Le associazioni sportive dilettantistiche

di Dott. Luca Santi 2 CommentiIn No Profit

Spesso ci capita di dover costituire una Associazione sportiva dilettantistica (ASD). Ci si dimentica che avendo alcuni requisiti, si può godere di grosse agevolazioni in termini fiscali (IRES, IRAP, IVA) derivanti dalla scelta di optare per il regime “privilegiato” dettato dalla Legge 398/91. Con questa serie di interventi si vuole brevemente riepilogare le agevolazioni a cui le ASD possono accedere.

La normativa fiscali ha delineato i requisiti delle associazioni sportive dilettantistiche, specificando che sono tali quelle che svolgono attività ritenute dilettantistiche dai regolamenti del CONI e subordinando le agevolazioni fiscali all’iscrizione nel Registro del CONI, che è preceduta dall’affiliazione alle Federazioni di settore o agli enti di promozione sportiva.

L’art. 90 della L. 289/2002, prevede che le associazioni sportive dilettantistiche inseriscano nello statuto le seguenti clausole:

1. obbligo di inserire nella denominazione sociale la finalità sportiva e la dizione “dilettantistica”;

2. assenza di fini di lucro;

3. rispetto del principio di democrazia interna;

4. prevedere in statuto l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche;

5. divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre associazioni sportive nell’ambito della medesima disciplina;

6. gratuità degli incarichi degli amministratori;

7. devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento;

8. obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI nonché agli statuti e regolamenti delle Federazioni Sportive Nazionali e dell’Ente di Promozione Sportiva cui ci si affilia.

Le ASD, per potere godere delle agevolazioni fiscali, devono rispettare due requisiti:

– affiliazione al CONI, o alla Federazione sportiva di settore o ad un Ente di Promozione Sportiva

– iscrizione nel Registro Nazionale delle a.s.d. tenuto dal CONI con procedura telematica.

 


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Dott. Luca Santi

Dottore Commercialista - Revisore Contabile - International Advisor Specializzato in operazioni straordinarie e di riorganizzazione societaria, ha creato una fitta rete di legami con altri Professionisti al fine di fornire una consulenza completa ed esaustiva. Membro di collegi sindacali, Curatore fallimentare per il Tribunale Civile Penale di Verona, Consulente esperto del Giudice in campo penale, è iscritto nell'elenco dei conciliatori della Camera di Commercio Industria Agricoltura di Verona. Collabora alla stesura di articoli, libri e monografie di approfondimento in materia fiscale e tributaria, ed è docente in seminari di formazione ed in convegni di aggiornamento destinati a professionisti e personale amministrativo in materia fiscale, di bilancio e società. Lo Studio ha adottato un manuale interno di qualità al fine di fornire alla clientela un'elevata professionalità. Da un anno circa è entrato a far parte del Gruppo PASUT specializzato nella delocalizzazione e internazionalizzazione delle imprese nel Nord-Est Europa.

Comments 2

  1. Buongiorno,
    per favore avrei alcune domande da farvi riguardante la vendita di un bene mobile, ma prima vi spiego la storia.
    Il vicepresidente della nostra associazione ha acquistato a sue spese una stufa a pellet di seconda mano comprata su ebay e pagata con bonifico bancario al proprietario.
    OGGETTO DEL BONIFICO: acquisto stufa a pellet per l’associazione ………….
    A tale acquisto il Consiglio Direttivo ha provveduto a fare un verbale dove la stufa sarebbe stata ripagata (a rate) al vicepresidente in base alla disponibilità economica dell’associazione stessa insieme ad altre spese che lui aveva sostenuto. La nostra associazione non possiede partita iva, ma solo il codice fiscale. Quindi non fa attività commerciale.
    Ora la stufa non ci serve più e il Consiglio Direttivo avrebbe deciso di venderla. Le domande sono:
    1. L’attuale compratore a chi deve fare il bonifico? All’Associazione o al Vicepresidente?
    2. Il dubbio ci è sorto perché l’associazione non avendo Partita Iva, effettuando questa vendita della stufa ad un’altra persona che tra l’altro non è socio, non compie attività commerciale e non istituzionale? E’ giusto questo nostro pensiero?
    3. Dal Primo Verbale dove viene conteggiata tutta la lista delle spese sostenute, se il bonifico viene fatto al vicepresidente, bisogna fare un altro verbale dove viene specificato che dall’importo totale del prestito infruttifero che l’associazione deve restituire al Vicepresidente, viene decurtato l’importo della stufa?

    Grazie infinite se vorrete rispondere.

  2. Salve faccio parte di una associazione sportiva dilettantistica che si occupa di calcio a 5. noi non abbiamo una sede reale ma l’indirizzo della sede legale è l’attività commerciale di un socio e svolgiamo le nostre partite e allenamenti all’interno di una struttura comunale data in concessione. Adesso il comune ci chiede l’iscrizione e il pagamento della tari. Noi abbiamo chiesto l’esenzione in quanto la nostra sede legale è solo per l’invio della corrispondenza e che la tassa rifiuti è già pagata dal titolare ma hanno risposto che dobbiamo fare lo scorporo di 15mq e su questi 15mq pagare i rifiuti. Come ci dobbiamo comportare?

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