Speciale Pubblicato il 19/04/2018

Credito di imposta negoziazione e arbitrato:come fruirne nella dichiarazione2018

di Redazione Fisco e Tasse

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Come fruire del credito d'imposta per spese di negoziazione e arbitrato nella dichiarazione dei redditi o nel 730/2018

Il credito d'imposta sulle negoziazioni assistite e sugli arbitrati introdotto dal D.L. n. 83/2015 è stato poi reso a regime dal 2016 dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208 del 28.12.2015). 

Per le spese sostenute dal 2016 è lo stesso Ministero della giustizia che comunica all‘interessato, entro il 30 aprile di ciascun anno successivo a quello di corresponsione dei compensi, a stabilire l‘importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti in misura proporzionale alle risorse stanziate. 

Val al dossier dedicato al modello 730/2018 e RedditiPF 2018 per ulteriori approfondimenti

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Credito d'imposta negoziazione assistita e arbitrato: cos'è

L'art. 21-bis del D.L. n. 83/2015 ha introdotto, in via sperimentale, un credito d'imposta sulle negoziazioni assistite e sugli arbitrati. In particolare, alle parti che hanno corrisposto dal 2015 un compenso agli avvocati abilitati ad assisterli in un procedimento di negoziazione assistita o agli arbitri per un arbitrato, il decreto legge ha riconosciuto, in caso di successo della negoziazione o di conclusione dell'arbitrato con lodo, un credito d'imposta pari al compenso pagato fino a concorrenza di 250 euro, nel limite di risorse stanziate a tal fine pari a 5 milioni di euro per l'anno 2016. 

Come chiarito nei modelli dichiarativi Redditi 2018 il credito d’imposta previsto dall’art. 21-bis del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, per i compensi corrisposti dalle parti agli avvocati abilitati nei procedimenti di negoziazione assistita, conclusi con successo, nonché agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo. La legge di stabilità per il 2016 ha reso permanente la misura agevolativa.

Il credito d'imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, non rileva ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi (articolo 61 del Tuir) né rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese (articolo 109, comma 5, del Tuir).

Il credito d'imposta va indicato nel modello dichiarativo ed è utilizzabile, a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione del credito d'imposta spettante da parte del Ministero della Giustizia:

  • in compensazione, per i contribuenti titolari di partita Iva;
  • in diminuzione delle imposte sui redditi, per i contribuenti persone fisiche non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo.

Il decreto del Ministero della Giustizia del 23 dicembre 2015 ha stabilito le modalità per fruire del suddetto bonus e la documentazione da esibire a corredo dell'istanza, oltre che i controlli sull’autenticità stessa.

Credito d'imposta negoziazione assistita e arbitrato: come fruirne

La richiesta di attribuzione del credito di imposta deve essere proposta compilando l'apposito modulo (FORM), disponibile in un'area dedicata, denominata "Incentivi fiscali alle misure di degiurisdizionalizzazione di cui al decreto-legge n. 132 del 2014" del sito internet del Ministero della giustizia ("www.giustizia.it").

Alla richiesta doveva essere allegata:

  • copia dell'accordo di negoziazione assistita e prova della trasmissione dello stesso al Consiglio dell'Ordine degli avvocati, ovvero copia del lodo arbitrale che ha concluso il procedimento, nonché copia per immagine dell'originale o della copia autentica del provvedimento giudiziale di trasmissione del fascicolo;
  • copia della fattura inerente la prestazione di cui sopra, rilasciata dall'avvocato o dall'arbitro;
  • copia della quietanza, del bonifico, dell'assegno o di altro documento attestante l'effettiva corresponsione del compenso nell'anno 2015.
  • copia del documento di identità del richiedente.

In caso di definizione con successo di più negoziazioni assistite, ovvero di più arbitrati conclusi con lodo, per i quali è stato corrisposto un compenso all'avvocato o agli arbitri, è necessario compilare una richiesta per ciascuna procedura.

Per i periodi d’imposta successivi al 2015, il Ministero della giustizia comunica all‘interessato, entro il 30 aprile di ciascun anno successivo a quello di corresponsione dei compensi, l‘importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti e determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate.
Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione da parte del Ministero in diminuzione delle imposte sui redditi.

.La parte del credito non utilizzata (rigo151 del Modello 730-3/2017) è fruibile negli anni seguenti ed è riportata nelle successive dichiarazioni dei redditi. (circ. n. 7/E del 4/4/2017)




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Commenti

vorrei sapere se vale anche per quanto riguarda ile spese per i commercialisti che hanno effettuato la transazrione per la voluntary disclosure - grazie

Commento di sabrizi (17:11 del 14/01/2016)

Vorrei sapere se questo credito d'imposta ha valore anche per le mediazioni concluse positivamente nell'anno 2014 e penso di sì perchè questa normativa era già indicata nelle istruzioni del modello 730 per l'anno 2014. Grazie.

Commento di Rinaldin Franco (10:15 del 16/01/2016)

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