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IL RUOLO DEGLI OSSERVATORI REGIONALI NEGLI STUDI DI SETTORE - CONTROLLORI E CONTROLLATI

Il ruolo degli osservatori regionali negli Studi di Settore - controllori e controllati

Osservatori regionali, Commissioni degli Esperti, Rappresentanti delle Categorie ma anche gli stessi contribuenti sono i soggetti attivi che forniscono i dati per la elaborazione degli Studi di settore.

Chi sono i tecnici preposti alla elaborazione degli studi di settore e di quali strumenti si avvalgono per la raccolta dei dati per l’elaborazione degli studi di settore?
Commissione di Esperti - Osservatori Regionali - Rappresentanti delle Categorie interessate e gli stessi contribuenti - sono i soggetti che forniscono i dati per l’elaborazione degli studi.
Vediamo con uno sguardo unico di coglierne le specifiche peculiarità.

1) Commissione Esperti e Osservatori Regionali - Chi sono e cosa servono

La Commissione di esperti è stata costituita con il compito di esprimere un parere, prima dell’approvazione e della pubblicazione dei singoli studi di settore, in merito all’idoneità degli studi stessi a rappresentare la realtà cui si riferiscono.
Gli osservatori provinciali sono stati sostituiti dal 31 dicembre 2007 dagli osservatori Regionali che hanno sede presso ciascuna Direzione Regionale.

Fanno parte degli Osservatori regionali:
• il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate con funzione di presidente;
• un dirigente della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate (o provinciale) con funzione di vicepresidente;
• un dirigente o funzionario dell’Agenzia delle entrate per ciascuna provincia compresa nella Regione;
• un rappresentante per ciascuna delle associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato, più rappresentative a livello regionale;
• due rappresentanti degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni economiche e giuridiche;
• un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni tecniche;
• un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni sanitarie.

Gli Osservatori regionali hanno i seguenti compiti:
• individuare le particolari condizioni economiche o produttive, tipiche di alcune zone o distretti, che spiegano i
comportamenti economici dei soggetti che operano in quei territori, anomali e diversi da quelli già analizzati
dagli studi di settore;
• individuare le situazioni, tipiche di alcune zone o distretti, che denotino evidenti criticità di alcuni settori o di
alcune categorie di soggetti, o che rivelino, al contrario, condizioni di forte sviluppo ed espansione
economica territoriale;
• rilevare informazioni utili a migliorare la capacità degli studi di rappresentare la realtà cui si riferiscono.

Lo scopo degli osservatori Regionali è quello di proporre modifiche e verificare l’adeguatezza e il funzionamento degli studi di settore a livello locale, proponendo gli aggiustamenti e i correttivi necessari,
inoltre possono fornire informazioni utili a migliorare l’applicazione degli studi di settore.


Come fa la Commissione a svolgere questo compito e di quali mezzi si serve?

Gli osservatori devono in sostanza far sì che lo studio diventi non uno strumento astratto ma uno strumento che
continuamente si adatta e si evolve. Uno strumento quindi dinamico come d’altra parte è dinamica e variegata la
realtà che vuole rappresentare.
Per far questo gli Osservatori non si accontentano di ascoltare i rappresentanti delle categorie ma chiedono la collaborazione, attraverso i questionari, degli stessi contribuenti, che anzi rappresentano l’anello più importante della
catena.
Inoltre, attraverso il correttivo della territorialità, calano lo studio nella realtà locale tenendo conto del livello dei prezzi, delle concrete modalità operative, delle infrastrutture esistenti e utilizzabili, della capacità di spesa e della tipologia dei fabbisogni.
L’esigenza di istituire gli Osservatori è sorta nell’ambito della Commissione esperti per coinvolgere nel progetto degli
studi di settore anche le realtà locali e valorizzarne il contributo.

2) Gli Osservatori come tramite tra contribuenti ed esperti

Sia le associazioni di categoria rappresentate, che le associazioni di categoria non rappresentate nell’Osservatorio e più in generale tutte le organizzazioni che rappresentano interessi diffusi dei contribuenti possono far presente all’Osservatorio casi concreti che possono essere utili per l’elaborazione degli studi.
L’osservatorio valuterà la fondatezza delle questioni sollevate, che devono essere oggettivamente riscontrabili e interessare un numero significativo di soggetti.

Accertata la fondatezza del caso concreto l’Osservatorio provvederà ad inoltrare, un documento che sintetizzi la questione esaminata e ontestualmente designerà uno dei suoi componenti quale relatore nei confronti della Commissione degli Esperti.

Nella riunione della Commissione degli esperti alla quale parteciperà un rappresentante dell’Osservatorio in qualità di relatore, si provvederà ad analizzare i documenti pervenuti e se saranno ritenute fondate le osservazioni, validate dalla Commissione, saranno rese note mediante il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate e potranno costituire elemento valutabile in sede di contraddittorio finalizzato all’accertamento con adesione.
La pubblicazione degli elaborati prodotti dagli Osservatori e validati dalla Commissione, potrà essere di stimolo per
analoghi approfondimenti da parte di altri osservatori.

3) Il "fattore territorialità" visto dagli Osservatori per la valutazione dell'incidenza sugli studi di settore

La territorialità è un elemento privilegiato di attenzione da parte degli Osservatori.
“L’osservatorio” si preoccupa di individuare situazioni anomale o particolari di determinate aree geografiche che successivamente sottopone alla Commissione degli Esperti, il cui compito è di valutarne l’incidenza sulla capacità di produrre ricavi dell’azienda presa in esame.
Gli osservatori hanno infatti la funzione di individuare quelle particolarità che lo studio sulla territorialità generale non riesce a cogliere, e rilevare situazioni anche esterne, che hanno influito sul normale svolgimento delle attività economiche interessate .
Per esempio: in caso di calamità naturali, gli Osservatori individueranno e definiranno le aree produttive, professionali e commerciali che interessate da tale evento, sfuggono sicuramente alla previsione generale sulla territorialità.
Prendere in esame le caratteristiche di un’area territoriale vuol dire tener conto di diversi fattori produttivi legati al luogo dove l’attività si svolge, quali:
• livello dei prezzi;
• condizioni e modalità operative;
• infrastrutture esistenti e utilizzabili;
• capacità di spesa e la tipologia dei fabbisogni.

Gli osservatori partono dalla realtà locale del singolo Comune, e individuano aree territoriali omogenee, attraverso l’utilizzo di diversi indicatori economici. Lo studio sulla territorialità generale analizza le differenze che connotano:
• l’ambiente economico;
• le differenze che possono influenzare le caratteristiche della domanda finale di beni e servizi destinati alla persona;
• il bisogno di ricorrere a servizi professionali;
• le condizioni in cui l’impresa svolge la propria attività.

In particolare vengono analizzate:
• Le caratteristiche dello sviluppo socio-economico del territorio in termini di grado di benessere;
• il livello di qualificazione professionale;
• la struttura economica;
• il tasso di imprenditorialità;
• il grado di sviluppo dei servizi (credito, logistica e servizi alle imprese) a sostegno dell’ attività economica.

Ed inoltre
• il livello dei prezzi;
• le tariffe dei servizi;
• il costo di acquisizione dei fattori della produzione.
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