Aliquote agevolate nel settore del Registro. Quel che resta e quel che va.

di Chiara Porrovecchio CommentaIn Senza categoria

Agevolazioni imposta di registro: quali sono gli atti che restano agevolati e quali invece perdono l’agevolazione. Il punto alla luce dei recenti chiarimenti forniti dalla Circolare 2 del 21 febbraio 2014.

La riforma dell’ art. 1 della Tariffa parte prima, allegata al Testo Unico in materia di imposta di Registro (DPR 131/1986), avvenuta per mezzo del DLgs 23/2011 e succ. modifiche, ha portato con sé un’ampia revisione di tutti i negozi giuridici agevolabili ad essa ancorati.

L’agenzia delle Entrate, con documento di prassi n. 2 del 21 febbraio 2014 risolve con soluzioni interpretative la discriminazione tra le agevolazioni tributarie rimaste in vigore e non.

In particolare si afferma che: “per gli atti non riconducibili nell’ambito dell’articolo 1 della Tariffa, ovvero per gli atti non classificabili tra quelli traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere, o traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi”, restano applicabili le agevolazioni tributarie.

Mentre gli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso in genere, riconducibili nell’ambito applicativo dell’articolo 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al TUR non sono più soggetti ad aliquote agevolate a partire dal 1 gennaio 2014, dovendosi applicare la tassazione ordinaria del 9, del 2 o del 12 per cento.

Ad ogni modo, preme sottolineare sin d’ora che l’Amministrazione fiscale si è riservata di formulare ulteriori chiarimenti con successivi documenti di prassi, essendo il criterio appena esposto di non immediata soluzione su specifiche previsioni normative.

GLI ATTI CHE RESTANO AGEVOLATI …

In linea generale, la soppressione disposta dall’articolo 10, comma 4 del DLgs 23/2011, non opera in relazione ad alcune previsioni fiscali, che sono funzionali alla disciplina di particolari istituti, che hanno una applicazione ampia, la cui riferibilità ai trasferimenti immobiliari è solo eventuale e prescinde dalla loro natura onerosa o gratuita.

Mediazione civile e commerciale

Al fine di incentivare l’accesso da parte dei cittadini al procedimento di mediazione, che costituisce uno strumento di risoluzione delle controversie, alternativo a quello giudiziario, il legislatore ha introdotto all’articolo 17 del decreto legislativo n. 28 del 2010 una specifica disciplina fiscale di carattere agevolato.

Tale disposizione stabilisce al comma 2, che “Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura”.Inoltre, il successivo comma 3 stabilisce che “il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente”.

Nel richiamato documento di prassi si asserisce che: “tale regime di favore, funzionale alla operatività dell’istituto della mediazione, trova applicazione anche per i verbali recanti trasferimenti di immobili o trasferimento o costituzione di diritti reali immobiliari di godimento, conclusi in data successiva al 1° gennaio 2014, in quanto l’articolo 10, comma 4, del decreto non esplica effetti in relazione alle norme che disciplinano detto istituto”.

 Procedimenti in materia di separazione e divorzio

Parimenti se nell’ambito di tali procedimenti, vengono posti in essere degli atti di trasferimento immobiliare, continuano ad applicarsi, anche successivamente al 1° gennaio 2014, le agevolazioni di cui alla citata legge n. 74 del 1987 in quanto l’articolo 10, comma 4, del decreto non esplica effetti con riferimento a tali disposizioni agevolate che assicurano l’operatività dell’istituto in argomento.

Conciliazione giudiziale

Ad analoga conclusione deve giungersi nei confronti dell’istituto della Conciliazione giudiziale, ove l’articolo 9, comma 9, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (Finanziaria 2000) aveva introdotto un particolare regime di esenzione fiscale per gli atti di conciliazione, stabilendo che “Sono esenti dall’imposta di registro i processi verbali di conciliazione di valore non superiore a lire 100 milioni”(euro 51.645,69). Tale previsione trova applicazione anche in relazione ai verbali di conciliazione recanti trasferimenti di immobili o il trasferimento o la costituzione di diritti reali immobiliari di godimento, conclusi a decorrere dal 1° gennaio 2014.

 Piccola proprietà contadina

In questo caso a fare salva l’agevolazione in questione è la stessa norma. In fatti l’articolo 10, comma 4 del decreto stabilisce “..sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie … ad eccezione delle disposizioni di cui all’articolo 2,comma 4-bis del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.”

Atti di riorganizzazione tra enti

L’articolo 1 , comma 737, della legge di stabilità per il 2014 introduce una nuova agevolazione. In particolare si dispone che “ Agli atti aventi ad oggetto trasferimenti gratuiti di beni di qualsiasi natura, effettuati nell’ambito di operazioni di riorganizzazione tra enti appartenenti per legge, regolamento o statuto alla medesima struttura organizzativa politica, sindacale, di categoria, religiosa, assistenziale o culturale, si applicano, se dovute, le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 euro ciascuna”. Il regime in argomento trova applicazione, ad esempio, per le operazioni di riorganizzazione volte all’accorpamento di strutture provinciali facenti capo ai medesimi enti in regionali, o per l’accorpamento di unità territoriali di federazioni di categoria.

 Fondi immobiliari

A parere dell’Agenzia, la disciplina della tassazione dei fondi immobiliari rimane inalterata – ad esclusione di quanto previsto dall’art. 9 comma 2 Dl. 351/2009 e s .m. – in quanto il legislatore ha inteso qualificare le operazioni in argomento, considerandole sia ai fini dell’IVA che delle imposte di registro ipotecarie e catastali quali conferimenti di azienda.

 EXPO 2015

L’articolo 19, comma 6, dell’Accordo Internazionale stipulato tra il Governo Italiano e il Bureau International Des Expositions sulle misure necessarie per facilitare la partecipazione all’Esposizione Universale di Milano del 2015, stipulato a Roma l’11 luglio 2012, ha previsto che “gli atti, transazioni ed operazioni finanziarie relativi ai terreni, ai fabbricati e alle aree fabbricabilinecessari all’Organizzatore per la realizzazione dell’Expo Milano 2015 sono esenti dalle imposte di bollo, registro, ipotecarie e catastali”.

 GLI ATTI CHE PERDONO LE AGEVOLAZIONI …

 Piani di recupero

-Articolo 5 della legge 22 aprile 1982, n. 168- Dal 1° gennaio 2014, i trasferimenti a titolo oneroso aventi ad oggetto beni immobili compresi in piani di recupero, devono essere assoggettati ad imposta di registro nella misura proporzionale del 9% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna.

 Piani di insediamento produttivo e per l’edilizia economico popolare

-Art. 32 del DPR 29 settembre 1973, n. 601- Tale previsione stabiliva che per gli atti di trasferimento della proprietà delle aree destinate ad insediamenti produttivi, per gli atti di concessione del diritto di superficie sulle stesse aree, per gli atti di cessione a titolo gratuito delle aree afavore dei comuni o loro consorzi, nonché per gli atti e i contratti relativi all’attuazione dei programmi pubblici di edilizia residenziale di cui al titolo IVdella legge 22 ottobre 1971, n. 865, l’imposta di registro doveva essere applicata in misura fissa. Non erano dovute le imposte ipotecaria e catastale. Dal 1° gennaio 2014, tali previsioni agevolate non trovano applicazione in relazione agli atti riconducibili nell’ambito dell’articolo 1 della Tariffa allegata al TUR.

 Trasferimenti posti in essere nell’ambito delle convenzioni di lottizzazione o di urbanizzazione

-Legge 27 gennaio 1977, n. 10-Per tali trasferimenti si applicava il regime di favore(imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale) previsto dal citato articolo 32 del DPR n. 601 del 1973. Dal 1° gennaio 2014, tali previsioni agevolate non trovano applicazione in relazione agli atti riconducibili nell’ambito dell’articolo 1 della Tariffa allegata al TUR.

Compendio unico per i territori delle comunità montane ovvero diversi dalle zone montane

-Combinato disposto dell’art. 5-bis della legge n. 97/94 e dell’articolo 5-bis del DLgs n. 228/2001-In tale previsione era stabilito che i trasferimenti di terreni agricoli a favore di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali (IAP) che si impegnavano a costituire un compendio unico e a coltivarlo e a condurlo per un periodo di almeno dieci anni, erano esenti, tra l’altro, dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e imposta di bollo. In relazione a tali trasferimenti trova applicazione la decadenza disposta dall’articolo 10 del decreto.

Agevolazioni per i trasferimenti a favore di giovani agricoltori

-Art. 14, comma 5, della legge n. 441 del 1998-I trasferimenti posti in essere in favore di giovani agricoltori, in possesso dei requisiti per beneficiare degli aiuti previsti dal Regolamento (CE) n. 950/07 erano soggetti all’imposta di registro, nella misura del 75% di quella prevista dall’articolo 1, nota I, della Tariffa, Parte prima, allegata al TUR. Dal 1° gennaio 2014, tali trasferimenti sono soggetti dal 2014 ad imposta di registro nella misura del 12% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna;

 Acquisto di fondi rustici da parte di cooperative e società forestali

-Articolo 7, comma 4, lettera b), legge 27 dicembre 1977, n. 984)-In relazione a tali trasferimenti, dal 1° gennaio 2014, trova applicazione la nuova disciplina introdotta dall’articolo 10 del decreto; viene meno pertanto la tassazione in misura fissa delle imposte di registro e ipo-catastali.

Trasferimenti di immobili di enti Pubblici, a favore di fondi di investimento immobiliare

-Articolo 9, comma 2, DL 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410- Sulla base di quanto previsto da tale norma, i predetti trasferimenti, in favore di fondi di investimento immobiliare di cui all’articolo 37 del D LGS 24 febbraio 1998, n. 58, erano soggetti ad imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura di 516, 46 euro. Dal 1° gennaio 2014, tali trasferimenti devono essere assoggettati ad imposta di registro nella misura del 9% ovvero del 12 % alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna.

Trasferimenti di immobili da Comuni a fondazioni o a società di cartolarizzazione o ad associazioni riconosciute

Articolo 1,comma 275, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato dall’articolo 1, comma 576, della legge 23 dicembre 2005, n. 266- in tale norma era stabilito che i trasferimenti di immobili di proprietà dei comuni, ivi comprese le operazioni di cartolarizzazione di cui alla legge n. 410 del 2001, in favore di fondazioni o società di cartolarizzazione, associazioni erano da considerarsi esenti, tra l’altro, dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto. Dal 1° gennaio 2014, tali previsioni agevolate non trovano applicazione in relazione agli atti riconducibili nell’ambito dell’articolo 1 della Tariffa allegata al TUR.

 

 

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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

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