
Rosanna Calvino
Docente di discipline giuridiche ed economiche, specializzata nell’attività didattica del sostegno. Ha svolto numerosi incarichi nello staff di dirigenza scolastica.
Ha collaborato con Enti Pubblici per la stesura di interventi di miglioramento dell’attività di gestione dell’istituzione scolastica e dell’offerta formativa, di monitoraggio e valutazione nella scuola dell’autonomia, per il rafforzamento delle performance dirigenziali e di raccordo efficace tra scuola e lavoro.
Autrice di numerose pubblicazioni di legislazione scolastica e metodologie didattiche.
Gianluca Dradi
Ha svolto per 22 anni la professione di avvocato, attualmente è dirigente scolastico e formatore. Ha all’attivo diverse pubblicazioni in materia di diritto scolastico.
PARTE PRIMA Unione europea, programmi e politiche, i sistemi formativi e gli ordinamenti scolastici nei Paesi dell’UE e in Italia con particolare riferimento alle riforme ordinamentali
Capitolo 1 La dimensione europea della scuola
1. Le politiche sull’istruzione dell’Unione europea
2. Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo del 2006 sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente
3. Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente del 22 maggio 2018
4. Il nuovo programma dell’UE nell’ambito dell’istruzione e formazione
5. L’integrazione dei sistemi educativi europei
6. Il Quadro europeo dei titoli e delle qualifiche
7. Il sistema integrato europeo di trasferimento dei crediti
8. Europass
9. Riflessi dell’EQF in Italia
10. Fondi strutturali
11. I sistemi scolastici dei paesi dell’Unione europea
Capitolo 2 Il sistema scolastico italiano e le riforme in atto
1. L’evoluzione storica della scuola italiana
2. La Costituzione italiana e la scuola
3. La stagione riformistica della scuola
4. La riforma Moratti
5. La riforma Gelmini
6. Legge 107/2015. Riforma del Sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti
6.1 La legge 107/2015 e l’autonomia scolastica
6.2 Organico dell’autonomia
6.3 Rimodulazione del monte ore, apertura estiva delle istituzioni scolastiche
6.4 Formazione delle classi
6.5 Il piano dell’offerta formativa triennale
6.6 Il piano straordinario di assunzioni
6.7 Supplenze per gli iscritti in prima fascia delle graduatorie di circolo e d’istituto
6.8 Periodo di prova
6.9 Il Comitato di valutazione
6.10 Carta elettronica per l’aggiornamento dei docenti
6.11 Formazione in servizio obbligatoria
6.12 Supplenze fino a 10 giorni
6.13 Il limite di 36 mesi per i contratti delle supplenze non è retroattivo
6.14 Risorse economiche per il potenziamento della valutazione a favore dell’INVALSI
6.15 Lo staff del dirigente scolastico
6.16 School bonus e detrazioni IRPEF per le iscrizioni alle scuole paritarie
6.17 Finanziamento dei percorsi formativi
6.18 Le scuole innovative
6.19 L’istruzione per gli adulti
6.20 Le attività e gli insegnamenti di potenziamento dell’offerta formativa indicati come prioritari
6.21 Alternanza scuola-lavoro
6.22 Istruzione tecnica superiore
6.23 A mensa alimenti a km zero e da agricoltura bio
6.24 Chi usa edifici è responsabile
6.25 Competenze del dirigente scolastico
6.26 Sistema di valutazione dell’operato del dirigente scolastico
6.27 Personale scolastico in posizione di comando o altro
6.28 Portale unico dei dati della scuola
6.29 Interventi in materia amministrativo-contabile
6.30 Piano straordinario di verifica dei requisiti della parità scolastica
6.31 Piano nazionale per la scuola digitale
6.32 Didattica laboratoriale
6.33 Deleghe, deroghe e abrogazioni
6.34 Il profilo dirigenziale del dirigente scolastico alla luce della riforma della legge n. 107/2015
Capitolo 3 Gli ordinamenti didattici
1. Gli ordinamenti didattici
1.1 La scuola dell’infanzia
1.2 Il sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni
1.3 La scuola primaria
1.4 La scuola secondaria di primo grado
1.5 La scuola secondaria di secondo grado
1.5.1 I licei
1.5.2 Gli istituti tecnici
1.5.3 Gli istituti professionali
2. Le scuole private
3. Le scuole pareggiate
4. Modalità di formazione delle classi
5. Le competenze degli enti locali nel settore dell’istruzione
6. Alternanza scuola-lavoro
7. Istruzione tecnica superiore
Capitolo 4 Indicazioni Nazionali e Linee Guida degli ordinamenti scolastici
1. Il riordino della scuola dell’infanzia e della scuola del primo ciclo
2. Le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2012
3. Le Indicazioni nazionali e il curricolo dell’istruzione secondaria di secondo grado
3.1 Le Indicazioni nazionali per i licei
3.2 Le Linee guida per gli istituti tecnici
3.3 Le Linee guida per gli istituti professionali
4. Il riordino dei Centri per l’istruzione degli adulti
5. Istruzione per adulti, lifelong learning e i compiti del dirigente scolastico
PARTE SECONDA Gestione dell’istituzione scolastica, predisposizione del POF nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche in rapporto alle esigenze formative
Capitolo 1 L’autonomia scolastica
1. Il processo di decentramento dell’amministrazione del MIUR
2. Autonomia scolastica
3. L’autonomia didattica
4. Gli organi tecnici di supporto all’autonomia scolastica
5. L’autonomia finanziaria
6. Il ruolo del dirigente scolastico nella scuola dell’autonomia
Capitolo 2 Gli strumenti di gestione dell’autonomia scolastica
1. Gli strumenti dell’autonomia
2. Piano dell’offerta formativa
2.1 Dal POF annuale al POF triennale
3. Il curricolo della scuola e la progettazione scolastica
4. Il piano annuale delle attività dei docenti e del personale ATA
5. Il Programma finanziario
6. La Carta dei servizi scolastici
Capitolo 3 La governance delle istituzioni scolastiche
1. Gli organi di autogoverno
2. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione
3. Organi collegiali
4. Il Consiglio di classe
5. Il Collegio dei docenti
6. Funzioni e compiti del Collegio dei docenti
7. Il Consiglio di circolo o di istituto
8. Funzioni e compiti del Consiglio d’istituto
9. Giunta esecutiva del Consiglio d’istituto
10. Comitato tecnico-scientifico
11. Dipartimenti
12. Le assemblee dei genitori e degli studenti
13. Il Comitato per la valutazione del servizio dei docenti
14. Le elezioni degli organi collegiali
PARTE TERZA Area giuridica, amministrativa, finanziaria
Capitolo 1 Disciplina giuridica del personale scolastico
1. Inquadramento normativo
2. La contrattualizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici
3. Stato giuridico del personale scolastico
4. Le fonti di regolamentazione delle professionalità operanti nella scuola
5. Profilo professionale e stato giuridico del personale docente
6. La libertà dell’insegnamento
7. La funzione del docente
8. Regime di incompatibilità, divieti e responsabilità
9. Il profilo professionale del dirigente scolastico e stato giuridico
10. Reclutamento e cessazione del rapporto di lavoro del dirigente scolastico
11. I profili professionali del personale ATA
12. Personale ATA – AREA D
Il volume offre un quadro completo e aggiornato sui principi e le norme sulla contabilità dello Stato e, in particolare, sulla contabilità delle istituzioni scolastiche.
Nella prima parte il testo illustra gli elementi essenziali della contabilità dello Stato, aggiornati con la normativa vigente.
Nella seconda parte approfondisce la contabilità delle istituzioni scolastiche in tutti i suoi aspetti:
- programmazione finanziaria delle istituzioni scolastiche;
- redazione e gestione del programma annuale;
- servizio di cassa e scritture contabili obbligatorie;
- rendicontazione.
Segue un utile esempio pratico sulla costruzione del programma annuale suddiviso nelle varie fasi di costruzione.
Nella terza parte viene infine trattata l’attività negoziale delle Istituzioni scolastiche anche alla luce del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023).
Il testo è arricchito da schemi grafici ed esemplificazioni pratiche, risultando così un utile strumento per lo studio e la comprensione della materia contabile.
Il volume si presenta quindi come uno strumento agevole, aggiornato e completo per la preparazione per i concorsi per DS e DSGA, ma anche per coloro che già svolgono la funzione di DS e DSGA e che vogliono completare la preparazione per una migliore conoscenza della materia.
Nella sezione online, raggiungibile seguendo le istruzioni riportate in fondo al libro, sono presenti 3 videolezioni di approfondimento sulla normativa di riferimento, a cura dell’autrice.
Maria Rosaria Tosiani, Laureata in economia e commercio ed abilitata alla professione di dottore commercialista, è DSGA in una scuola a Bologna. Autrice di articoli e pubblicazioni su tematiche fiscali e amministrativo-contabili connesse al mondo della scuola. Collabora con riviste e svolge compiti di relatrice ed esperta in corsi di formazione per il personale scolastico.
Premessa
PARTE PRIMA
LA CONTABILITÀ PUBBLICA E IL BILANCIO DELLO STATO
Capitolo 1
Definizione e fonti della contabilità pubblica
1.1. Le fonti normative della contabilità pubblica
Capitolo 2
Il bilancio dello Stato in generale
2.1. Definizione
2.2. Funzione del bilancio
2.3. Anno finanziario ed esercizio finanziario
2.4. Tipi di bilancio
2.5. Requisiti del bilancio: i principi del bilancio pubblico
Capitolo 3
La costruzione del bilancio dello Stato e l’art. 81 della Costituzione
3.1. La copertura finanziaria delle leggi
3.2. I mezzi di copertura finanziaria
3.3. Le clausole di salvaguardia
Capitolo 4
Il ciclo della programmazione di finanza pubblica
4.1. La programmazione economica e finanziaria e i suoi strumenti
4.2. Dal DEF al bilancio di previsione
4.2.1. Il DEF
4.2.2. La NADEF
4.2.3. La legge di bilancio
4.3. Classificazione delle entrate e delle spese
4.4. Fondi di riserva e fondi speciali
Capitolo 5
La gestione del bilancio
5.1. La gestione finanziaria
5.2. Il sistema di finanziamento delle amministrazioni pubbliche
5.3. Strumenti di finanza innovativa per la realizzazione di investimenti pubblici – Il project finance
5.4. Le entrate e il loro regime giuridico
5.5. Le spese e il loro regime giuridico
5.6. La gestione dei residui
5.6.1. Residui attivi
5.6.2. Residui passivi
5.6.3. Perenzione e prescrizione amministrative
5.7. Le contabilità ordinarie e speciali
5.7.1. Le contabilità ordinarie
5.7.2. Il Funzionario delegato
5.7.3. La rendicontazione
5.7.4. Le contabilità speciali
5.7.5. La rendicontazione delle contabilità speciali
5.7.6. Gli accordi di programma
Capitolo 6
Il servizio di tesoreria
6.1. L’attività della Tesoreria
6.2. La Tesoreria nazionale: funzioni e obiettivi
6.3. La riscossione delle entrate
6.4. Il pagamento delle spese
6.5. L’anticipazione di tesoreria
6.6. La custodia di titoli e valori
6.7. La tesoreria decentrata
6.8. Sistemi informativi connessi alla gestione del servizio di tesoreria
6.8.1. SIOPE
6.8.2. SIPA
Capitolo 7
L’assestamento del bilancio
7.1. L’assestamento del bilancio
Capitolo 8
Il rendiconto generale dello Stato
8.1. Articolazione del rendiconto
8.2. Documenti
8.3. L’esame e l’approvazione del rendiconto
Capitolo 9
I rendiconti speciali: i conti amministrativi e i conti giudiziari
9.1. L’agente contabile
9.2. Il dovere di rendicontazione: il conto amministrativo ed il conto giudiziale
9.3. La responsabilità contabile
PARTE SECONDA
LA PROGRAMMAZIONE E GESTIONE FINANZIARIA DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI
Capitolo 1
La programmazione finanziaria delle istituzioni scolastiche
Premessa
1.1. Il PTOF e la programmazione finanziaria
1.2. L’attività progettuale
1.3. Deliberazione del progetto e quantificazione della spesa
1.4. La programmazione strategica
Capitolo 2
La redazione del programma annuale
2.1. Le caratteristiche del programma annuale
2.2. Quali sono i principi contabili a cui deve uniformarsi il programma annuale
2.3. La distinzione tra anno finanziario ed esercizio finanziario
2.4. La struttura del programma annuale
2.5. I contributi volontari delle famiglie
2.6. Mutui
2.7. La classificazione delle spese
2.8. La formazione del programma annuale
2.9. La gestione delle attività economiche
2.10. Il riepilogo per conti economici
2.11. Approvazione del programma annuale
2.12. La relazione illustrativa
2.13. Il parere dei revisori dei conti
2.14. L’esercizio provvisorio
Capitolo 3
La gestione del programma annuale
3.1. La gestione del programma annuale
3.2. Le fasi di accertamento delle entrate
3.3. Le reversali d’incasso
3.4. La fase d’assunzione degli impegni di spesa
3.5. I mandati di pagamento
3.6. Pagamenti con carta di credito
3.7. Il piano dei conti
3.8. Le partite di giro
3.9. Gestione del fondo economale per le minute spese
3.10. Gestione del fondo di riserva
3.11. Le variazioni al programma annuale
3.11.1. Le variazioni al programma annuale che possono essere effettuate direttamente dal dirigente scolastico
3.11.2. Le variazioni al programma annuale che richiedono la deliberazione del Consiglio d’istituto
3.11.3. L’assestamento del programma annuale
Capitolo 4
Il servizio di cassa e le scritture contabili obbligatorie
4.1. Il servizio di cassa
4.2. Le scritture contabili obbligatorie
4.2.1. Il giornale di cassa
4.2.2. Il partitario delle entrate
4.2.3. Il partitario delle spese
4.2.4. Registro conto corrente postale
4.2.5. Il registro delle fatture
4.3. Modalità della tenuta dei registri contabili
Capitolo 5
La rendicontazione
5.1. Il conto consuntivo
5.1.1. Il conto finanziario (o conto consuntivo)
5.1.2. Il conto patrimoniale – modello K
5.1.3. Gli allegati al conto consuntivo
5.1.4. Il rendiconto di progetto/attività – modello I
5.1.5. La situazione amministrativa definitiva – modello J
5.1.6. Elenco dei residui attivi e passivi – modello L
5.1.7. Il prospetto spese per il personale – modello M
5.1.8. Il riepilogo per tipologia di spesa – modello N
5.2. Formazione del conto consuntivo
5.3. Approvazione del conto consuntivo
5.4. Relazione al conto consuntivo
5.5. Il parere dei revisori
Capitolo 6
Esemplificazione pratica: la costruzione del programma annuale
6.1. 1° step: determinazione avanzo di amministrazione
6.2. 2° step: il DS e il DSGA determinano l’entità delle entrate riportandole
nella prima parte del modello A
6.3. 3° step: determinazione fondo di riserva pari ad un importo massimo non superiore al 10% dell’importo del contributo MIM per il funzionamento
6.4. 4° step: il DSGA compila le schede illustrative finanziarie (Modello B) dei Progetti/Attività individuati
6.5. 5° step: DS e DSGA, sulla base dei dati relativi ai Totali delle Spese, calcolati all’interno dei Modelli B dei diversi progetti/attività gestiti, compilano la seconda parte – sezione Spese del Modello A
6.6. Step successivi
PARTE TERZA
I BENI E I CONTRATTI PUBBLICI
Capitolo 1
I beni dello Stato e delle pubbliche amministrazioni
1.1. I beni e le principali distinzioni
1.2. I beni pubblici e le principali distinzioni
1.2.1. I beni demaniali
1.2.2. Il regime giuridico dei beni demaniali
1.2.3. I beni patrimoniali
Capitolo 2
L’amministrazione dei beni pubblici
2.1. I beni inventariabili
2.2. La valorizzazione dei beni
2.3. Relativamente agli atti di utilizzo
Capitolo 3
Il patrimonio delle istituzioni scolastiche
3.1. I beni delle istituzioni scolastiche
3.1.1. Beni inventariabili
3.1.2. Beni non inventariabili
3.2. Soggetti responsabili
3.3. Gestione dei beni
3.3.1. Gestione dei beni inventariabili
Capitolo 4
L’attività negoziale delle istituzioni scolastiche
4.1. L’autonomia contrattuale delle istituzioni scolastiche
4.2. Quali sono i limiti dell’attività contrattuale delle istituzioni scolastiche
4.3. L’applicazione alle istituzioni scolastiche del codice dei contratti pubblici
4.4. Le fasi della procedura ad evidenza pubblica
4.5. La ripartizione della competenza in materia negoziale tra il dirigente scolastico e il Consiglio d’istituto
4.6. La programmazione degli acquisti
4.7. Che cosa acquistare e quando acquistare
4.8. Determinazione del valore del contratto
4.9. Come scegliere le ditte fornitrici
4.10. Le procedure di scelta del contraente
4.11. La forma che possono assumere i contratti delle istituzioni scolastiche
4.12. La digitalizzazione delle procedure di aggiudicazione
4.13. Una particolare tipologia di contratti: i contratti con esperti es
La cessione del credito d'appalto secondo il nuovo Codice dei contratti: la modulistica per attuare la disciplina.
A cura di Salvio Biancardi
Fac-simili in formato word personalizzabili:
Il principio contabile OIC 34, emanato nel mese di aprile di quest’anno, ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione e valutazione dei ricavi, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa.
Il principio si applicherà per i bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 01.01.2024.
Di seguito si riporta una check-list per la corretta applicazione del principio (scaricabile in formato word).
La Check-list - OIC 34 la contabilizzazione dei ricavi (Circolare del Giorno n. 232 del 24.10.2023) fa parte dell'Abbonamento Circolare del Giorno, in offerta promozionale!
Il Manuale è una guida completa per chi intende intraprendere l’attività di amministratore di condominio e per gli amministratori professionisti, che già affrontano le complesse e molteplici questioni immobiliari e condominiali.
La prima parte si sofferma su alcuni principi fondamentali in materia di proprietà, di comproprietà e di diritti reali. Successivamente, viene trattato il regolamento condominiale, passando poi alla disamina delle parti, degli impianti e dei servizi comuni, con la relativa contabilizzazione e ripartizione delle spese, senza trascurare gli aspetti della contrattualistica e i riflessi fiscali della gestione condominiale.
La quinta parte è dedicata al funzionamento dell’assemblea e al ruolo, ai poteri e alle responsabilità dell’amministratore di condominio.
Il libro prende poi in esame i rapporti del condominio con i terzi e quelli tra singoli condomini, con le inevitabili controversie che ne derivano, per la soluzione delle quali vengono illustrate le tecniche di risoluzione dei conflitti, imposte per legge.
Il volume è stato altresì aggiornato con la vigente normativa in tema, tra gli altri, di:
› assemblea telematica;
› Riforma del Processo Codice di Procedura Civile e forme di risoluzione alternativa delle controversie (c.d. Riforma Cartabia - D.Lgs. 149/2022);
› superbonus e bonus edilizi;
› misure antincendio;
› equo compenso per le professioni non organizzate in ordini e collegi (legge 49/2023);
› potabilità delle acque (D.Lgs. 18/2023).
Nell’apposito spazio online, è infine disponibile una raccolta di formule personalizzabili, utilissime per redigere i più importanti atti della pratica condominiale.
Silvio Rezzonico
È stato avvocato in Milano e autore di diversi libri e saggi in materia di diritto immobiliare. Ha collaborato con il Gruppo 24 Ore, con Maggioli Editore e con l’Università degli studi di Firenze. Da ultimo è stato anche docente presso l’Università degli studi telematica E-campus.
Matteo Rezzonico
Avvocato cassazionista e pubblicista in Milano, è autore di numerose pubblicazioni di diritto immobiliare ed edilizio. In particolare, collabora con il Gruppo 24 Ore (Norme e Tributi, Esperto risponde e Consulente immobiliare) e con Giuffrè Editore (portale condominio e locazioni). Presidente della FNA, Federazione Nazionale degli Amministratori Immobiliari e Vicepresidente della Confappi, Confederazione della Piccola Proprietà Immobiliare, per conto della quale riveste anche il ruolo di Presidente della sede provinciale di Milano e di componente della Commissione Legale Nazionale di FNA – Confappi.
Luca Rezzonico
Avvocato in Milano. Si occupa di diritto immobiliare ed è coautore di diverse pubblicazioni in materia.
Parte prima
Proprietà e diritti reali in condominio
1 Proprietà immobiliare
1.1. Contenuto ed estensione del diritto di proprietà
1.2. Proprietà fondiaria e proprietà edilizia
1.3. Le pertinenze immobiliari
1.4. Limiti e obblighi del proprietario
1.4.1. Accesso al fondo
Natura del diritto di accesso
Necessità dell’accesso
Pagamento dell’indennità
L’accesso al fondo in condominio
1.4.2. Divieto degli atti emulativi
Intenzione di nuocere
Assenza di utilità
Atti emulativi e abuso del diritto
Rimedi contro gli atti emulativi
1.4.3. Immissioni intollerabili
Disciplina e caratteri delle immissioni
Liceità e normale tollerabilità delle immissioni
Immissioni acustiche
Normativa speciale
Valori assoluti e criterio comparativo
Immissioni da attività produttive
Immissioni e tutela della persona
Inquinamento elettromagnetico
Immissioni in condominio (rinvio al paragrafo 8.14)
1.5. L’accessione
1.5.1. Nozione
1.5.2. Deroghe al principio dell’accessione
1.5.3. Fattispecie di accessione
1.5.4. Occupazione di porzione di fondo attiguo o accessione invertita
1.6. Sottosuolo e spazio aereo
Sottosuolo
Spazio sovrastante il suolo
1.7. Proprietà superficiaria
1.7.1. Tipicità del diritto di superficie
1.7.2. Proprietà separata e proprietà superficiaria
1.7.3. La costituzione negoziale o convenzionale
1.7.4. La costituzione per usucapione
1.7.5. L’estinzione del diritto di superficie
1.7.6. Diritto di superficie e condominio
1.7.6.1. Cenni sul riscatto del diritto di superficie nei condomini di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)
1.8. Proprietà edilizia e distanze legali
1.8.1. Presupposti applicativi dell’art. 873 c.c.
1.8.2. Distanze tra costruzioni e distanze dalle vedute
1.8.3. Le distanze legali in condominio (rinvio al paragrafo 8.13)
1.9. La responsabilità extracontrattuale del proprietario
Responsabilità da custodia
Responsabilità da rovina di edificio
1.10. Le azioni a difesa della proprietà
2 Comproprietà o comunione
2.1. Comproprietà o comunione
2.2. Elementi essenziali e disciplina della comunione
2.2.1. Comunione ordinaria e comunione ereditaria
2.2.2. Comunione legale tra coniugi
2.2.3. Comunione e società
2.3. Il condominio come comunione speciale
2.3.1. Le fattispecie di quasi condominio
2.3.1.1. Il condominio minimo
2.3.1.2. Il supercondominio prima della riforma del 2012
2.3.1.3. Il supercondominio dopo la riforma del 2012
L’assemblea supercondominiale
L’impugnazione della delibera supercondominiale
2.3.1.4. La multiproprietà condominiale
2.3.1.5. I complessi consortili
2.4. Il condominio parziale
2.5. Casi dubbi di condominialità
2.5.1. Gli edifici divisi da un muro verticale
2.5.2. I posti barca e i beni indisponibili
2.5.3. Le spiagge in concessione
2.6. Il godimento delle cose comuni
Il limite della destinazione della cosa
Il pari godimento degli altri partecipanti
Uso turnario
Uso frazionato
Uso indiretto e uso del conduttore
2.7. L’indivisibilità delle parti comuni nella comunione e nel condominio
3 Diritti reali di godimento
3.1. Servitù
3.1.1. Caratteri delle servitù
Predialità
Contiguità
3.1.1.1. Appartenenza dei fondi a proprietà diverse e servitù reciproche
3.1.1.2. Utilità per il fondo dominante e peso per il fondo servente
3.1.1.3. Permanenza
3.1.1.4. Indivisibilità
3.1.2. Servitù volontarie e servitù coattive
Servitù volontarie
Servitù coattive
3.1.3. Esercizio delle servitù
Chiusura del fondo
Opere sul fondo servente
3.1.4. Servitù e condominio
Servitù a favore e a carico delle parti comuni
Servitù a favore e a carico delle proprietà individuali
Passaggio coattivo e portatori di handicap
Regolamento di condominio e costituzione di servitù
Casistica giurisprudenziale
La servitù di parcheggio in condominio
3.1.5. Azioni a difesa delle servitù
3.2. Usufrutto
3.2.1. Disciplina comune dell’usufrutto, uso e abitazione
3.2.2. L’usufrutto in condominio
3.2.2.1. Il cosiddetto uso esclusivo e perpetuo delle parti comuni in condominio
3.2.2.2. Oneri a carico dell’usufruttuario e oneri a carico del proprietario
3.3. Azioni a difesa dell’usufrutto
3.4. Possesso
3.4.1. Possesso e detenzione
3.4.2. Atti di tolleranza
3.4.3. Interversione del possesso
3.4.4. Compossesso e condominio
3.5. Usucapione
Profili soggettivi
Profili oggettivi
3.5.1. Usucapione ventennale
Il possesso ad usucapionem
L’interversione del possesso
L’interversione del possesso delle parti comuni in condominio
Tempo del possesso
Natura dichiarativa della sentenza di usucapione
Rinuncia all’usucapione
Parte seconda
Condominio e regolamento condominiale
4 Costituzione, organizzazione e vicende modificative del condominio
4.1. La costituzione del condominio
4.1.1. La costituzione del condominio nelle cooperative a contributo erariale
4.2. Struttura e organizzazione del condominio: assemblea e amministratore
4.2.1. L’assemblea
I poteri decisionali
I poteri in tema di manutenzioni straordinarie e di innovazioni
I diritti intangibili dei singoli condomini
4.2.2. L’amministratore
4.3. Scioglimento e trasformazione del condominio originario in condomini autonomi
4.3.1. Scioglimento del condominio e divisione
4.3.2. La nozione di autonomia negli edifici e il cosiddetto subcondominio dei box
L’autonomia degli edifici
Il cosiddetto subcondominio dei box
4.3.3. La procedura di scioglimento del condominio originario e l’azione giudiziaria ex art. 61 disp. att. c.c.
4.4. Perimento dell’edificio condominiale
Perimento totale
Perimento parziale
5 Regolamento condominiale
5.1. Regolamento condominiale: contrattuale e assembleare
L’interpretazione del regolamento condominiale
La trascrizione del regolamento presso le associazioni della proprietà
L’impugnazione della delibera di approvazione del regolamento assembleare
5.2. Regolamento e godimento delle proprietà esclusive
Uso delle proprietà esclusive
Bed & breakfast
Affittacamere
Locazioni turistiche
Affitti brevi
Attività medico-ambulatoriale in condominio
5.3. L’opponibilità dei vincoli regolamentari di destinazione
5.4. La destinazione alberghiera in condominio e i cosiddetti “condhotel”
5.5. Requisiti di forma del regolamento condominiale
Forma scritta
L’inserimento del regolamento nel registro dei verbali assembleari
5.6. Regolamento e inderogabilità della normativa condominiale
5.7. Regolamento contrattuale e clausole vessatorie o abusive
5.8. Formazione e modifica del regolamento condominiale
Modifiche del regolamento contrattuale
Modifiche del regolamento assembleare
5.9. Regolamento condominiale e trascrizione
Il novellato art. 2659 c.c
Opponibilità delle trascrizioni
5.10. Violazioni del regolamento e multa condominiale
5.11. Regolamento e tabelle millesimali
5.12. Regolamento e tenuta di animali
5.13. “Disposizioni condominiali” dei regolamenti comunali
Targa dell’amministratore
Decoro e pulizia dei marciapiedi fronteggianti la proprietà
Parcheggio di biciclette in corti o cortili
Installazione di antenne radiotelevisive
Installazione di ascensori in cortile
Giochi dei bambini nelle parti comuni
Lotta alla nidificazione dei piccioni
Locale per la raccolta dei rifiuti
Parte terza
Parti comuni, impianti comuni e proprietà individuali
6 Parti comuni
6.1. La presunzione di comunione
Titolo contrario alla presunzione
