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Rassegna Stampa Pubblicato il 06/02/2020

Milleproroghe: dagli ISA al'imposta di bollo. Ecco cosa cambia

Tempo di lettura: 1 minuto
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Decreto milleproroghe: ecco i principali emendamenti presentati. Isa, imposta di bollo, spese detraibili solo se tracciabili e risarcimento risparmiatori truffati

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Continua senza sosta la presentazione di emendamenti al DL 162/2019 cd. "Decreto Milleproroghe 2020" che sta subendo numerose modifiche lungo il suo iter parlamentare. Tra le principali modifiche che si intendono introdurre in sede di conversione in legge del decreto ci sono:

  1. modifiche all'utilizzo degli ISA. In particolare, per imprese e professionisti, i controlli sugli indici sintetici di affidabilità fiscale effettuati da Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza non si applicheranno esclusivamente in base agli ISA 2019 (redditi 2018) ma anche tenendo conto di quelli elaborati per i dichiarativi 2020 (redditi 2019). In questo modo sarebbe possibile rimediare ai molti ritardi e anomalie che l'applicazione degli ISA ha comportato lo scorso anno.
  2. proroga al 1° aprile 2020 del nuovo obbligo della tracciabilità dei pagamenti ai fini delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Come si ricorderà, nella manovra 2020 era stato introdotto dal 1° gennaio 2020 l'obbligo per tutte le spese fiscalmente detraibili nella dichiarazione dei redditi al 19% di utilizzare solo pagamenti tracciabili come carte di credito, carte di debito, bancomat o bonifici. La nuova proposta permetterebbe ai contribuenti di adattarsi alle nuove modifiche.
  3. modifiche all'imposta di bollo sulle fatture elettroniche: per le imposte di bollo sull'e-fattura viene previsto il limite di 250 euro ai fini della scadenza trimestrale. In particolare se nel primo trimestre 2020 l'importo dell'imposta di bollo dovuta è inferiore a 250 euro è possibile versare l'imposta nei termini previsti per il trimestre successivo
  4. Rimborso per azionisti e obbligazionisti: azionisti e obbligazionisti delle banche poste in liquidazione prima del 2018 potranno chiedere fino al 40% di anticipo dell'indennizzo che gli spetta. Questa opportunità riguarda i risparmitori che hanno presentato la pratica di accesso al FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori).

Attenzione però, essendo solo emendamenti, per essere certi della loro entrata in vigore o meno è necessario attendere il testo definitivo di conversione in legge del DL.

Fonte: Fisco e Tasse


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