Linee Guida ministeriali su intelligenza artificiale e lavoro
Con il decreto 180 del 17.12 . 2025 il ministero fissa le linee guida per l'IA nel mondo del lavoro
Forma Giuridica: Decreto Ministeriale
Numero 180 del
17/12/2025
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 dicembre 2025, n. 180, introduce ufficialmente le Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di accompagnare imprese, lavoratori dipendenti e autonomi in un processo di trasformazione digitale consapevole, responsabile e conforme al quadro normativo europeo e nazionale . Il documento era stato poso in consultazione pubblica qualche settimana fa.
Il provvedimento si colloca nel solco del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), della Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, del Piano d’azione del G7 Lavoro di Cagliari e della legge n. 132/2025, che ha istituito l’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di IA nel mondo del lavoro.
Le Linee guida, elaborate anche sulla base di una consultazione pubblica, non hanno natura prescrittiva, ma costituiscono uno strumento di indirizzo operativo destinato a essere aggiornato nel tempo.
1) I contenuti del decreto 180 2025
Uno dei temi centrali del decreto è il ruolo trasformativo dell’IA nel mercato del lavoro. L’IA è descritta come una leva di innovazione in grado di migliorare produttività, qualità dei processi e sicurezza, ma anche come una tecnologia che incide profondamente sulle competenze richieste e sull’organizzazione del lavoro. Per questo motivo, il documento insiste sulla necessità di evitare un’adozione meramente tecnologica, promuovendo invece un approccio strategico che tenga insieme competitività delle imprese e tutela del capitale umano.
Ampio spazio è dedicato alle linee guida operative per le imprese,(vedi sotto) in particolare per le PMI, che rappresentano la parte più rilevante del tessuto produttivo italiano. Viene proposta una vera e propria roadmap di adozione dell’IA, articolata in fasi: valutazione preliminare e “AI readiness”, pianificazione e governance, sperimentazione tramite progetti pilota, implementazione su scala più ampia, monitoraggio continuo dei rischi e valorizzazione del capitale umano. L’accento è posto sulla governance, sulla supervisione umana delle decisioni automatizzate e sulla conformità all’AI Act e al GDPR.
Il decreto affronta anche il tema del lavoro autonomo, riconoscendo nell’IA un’opportunità per professionisti e freelance, ma segnalando al contempo rischi di esclusione, dipendenza dalle piattaforme digitali e perdita di tutele. Le Linee guida suggeriscono strumenti pratici, promuovono l’accesso a tecnologie open-source e sottolineano l’importanza della formazione continua.
Un capitolo centrale è dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze, considerati essenziali per governare la transizione digitale. Vengono citati come strumenti utili il Fondo Nuove Competenze, i fondi interprofessionali e i programmi europei, che possono sostenere percorsi di upskilling e reskilling e prevenire il disallineamento tra domanda e offerta di competenze.
Infine, il decreto individua i principi guida per un uso responsabile e sicuro dell’IA nel lavoro: trasparenza, responsabilità, equità e non discriminazione, sicurezza, inclusione e riduzione del divario digitale. L’IA deve rimanere uno strumento al servizio delle persone, con decisioni spiegabili, contestabili e sempre supervisionate dall’uomo, in un quadro di fiducia e dialogo sociale.
2) Linee guida operative
Il cuore del provvedimento è rappresentato dalle Linee guida operative, che dedicano particolare attenzione alle piccole e medie imprese, spesso penalizzate da carenze di risorse e competenze digitali. L’IA non viene presentata come una semplice tecnologia da acquistare, ma come un processo trasformativo che incide su organizzazione, competenze, modelli decisionali e relazioni di lavoro.
Le Linee guida invitano le imprese ad adottare una strategia graduale e consapevole, fondata su valutazioni preliminari di maturità digitale, su modelli di governance chiari e su un coinvolgimento attivo dei lavoratori. Centrale è il principio della supervisione umana, soprattutto nei sistemi di IA utilizzati per selezione del personale, valutazione delle performance e organizzazione del lavoro, ambiti qualificati come “ad alto rischio” dall’AI Act.
Particolare rilievo è attribuito anche alla trasparenza algoritmica, al diritto all’informazione dei lavoratori e alla possibilità di contestare le decisioni automatizzate, elementi essenziali per preservare la fiducia nei processi di innovazione.
3) Adozione IA nelle imprese: la road map
Per supportare concretamente le imprese, il documento propone una roadmap di adozione dell’IA, articolata in fasi progressive che accompagnano l’intero ciclo di vita dei sistemi intelligenti, dalla progettazione al monitoraggio continuo.
Di seguito una sintesi in forma tabellare.
| Fase | Contenuto | Strumenti suggeriti |
|---|
| 1. Valutazione preliminare e AI readiness | Analisi della maturità digitale e delle aree di applicazione dell’IA | Checklist AI readiness, assessment con Digital Innovation Hub |
| 2. Pianificazione strategica e governance | Definizione di obiettivi, ruoli e responsabilità | Policy interne, codici etici IA, checklist AI Act |
| 3. Sperimentazione (progetti pilota) | Test controllati delle soluzioni IA | Sandbox regolamentari, report di valutazione |
| 4. Implementazione e scaling | Integrazione nei processi aziendali | Manuali tecnici, KPI, interoperabilità sistemi |
| 5. Monitoraggio e gestione dei rischi | Controllo continuo di impatti e conformità | Audit etici, risk mapping, canali di segnalazione |
| 6. Valorizzazione del capitale umano | Formazione, upskilling e inclusione | Fondo Nuove Competenze, voucher formativi |
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