Rassegna stampa Pubblicato il 04/12/2017

Credito d'imposta e beni confiscati 2017. Firmato l'accordo sul Social bonus

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Ministero, ANBSC e ANCI firmano l'accordo sull'assegnazione agli enti del Terzo settore dei beni statali e sequestrati, in attuazione del social bonus .

Firmato il 28 novembre 2017 dal Sottosegretario di Stato al Lavoro, Luigi Bobba, l'accordo tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ANBSC e l’ANCI. L’accordo prevede di dare attuazione al piano di valorizzazione degli ETS, anche mediante il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili o immobili, che siano stati confiscati alla criminalità organizzata, assegnandoli agli Enti del Terzo Settore. La finalità dell’assegnazione agli ETS è quella di riutilizzare i beni (di cui sopra) esclusivamente per lo svolgimento delle attività di interesse generale non commerciali, secondo le nuove disposizioni dettate dal Codice del Terzo Settore, ex D.Lgs. n. 117/2017.

La sottoscrizione dell’accordo, segna un passo in avanti per l’adozione della misura prevista dall’art. 81 che il legislatore ha inserito nel D.Lgs n.117/2017, entrato in vigore il 03/08/2017. La norma, rubricata “Social bonus” istituisce un credito d’imposta, pari a 65% per le persone fisiche e 50% per enti e società, delle erogazioni liberali effettuate in favore degli ETS. Perché privati, enti e società possano conseguire il beneficio pocanzi chiarito, come specificato anche all’interno del comunicato pubblicato sul sito “www.lavoro.gov.it“, è necessario che le erogazioni siano fatte a favore di ETS che abbiano presentato, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  un  progetto  di  recupero  dei beni loro assegnati.

Secondo le disposizioni del codice, il social bonus:

  • sarà riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali, nei limiti del 15% del reddito imponibile ed ai soggetti titolari di reddito d'impresa, nei limiti del 5‰ dei ricavi annui;
  • sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo;
  • sarà utilizzabile tramite compensazione secondo quanto previsto dall’art. 17 D.Lgs. n. 241/1997;
  • non rileverà ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, così come specificato all’interno dello stesso Codice del Terzo settore, informa gli ETS che hanno ricevuto in comodato gratuito un bene di cui sopra, del fatto che dovranno «…predisporre progetti destinati alla riqualificazione di aree degradate, al miglioramento del contesto urbano e sociale, all'incentivazione di iniziative di legalità e all'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, così come indicato nel Codice del Terzo Settore…».
Secondo le previsioni del Sottosegretario Bobba «…Relativamente ai beni dello Stato inutilizzati, si ipotizza che il bacino da cui attingere si aggiri intorno al migliaio di immobili, per una superficie di oltre 600mila metri quadrati a cui, potenzialmente, si aggiunge tutto il patrimonio di beni pubblici di proprietà degli Enti locali e degli altri soggetti pubblici…».

Secondo i sottoscrittori dell’accordo, la misura mediante cui saranno concessi immobili a titolo gratuito agli ETS e riconosciuto il social bonus, a chi esegua erogazioni liberali a favore di tali enti, dà il via ad un “percorso virtuoso” attraverso cui recuperare gli immobili presenti sul territorio nazionale e incentivare il Terzo settore, anche premiando quanti contribuiscano mediante erogazioni a tele progetto.

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Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali




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