Rassegna stampa Pubblicato il 27/11/2019

Tutela lavoratori : Raccomandazione UE 8.11.2019

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Raccomandazione del Consiglio Europeo sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi in GU UE

E' stata pubblicata   sulla GU UE del 15.11.2019 la Raccomandazione del Consiglio dell’8 novembre 2019 sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi .  Il documento richiede una attenzione particolare degli Stati membri al problema e raccomanda alla Commissione di attivarsi sostentendo con risorse proprie l'attuazione di programmi condivisi . Vediamo piu in dettaglio  alcune raccomandazioni :

1.1.fornire  a  tutti  i  lavoratori  subordinati  e  autonomi  negli  Stati  membri  accesso  a  un livello  adeguato  di  protezione  sociale,  fatte salve le facoltà degli Stati membri di organizzare i propri sistemi di protezione sociale;

1.2.stabilire norme minime nel settore della protezione sociale dei lavoratori subordinatie  autonomi, garantita  da  organismi  pubblici  o  affidata  alle  parti  sociali  o  ad  altri  soggetti,  in conformità  dei  principi  fondamentali  dei  sistemi  nazionali  di  protezione  sociale.  I  prodotti  assicurativi  privati  sono  esclusi  dal  campo  di  applicazione  della  presente raccomandazione.

2.La raccomandazione riguarda il diritto di partecipare a un sistema di protezione sociale e di maturare ed esercitare i diritti a prestazioni.

Vengono ricompresi i seguenti settori della protezione sociale, nella misura in cui siano previsti negli Stati membri:

a) prestazioni di disoccupazione;

b) prestazioni per malattia e assistenza sanitaria;c

c) prestazioni di maternità e di paternità assimilate;

d) prestazioni d’invalidità;

e) prestazioni di vecchiaia e prestazioni ai superstiti;

f) prestazioni in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Viene specificato che la Raccomandazione non limita l’autonomia delle parti sociali ove esse siano responsabili dell’istituzione e della gestione dei sistemi di protezione sociale. 

In particolare il Consiglio  ritiene che  :

a) le norme che disciplinano i contributi (ad esempio per quanto riguarda periodi contributivi e periodi lavorativi minimi) e i diritti a prestazioni (ad esempio in relazione a periodi di attesa, criteri di calcolo e durata dei diritti a prestazioni) non dovrebbero ostacolare la possibilità di maturare o esercitare i diritti alle prestazioni a causa del tipo di rapporto di lavoro o della condizione lavorativa;
b) le differenze tra le norme che disciplinano i sistemi di protezione sociale in relazione a condizioni lavorative o tipi di rapporti di lavoro dovrebbero essere proporzionate e rispecchiare la specifica situazione dei beneficiari.

Si raccomanda ad esempio agli Stati membri:

  •  di garantire, conformemente alle circostanze nazionali, che i diritti a prestazioni - siano essi acquisiti mediante sistemi obbligatori o volontari - possano essere preservati, accumulati e/o trasferiti in tutti i tipi di lavoro subordinato e autonomo e in tutti i settori economici, nel corso dell’intera vita lavorativa di una persona o durante un determinato periodo di riferimento e da un sistema all’altro all’interno di un determinato settore di protezione sociale.
  • di garantire che i contributi al sistema di protezione sociale siano proporzionati alle capacità contributive dei lavoratori subordinati e autonomi.
  • di garantire che il calcolo dei contributi e dei diritti a prestazioni di protezione sociale per i lavoratori autonomi si fondi su una valutazione obiettiva e trasparente delle loro fonti di reddito che tenga conto delle fluttuazioni delle loro entrate e rifletta i loro guadagni effettivi.
  •  di garantire la trasparenza delle condizioni e delle regole relative a tutti i sistemi di protezione sociale e assicurare che le persone abbiano accesso in modo gratuito a informazioni aggiornate, complete, accessibili, di facile lettura e chiaramente comprensibili in merito ai loro diritti ed obblighi individuali
  • di semplificare, ove necessario, gli adempimenti amministrativi dei sistemi di protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi e per i datori di lavoro, in particolare per le microimprese e per le piccole e medie imprese.

Nel documento sono presenti anche raccomandazioni specifiche per  la Commissione europea e gli stati membri , con una precisa tabella temporale  di realizzazione, concenenti :

  1.  il miglioramento della raccolta di dati a livello dell’Unione sulla forza lavoro e sull’accesso alla protezione sociale, con l’obiettivo di disporre di informazioni rilevanti per l’elaborazione delle politiche in materia di protezione sociale in relazione alle nuove forme di lavoro. Nello specifico chiede di 
  2. raccogliere e pubblicare, ove possibile, statistiche nazionali affidabili sull’accesso alle diverse forme di protezione sociale, ad esempio, suddivise in base alla condizione lavorativa (lavoratori autonomi/subordinati), al tipo di rapporto di lavoro (a tempo determinato o indeterminato, a tempo parziale o pieno, forme di lavoro nuove o standard), al sesso e all’età entro il 15 novembre 2021.
  3. Entro il 15 novembre 2020, la Commissione dovrebbe stabilire un quadro di monitoraggio e sviluppare indicatori comuni concordati
  4.  attuare i principi enunciati  appena possibile e presentare un piano per fornire informazioni sulle corrispondenti misure da adottare a livello nazionale entro il 15 maggio 2021 
  5. esaminare i progressi compiuti  e riferire al Consiglio entro il 15 novembre 2022. In base ai risultati  considerare la possibilità di presentare ulteriori proposte.
  6. l’attuazione della  raccomandazione sia sostenuta mediante azioni finanziate dai pertinenti programmi dell’Unione
  7. La Commissione dovrebbe agevolare l’apprendimento reciproco e lo scambio di migliori prassi tra gli Stati membri e con i portatori di interessi.

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Fonte: Consiglio Unione Europea





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