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Rassegna Stampa Pubblicato il 13/05/2020

Licenziamenti: altri 3 mesi di stop nel Decreto Rilancio

Tempo di lettura: 1 minuto
stop contante

Proroga del divieto di licenziamenti collettivi e individuali per motivi economici fino al 16 agosto e possibile revoca con contestuale richiesta di cassa integrazione

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Il Consiglio dei ministri  ha approvato questa sera il nuovo decreto-legge,  slittato e ridenominato piu volte, con nuove misure di sostegno al paese  bloccato dall'emergenza Coronavirus, mettendo in campo ben 55 miliardi di euro .

Si interviene anche con molte proroghe agli interventi del decreto Cura Italia .  Riguardo ad esempio  i licenziamenti  all'articolo 41 del DL 18 2020   si prevedeva il divieto per 60 giorni (dalla data  di pubblicazione del decreto,  17 marzo, e fino al 16 maggio 2020)  di:

  • procedure di individuazione dei lavoratori da mettere in mobilità,
  • di  licenziamenti collettivi, 
  • sono sospese nel medesimo periodo anche le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020 (data di proclamazione dello stato di emergenza nazionale).

Inoltre  il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo. Restano possibili invece i licenziamenti per  giusta causa ovvero per motivi disciplinari . La legge di conversione del decreto, n. 27/2020, ha introdotto poi una specificazione per cui sono esclusi da tale divieto  i recessi relativi a personale  che subentra in contratti di appalto.

Nel nuovo decreto lo stop viene prorogato per ulteriori 3 mesi  quindi  fino al 16 agosto 2020 . Nello stesso periodo restano ancora sospese eventuali procedure iniziate dopo il 23 febbraio 2020.  

Sempre stando alla bozza diffusa ieri pomeriggio, ma ancora non ufficiale    viene aggiunta anche per il datore di lavoro  la possibilità  di revoca dei licenziamenti effettuati tra il 23 febbraio e il 17 marzo per giustificato motivo oggettivo, purche contestualmente  egli richieda per il dipendente un trattamento di cassa integrazione in deroga, a partire dalla data di efficacia del provvedimento . In questo modo i rapporti di lavoro vengono ripristinati senza alcun onere o sanzione per i datori di lavoro.

Fonte: Fisco e Tasse


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