Il Modello Organizzativo serve a tutelare il patrimonio della società nel caso di illeciti penali: Una breve sintesi della normativa

di Sergio Massa CommentaIn Modello Organizzativo 231, Senza categoria

Adottare un Modello Organizzativo puo’ essere utile anche nelle piccole aziende.

Sentiamo spesso parlare di L. 231 e dell’opportunita’ nelle aziende di adottare comportamenti conseguenti. Di solito le aziende di grandi dimensioni vi hanno gia’ provveduto, non essendoci uno stretto obbligo normativo di adottare il Modello previsto dalla legge 231.

Ma che cos’e’ in breve la L. 231?

Vediamo di sintetizzare in poche righe l’argomento.

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 ha introdotto nell’ordinamento italiano un nuovo regime di responsabilità a carico delle imprese derivante dalla commissione, o tentata commissione, di determinate fattispecie di reato, nell’interesse o a vantaggio delle imprese stesse. Per fare un esempio di reato, possiamo pensare ad una “bustarella” data all’ufficio acquisti di un ente al fine di “favorire” una vendita, ovvero alla non osservanza delle norme antinfortunistiche al fine di sveltire il lavoro.

Il Decreto 231 ha esteso la responsabilita’ penale, prima riferibile solo alla persona fisica che aveva commesso materialmente il reato, anche agli “enti”, intendendosi come tali tutti gli enti dotati di personalità giuridica e le società e/o associazioni prive di personalità giuridica. In pratica il penale e’ stato esteso alla societa’ il cui dipendente o amministratore ha commesso l’illecito.

La conseguente responsabilità amministrativa prevista dal decreto 231 consente di colpire il patrimonio della societa’ che si e’ avvantaggiata dal reato del suo dipendente o amministratore.

I reati per i quali la societa’ può essere chiamata patrimonialmente a rispondere sono soltanto quelli espressamente previsti e riguardano specifici ambiti quali, a titolo esemplificativo, i reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, i reati societari, i reati contro la personalità individuale, i reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.

La societa’ tuttavia non risponde se dimostra di aver adottato e attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire la commissione dei reati della stessa specie di quello verificatosi.

Cosa dovrebbero fare le societa’ interessate a tutelare il loro patrimonio dai rischi previsti dalla L. 231? Dovrebbero redigere un Modello Organizzativo, cioe’ un documento scritto contenente il monitoraggio dei possibili rischi (ambientali, di corruzione, di violazione di norme antinfortunistiche, di salute, sul lavoro, ecc.) e le azioni intraprese per evitarli, nominando una o piu’ persone per una periodica vigilanza, per una costante informativa ai dipendenti e per la redazione di appositi verbali di verifica.

Di solito ci si affida a societa’ esterne, con un costo che non tutti si possono permettere, anche se l’adozione di un Modello puo’ contribuire a migliorare i meccanismi di controllo e della gestione dei processi e concorre ad un incremento dell’efficacia e dell’efficienza dell’organizzazione nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

 

Autore dell'articolo
identicon

Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *