Procedura fallimentare: le semplificazioni introdotte dal Decreto Sviluppo bis

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Codice risoluzione crisi e insolvenza

Il 2013 si presenta come l’anno nero per le imprese con oltre 10.000 fallimenti. L’anno trascorso è stato uno dei peggiori negli ultimi anni in termini di differenza tra iscrizioni e cessazioni, nonché in termini di fallimenti. Le imprese che hanno cessato l’attività nell’ultimo quinquennio sono state 2.1 milioni, nel 2013 il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato il peggiore del periodo di riferimento: + 12.681. I settori più colpiti sono l’industria, le costruzioni e i trasporti, indifferentemente dalla forma giuridica (Fonte: Relazione 2014 del Garante per le Micro PMI).

Neanche a farlo apposta dal 2014 sono entrate in vigore le semplificazioni sulla procedura fallimentare, così da rendere più rapide e meno dispendiose le comunicazioni nelle procedure concorsuali principali anche attraverso l’utilizzo dei mezzi telematici che diventano un fattore strategico per abbreviare i tempi di comunicazione tra aziende e istituzioni. Parliamo del DL Sviluppo bis (18 ottobre 2012 n. 179) che è intervenuto sull’art. 15 della Legge Fallimentare – modificato dall’art. 17 del DL 179/2012, convertito con la L. 221/2012 e integrato dalla L. 228/2012 prevedendo un termine massimo entro cui tenere l’udienza e semplificando la procedura di notifica, anche via PEC.

I ricorsi di fallimento e i decreti di convocazione sono trasmessi per posta elettronica certificata dalla Cancelleria, utilizzando gli indirizzi delle aziende negli elenchi del Registro Imprese e INI-PEC, con certezza di invio e ricezione.

Il ricorso e il decreto di convocazione delle parti devono essere inviati al debitore mediante Posta Elettronica Certificata (PEC) ottenuto dal Registro delle imprese o dall’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica delle imprese e dei professionisti.

Il sistema informatico consente di notificare in automatico al creditore lo status del procedimento via PEC. La notifica di persona da parte dell’ufficiale giudiziario può avvenire solo in caso di impossibilità o di esito negativo della modalità automatica, e comunque a cura del ricorrente.

Il creditore è obbligato a utilizzare l’indirizzo di PEC indicato dai debitori e dai titolari di diritti sui beni in caso di comunicazioni di ogni tipo. Se ciò non è possibile per cause dipendenti dal destinatario, ogni comunicazione sarà effettuata attraverso deposito in cancelleria.

L’udienza prefallimentare deve essere fissata entro e non oltre 45 giorni dal deposito del ricorso. Non inferiore a 15 giorni il periodo che deve intercorrere fra deposito del ricorso e data di comunicazione o data della notifica e data prevista per l’udienza.

La notifica in capo al ricorrente del ricorso e del decreto (co. 3, art. 15 L.F. ;co. 1, art. 107, D.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229) non è via PEC, ma necessariamente di persona, presso la sede acclarata al Registro Imprese. Nel caso in cui il soggetto non fosse rintracciabile, l’Ufficiale giudiziario è tenuto a depositare l’atto presso la Casa comunale della sede iscritta al Registro delle imprese: in questo modo la notifica si intende effettuata senza che sia necessario rivolgersi nuovamente all’azienda destinataria dell’atto.

Le comunicazioni ai creditori del progetto di ripartizione dell’attivo, della proposta di concordato, il ricorso e il decreto emanato dal Tribunale nel procedimento di esdebitazione vanno effettuati via PEC.

L’obbligo di comunicazione telematica riguarda anche gli organi della procedura di concordato preventivo ed creditori del concordato preventivo. E’ onere a carico del commissario giudiziale l’avviso recante la data di convocazione dei creditori, la proposta del debitore, il decreto di ammissione, l’indirizzo PEC del debitore e, se necessario, l’invito a fornirne uno valido.

L’avviso va mandato per PEC, in caso di motivi ostativi, con lettera raccomandata o fax indirizzati alla sede dell’impresa o alla residenza del creditore. In caso di mancato recapito riferibile a responsabilità del destinatario, le comunicazioni saranno effettuate attraverso il deposito degli atti e dei documenti presso la cancelleria.

Entro il termine minimo di dieci giorni prima dell’adunanza dei creditori, il curatore deve depositare presso la cancelleria una relazione particolareggiata su:

  • cause del dissesto;
  • condotta del debitore;
  • proposte di concordato;
  • garanzie offerte ai creditori.

La medesima relazione deve essere inviata via PEC al Registro delle imprese e ai creditori.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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