Dal luglio 2026 l’UE introdurrà un dazio fisso di 3 euro per ogni categoria merceologica presente nei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi, segnando una svolta nel regime delle spedizioni e-commerce di basso valore. La misura anticipa l’abolizione definitiva delle franchigie doganali e punta a correggere squilibri competitivi tra operatori europei e venditori extra-UE. Imprese e marketplace dovranno quindi rivedere strategie logistiche, modelli distributivi e processi di compliance.
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1) Nuovo quadro normativo UE sulle micro-spedizioni
L’Unione Europea completa il percorso normativo volto a rafforzare il controllo sulle spedizioni di piccoli pacchi derivanti dall’e-commerce internazionale, con l’introduzione di una handling fee che si applicherà, dal 1° luglio 2026, su ogni item presentato in spedizioni di valore inferiore a 15 euro, in attesa della rimozione completa della franchigia dai dazi per i beni di modico valore, oggi in vigore ai sensi del Reg. UE n. 1189 del 2009.
Con l’approvazione definitiva delle nuove regole doganali da parte del Consiglio dell’UE, si inaugura una svolta importante nella gestione delle micro-spedizioni provenienti da Paesi terzi, soprattutto alla luce del forte aumento registrato negli ultimi anni, in particolare per i flussi in arrivo dal contesto asiatico e dell’interesse crescente, per gli Stati non solo UE, di arginare il fenomeno, per ragioni economiche, ambientali, sociali e, forse, anche geopolitiche.
Nell’ambito di discussione di una più ampia riforma del quadro doganale, nuove disposizioni sono state dunque introdotte in risposta alla situazione attuale, in cui i piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi entrano nell’Unione Europea in esenzione da dazi, generando una distorsione della concorrenza a svantaggio dei venditori europei.
Il tema peraltro è stato già affrontato, in ordine sparso e senza chiaro coordinamento, anche da alcuni Stati membri, per ora solo Italia e Romania, a cui dovrebbe aggiungersi a breve anche la Francia, che hanno introdotto a loro volta una handling fee nazionale a copertura, così almeno l’Italia con la Legge di Bilancio 2026, dei costi amministrativi di sdoganamento, con il risultato, oggi, di generare forti distorsioni di traffico e la fuga dagli aeroporti nazionali dei players dell’e-commerce e, domani, di creare un quadro complesso e disallineato, dove due handling fee, una interna ed una UE, possono sommarsi, peraltro fondandosi su criteri oggettivi simili, ma distinti.
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2) Come funziona il dazio fisso da 3 euro
Ad ogni modo, il Consiglio europeo ha formalmente approvato, in data 11 febbraio 2026, un nuovo regolamento volto all’introduzione di significative modifiche al regime doganale applicabile agli articoli contenuti in piccoli pacchi destinati all’Unione Europea, specialmente tramite canali di e-commerce. Tra le principali novità, si segnala appunto l’introduzione di un contributo provvisorio (in realtà, viene nominato “duty”, un dazio), pari a 3 euro, per ciascun item importato da Paesi terzi.
Parallelamente, con l’intesa raggiunta, viene concordata la prossima eliminazione dell’esenzione dai dazi doganali per i beni di valore inferiore a 150 euro destinati all’Unione Europea, prevista storicamente e ora normata con il regolamento sulle franchigie n. 1186/09.
Di conseguenza, tutte le merci nell’UE ed aventi valore inferiore a 150 euro, da luglio 2026 sconteranno il contributo di 3 euro, mentre dal 2028 – questa per ora la data generale indicata – tutte le franchigie dai dazi per beni di modico valore saranno rimosse e le nuove tariffe doganali entreranno in vigore quando l’hub dati doganali europeo sarà operativo.
In questo nuovo scenario, gli Stati membri hanno però oggi concordato l’applicazione di un dazio doganale provvisorio a tariffa fissa di 3 euro sugli articoli contenuti in spedizioni di valore inferiore a 150 euro, inviate direttamente ai consumatori dell’UE.
Dal 1° luglio 2026 sino al 1° luglio 2028, con possibilità di proroga qualora ne ricorrano le condizioni, il contributo sarà riscosso su ciascuna categoria di articolo presente nel pacco, individuata in base alle rispettive sottovoci tariffarie. Nel dettaglio, l’art. 2 di cui al nuovo regolamento statuisce che per ogni articolo contenuto in spedizioni di valore non superiore a 150 euro sarà applicato un prelievo doganale fisso di 3 euro, in sostituzione della precedente esenzione. Questa nuova misura riguarda sia i beni importati che beneficiano dell’esenzione IVA prevista dalla normativa europea, sia quelli inviati tramite spedizioni postali, secondo la definizione fornita dalla disciplina doganale dell’Unione.
Il nuovo dazio si applicherà ad ogni tipologia di articolo presente all’interno di un pacco, individuata secondo le specifiche sottocategorie tariffarie, impostazione che si ritiene garantire un’applicazione mirata e trasparente della misura, in linea con le nuove direttive europee.
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3) Effetti pratici per imprese e operatori e-commerce
A titolo esemplificativo, per meglio chiarire la portata applicativa della nuova disposizione, i canali ufficiali delle istituzioni europee richiamano un caso pratico, al fine di garantire la massima chiarezza sulle operazioni future, che è molto utile. Nel dettaglio è espressamente osservato che, con il nuovo dazio, “Un pacco contiene 1 camicetta di seta e 2 camicette di lana. Pertanto, a causa delle diverse sottocategorie tariffarie, il pacco contiene due articoli distinti e devono essere pagati 6€ di dazi doganali.”
Dal punto di vista operativo, il termine “articolo” va inteso come riferimento a ciascuna categoria merceologica identificata da una specifica sottovoce doganale, e non al singolo pezzo fisico. In pratica, per ogni tipologia di merce distinta secondo la nomenclatura doganale (ad esempio scarpe, magliette, libri, ecc.) presente in un pacco, verrà applicato il dazio fisso di 3 euro. Se il pacco contiene più categorie merceologiche, il dazio sarà applicato a ciascuna categoria, indipendentemente dal numero di pezzi per tipologia.
Questo significa che, ad esempio, un pacco contenente sia scarpe che magliette sarà soggetto a due dazi separati, uno per ciascuna categoria, anche se all’interno vi sono più unità dello stesso tipo.
In prospettiva, a fronte della crescita esponenziale dell’e-commerce globale, l’UE ritiene necessario che la normativa doganale unionale si evolva di conseguenza. L’eliminazione dell’esenzione ormai superata per le spedizioni di modico valore contribuirà a tutelare le imprese europee e a contrastare pratiche commerciali non conformi.
Intanto, si registra l’interesse dei players di settore, che potrebbero già ragionare su modifiche di modelli operativi e gestionali, per esempio evitando vendite B2C immediate, ma ragionando su magazzini di prossimità, mentre è certo che la gestione della classificazione dei beni diventerà sempre più centrale e dirimente, perché rappresenta il fulcro della nuova tassazione UE e, dunque, si ritiene, anche del sistema di verifiche e controlli che verrà implementato.