Tassazione utili al 26%: carico di tassazione maggiorato per il socio lavoratore

di Luigi Pellecchia CommentaIn Il peso del fisco, Testata

La nuova imposta sostitutiva del 26% per la tassazione degli utili puo’ comportare per il socio lavoratore un aggravio delle imposte a causa  della indeducibilità dei contributi previdenziali.

Ma vediamo il caso che cercheremo di illustrare con un esempio.

La nuova legge di bilancio 2018 ha varato un cambio netto circa la tassazione dei dividendi rilevati dalle persone fisiche non in regime di impresa.

In sostanza, è stato uniformato il trattamento fiscale del 26% di ritenuta d’imposta sui dividendi, anche ai soci lavoratori delle srl che detengono quote “qualificate” del capitale (25%) o dei diritti di voto (20%), a quello dei soci che detengono quote “non qualificate”, quelli cioè con percentuali di quote di capitale e di diritto al voto in misura inferiore rispetto a quelle qualificate.

La relazione finanziaria che accompagna la legge di bilancio aveva già previsto questo rincaro, che si sarebbe poi tradotto in maggiori entrate da parte dello Stato.

In pratica chi è socio e lavora in una srl, si trova a sopportare un carico fiscale maggiorato, stimato intorno al 14%, rispetto all’anno precedente; inoltre, ad aggravare ancora di più questa situazione, vi è l’impossibilità di poter portare in deduzione i contributi dovuti all’inps dallo stesso socio.

La nuova disciplina uniforma, a partire dal 01/01/2019, il regime fiscale applicabile ai redditi di capitale e ai redditi diversi conseguiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa, in relazione al possesso o alla cessione di partecipazioni societarie.

Tuttavia, è previsto un regime transitorio in cui, per i dividendi maturati sino all’esercizio 2017, ci sarà un effetto progressivo, in quanto si avrà una tassazione operata come segue:

  •  tassazione progressiva Irpef sul 40% dei dividendi distribuiti ai soci detentori di partecipazioni qualicate sino al 31 dicembre 2007 (periodo in cui l’aliquota Ires era al 33%);
  • tassazione progressiva Irpef sul 49,72% dei dividendi distribuiti ai soci detentori di partecipazioni qualicate sino al 31 dicembre 2016 (periodo in cui l’aliquota Ires era al 27,50%);
  • tassazione progressiva Irpef sul 58,14% dei dividendi distribuiti ai soci detentori di partecipazioni qualicate sino al 31 dicembre 2017 (periodo attuale in cui l’aliquota Ires è passata al 24%).
  • a partire dall’esercizio, poi, 2018 si applicherà la ritenuta a titolo di imposta pari al 26% sia sui soci titolari di partecipazioni qualificate che non.

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Altro elemento chiave che accompagna questa riforma è anche, come detto, l’indeducibilità dei contributi INPS da parte dei soggetti che non posseggono altri redditi oltre a quello erogato dalla srl. Infatti, essendo  la ritenuta del 26 % a titolo di imposta, in assenza di altri redditi, tali dividendi non transiterranno più in dichiarazione dei redditi, rendendo così i contributi di fatto indeducibili.

Dal punto di vista dei contributi da versare all’ INPS, giova ricordare che il socio di una srl si deve iscrivere ai fondi di gestione in relazione al tipo di attività che svolge all’interno della srl. Il socio lavoratore che partecipa con abitualità e prevalenza all’attività lavorativa nella srl deve iscriversi alla gestione commercianti, così come consolidato anche in giurisprudenza, mentre il socio che svolge attività di amministratore si iscrive alla gestione separata.

Lo schema seguente illustra la variazione del “Tax Rate” totale (Impresa&Socio) a seguito delle nuove modifiche intervenute.

Si faccia riferimento ad un utile lordo di 100:

 

TAX RATE TOTALE
VOCI VECCHIO REGIME NUOVO REGIME
IMPRESA
Ires e Irap 27,9 27,9
Utile netto 72,1 72,1
SOCIO
Dividendo Imponibile (58,14%) 41,9
Ritenuta Imposta (26%) 18,7
Inps 24,63 24,63
Reddito Imp. 17,29
Irpef e Addiz. 4,3
Reddito netto 43,2 28,72
Tax rate 56,83% 71,23%

 

Come si può notare, l’indeducibilità degli oneri previdenziali porta ad un livello di tassazione complessivo notevolmente più alto. Questo fenomeno potrebbe portare al passaggio ad altre forme societarie come una società di persone o una srl trasparente.



Autore dell'articolo
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Luigi Pellecchia

Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Referente fiscale presso un'unità periferica di C.A.F.. Autore di articoli su rivista di economia.

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