Rassegna stampa Pubblicato il 26/02/2020

Coronavirus: i Commercialisti chiedono ammortizzatori fuori dalla zona rossa

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Coronavirus 2020: con un comunicato stampa i commercialisti chiedono ammortizzatori sociali anche per le aziende fuori dalla zona rossa

Con un comunicato stampa di ieri 25 febbraio 2020, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha fatto alcune proposte  al sottosegretario del ministero del Lavoro Francesca Puglisi e all’attenzione dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) in seguito alla diffusione nel territorio italiano del Coronavirus (COVID-19).

La richiesta principale mossa al Governo consiste nella richiesta della sospensione degli adempimenti e i versamenti dei contributi anche per le aziende che, pur non operando nelle aree sottoposte a restrizione, si avvalgono di intermediari che risiedono in tali zone e attivare gli ammortizzatori sociali anche per i dipendenti delle aziende non ubicate nei Comuni interessati dal Coronavirus senza passare dalla procedura di consultazione sindacale prevista dal D.Lgs. 148/2015.

Dopo aver chiesto e ottenuto nei giorni scorsi la sospensione degli adempimenti fiscali (così come previsto nel decreto del MEF si veda l'articolo Coronavirus: stop del MEF agli adempimenti contabili ora il Consiglio nazionale avanza altre richieste urgenti per sostenere imprese e lavoratori più a rischio.

Inoltre, secondo il Consiglio nazionale è necessario

  1. sospendere gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali non solo per i datori di lavoro e per i titolari di reddito di lavoro autonomo o d’impresa che svolgono l’attività o risiedono nei Comuni in “quarantena”, ma anche per coloro che non svolgono attività in tali Comuni se però lì risiedono gli intermediari che effettuano gli adempimenti in materia contributiva e assicurativa.
  2. attivare la CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) e il FIS (Fondo d’Integrazione Salariale) per eventi di forza maggiore non solo nei Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio, ma anche per i lavoratori delle aziende collocate all’esterno di tali Comuni se colpite da ordinanze di chiusura e limitazioni. 

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili





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