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CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO : DELEGA IN BIANCO AI SINDACATI

Contratto a tempo determinato : delega in bianco ai sindacati

Per la Cassazione n. 18843/2013 la contrattazione collettiva può individuare per i contratti a termine causali sia oggettive che soggettive

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La Cassazione civ., sez. lav., 7 agosto 2013, n. 18843 ha stabilito che l’art. 23 della L. 56/1987, che demanda alla contrattazione collettiva la possibilità di individuare nuove ipotesi di apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro - oltre alle fattispecie tassativamente previste dall'art. 1 della L. 230/1962 . nonché dall'art. 8bis del D.L. 17/1983, convertito con modificazioni dalla L. 79/1983 - configura una vera e propria "delega in bianco" a favore dei sindacati, i quali, pertanto, senza essere vincolati alla individuazione di figure di contratto a termine comunque omologhe a quelle previste per legge, possono legittimare il ricorso al contratto di lavoro a termine per causali di carattere "oggettivo" ed anche - alla stregua di esigenze riscontrabili a livello nazionale o locale - per ragioni di tipo meramente "soggettivo". Può quindi essere consentita (vuoi in funzione di promozione dell'occupazione o anche di tutela delle fasce deboli di lavoratori) l'assunzione di speciali categorie di lavoratori, costituendo anche in questo caso l'esame congiunto delle parti sociali sulle necessità del mercato del lavoro, idonea garanzia per i suddetti lavoratori e per una efficace salvaguardia dei loro diritti.

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miky - 09/09/2013

Ecco un'altra pagina vergognosa della nostra "giustizia". I sindacati stanno perdendo iscritti, si sostengono con le deleghe sulle pensioni, molte volte estorte nell'inconsapevolezza del pensionando che si recava a fare domanda di pensione. Ora si vuole riconoscere ufficialmente al sindacato uno status di arbitro della legalità, in un ambito che di legale ormai non ha più nulla. I contratti a termine sono stati il viatico per lo sfruttamento ignobile dei nostri giovani. Ci sono ragazzi, dipendenti di call-center, che si sono visti riconoscere una retribuzione di dieci euro alla fine di un mese di lavoro. In questa giungla, i sindacati potranno muoversi e stabilire quali sono i motvi giusti o ingiusti per i contratti a termine. Chiaro che ci dovremo aspettare la solita frase "piuttosto che niente, abbiamo portato a casa questo". Le contraddizioni del sindacato, che, servo dei partiti di riferimento, non può continuare a tutelare i diritti dei lavoratori del settore privato, e quelli del pubblico, hanno portato ad una disaffezione , ecco che la magistratura viene in soccorso e investe di una responsabilità queste figure, rendendo "obbligatoria" la loro presenza/consulenza, anche dove si tratterà di poche centinaia di Euro. Cari giovani disoccupati, preparatevi a pagare l'obolo a chi non ha fatto nulla per evitare l'attuale situazione.

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