Speciale Pubblicato il 10/06/2020

Credito imposta negoziazione e arbitrato:come fruirne nella dichiarazione 2020

di Redazione Fisco e Tasse

Tempo di lettura: 2 minuti
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Come fruire del credito d'imposta per spese di negoziazione e arbitrato nella dichiarazione dei redditi o nel 730/2020

Il credito d'imposta sulle negoziazioni assistite e sugli arbitrati introdotto dal D.L. n. 83/2015 è stato poi reso a regime dal 2016 dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208 del 28.12.2015). 

Per le spese sostenute dal 2016 è lo stesso Ministero della giustizia che comunica all‘interessato, entro il 30 aprile di ciascun anno successivo a quello di corresponsione dei compensi, a stabilire l‘importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti in misura proporzionale alle risorse stanziate. 

E' possibile usufruire del credito d'imposta anche nella dichiarazione dei redditi 730/2020 e RedditiPF 2020 in merito alle spese sostenute nel 2019.

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Credito d'imposta negoziazione assistita e arbitrato: cos'è

L'art. 21-bis del D.L. n. 83/2015 ha introdotto, in via sperimentale, un credito d'imposta sulle negoziazioni assistite e sugli arbitrati. In particolare, alle parti che hanno corrisposto dal 2015 un compenso agli avvocati abilitati ad assisterli in un procedimento di negoziazione assistita o agli arbitri per un arbitrato, il decreto legge ha riconosciuto, in caso di successo della negoziazione o di conclusione dell'arbitrato con lodo, un credito d'imposta pari al compenso pagato fino a concorrenza di 250 euro. 

Come chiarito nei modelli dichiarativi Redditi 2019 il credito d’imposta previsto dall’art. 21-bis del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, per i compensi corrisposti dalle parti agli avvocati abilitati nei procedimenti di negoziazione assistita, conclusi con successo, nonché agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo. La legge di stabilità per il 2016 ha reso permanente la misura agevolativa.

Il credito d'imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, non rileva ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi (articolo 61 del Tuir) né rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese (articolo 109, comma 5, del Tuir).

Il credito d'imposta va indicato nel modello dichiarativo ed è utilizzabile, a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione del credito d'imposta spettante da parte del Ministero della Giustizia:

  • in compensazione, per i contribuenti titolari di partita Iva;
  • in diminuzione delle imposte sui redditi, per i contribuenti persone fisiche non titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo.

Il decreto del Ministero della Giustizia del 23 dicembre 2015 ha stabilito le modalità per fruire del suddetto bonus e la documentazione da esibire a corredo dell'istanza, oltre che i controlli sull’autenticità stessa.

Segui gratuitamente il Dossier Dichiarazione 730/2020 per aggiornamenti, news e approfondimenti.

Credito d'imposta negoziazione assistita e arbitrato

Per i periodi d’imposta successivi al 2015, il Ministero della giustizia comunica all‘interessato, entro il 30 aprile di ciascun anno successivo a quello di corresponsione dei compensi, l‘importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti e determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate.

Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione da parte del Ministero in diminuzione delle imposte sui redditi.

Credito d'imposta mediazioni per la conciliazione e le controversie

Nel modello 730/2020 il credito va indicato nel rigo G11 e va compilato nel seguente modo:

  • Colonna 1 (Credito spettante): riportare l’importo del credito d’imposta eventualmente spettante.
  • Colonna 2 (Residuo precedente dichiarazione): indicare il credito d’imposta residuo che è riportato nel rigo 151 del prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2018, o quello indicato nel rigo RN47, colonna 15, del Mod. REDDITI PF 2018.
  • Colonna 3 (di cui compensato in F24): indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di presentazione della dichiarazione.

il credito andrà indicato nel corrispondente quadro CR16 dei Redditi 2020.




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Commenti

vorrei sapere se vale anche per quanto riguarda ile spese per i commercialisti che hanno effettuato la transazrione per la voluntary disclosure - grazie

Commento di sabrizi (17:11 del 14/01/2016)

Vorrei sapere se questo credito d'imposta ha valore anche per le mediazioni concluse positivamente nell'anno 2014 e penso di sì perchè questa normativa era già indicata nelle istruzioni del modello 730 per l'anno 2014. Grazie.

Commento di Rinaldin Franco (10:15 del 16/01/2016)

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